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Non vi dimenticheremo. Oggi i funerali solenni per 150 vittime del terremoto in Abruzzo

Quattro file interminabili di bare con un’orchidea appoggiata sopra ognuna e il nome stampato su un foglio bianco: nella piazza d’Armi della Caserma della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza, sotto il motto “Nec Recisa Recevit” è quasi tutto pronto per i funerali solenni delle vittime del terremoto che nella notte tra domenica e lunedì ha sconvolto l’Abruzzo.
La cerimonia inizierà alle 11 e sarà presieduta dal segretario di stato Vaticano Tarcisio Bertone. Nel grande piazzale, che ha un’estensione simile a quella di piazza San Giovanni a Roma, davanti all’altare sono state sistemate centinaia di sedie per i familiari, molti dei quali già presenti.
Le autorità avranno invece uno spazio defilato alla destra dell’altare, per lasciare il maggior spazio possibile ai parenti delle vittime. Attese tutte le massime cariche dello Stato, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al premier Silvio Berlusconi, dai presidenti di Senato e di Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, ai ministri e agli esponenti di tutti i partiti politici.

La terra è tornata a tremare in attesa dei funerali di Stato di questa mattina. Due scosse (una di magnitudo 5.1 alle 21.20 e una all’alba di 5.7) terrorizzano la regione. Se n’è andata così la notte a L’Aquila, la quarta dal terremoto che l’ha distrutta causando 287 morti, uno dei quali ancora da identificare. Alle 11, il segretario di Stato vaticano, monsignor Tarcisio Bertone, officerà i funerali solenni, di fronte ad almeno 150 bare e ad una folla di amici e parenti in lutto.
Ai funerali delle vittime del terremoto a L’Aquila partecipano in rappresentanza del Partito democratico il segretario Dario Franceschini insieme a Franco Marini e a Piero Fassino.
Alla cerimonia saranno presenti anche i parlamentari eletti a L’Aquila e in Abruzzo, dirigenti regionali e provinciali del Pd.

Tra i tanti post arrivati su PdNetwork ( qui il link a una selezione) riportiamo quello di Angelo Democratico: L’Abruzzo sta vivendo momenti di terrore,di angoscia. I morti accertati,dopo l’ultima scossa sismica,sono saliti 279. Il numero sembra però destinato ancora a salire purtroppo. Lo sciacallaggio imperversa.Persone senza cuore,approfittano di questa tragedia per entrare nelle case distrutte e rubare soldi,oggetti cari… Serve l’aiuto di tutti,affinchè il prima possibile possa tornare li la normalità.

COME AIUTARE:
POSTE ITALIANE ha attivato il Conto Corrente 10400000.E’ possibile dunque fare un versamento;
POSTE MOBILE:per tutti i clienti che hanno scelto questo operatore telefonico è possibile inviare un SMS al numero 377.2048580 dal valore di 1 EURO;
CARITAS:è possibile fare un’offerta alla Caritas Italiana:CAUSALE “TERREMOTO ABRUZZO”,cc Postale n.347013 o tramite Unicredit Banca di Roma S.P.A Iban IT38 K03002 05206 000401120727;
ANPAS:Presente sul posto con volontari,mezzi,unità cinofile,lancia la raccolta fondi sul cc 512812 Iban IT 17V 05018 02800 000 000512812-Banca etica-Filiale causale:Anpas Emergenza Abruzzo;
FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE:promuove una raccolta fondi da destinare ad “agenzie collegate con le chiese protestanti che hanno approvata e consolidata esperienza nel campo del soccorso a popolazioni colpite da calamità naturali:ccp 38016002 Iban IT54 S0760103200 000038016002 Intestato a Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia.Causale:Terremoto Abruzzo;
L’ARCI:ha aperto la sottoscrizione sul conto intestato a Associazione Arci,Via dei Monti,Pietralata 16,00157 Roma,Iban IT32K0501803200 000000 128000 Causale:Emergenza Terremoto Abruzzo;
TIM,WIND,VODAFONE,3ITALIA,TELECOM ITALIA:manda un SMS al 48580 dal valore di 1 EURO.Stesso numero per donare 2 EURO da rete fissa TELECOM ITALIA

LEGGETE ATTENTAMENTE QUESTE INDICAZIONI:
Donazioni in denaro:verificare che l’organizzazione attui azioni mirate in stretto collegamento col territorio;tener conto della reputazione dell’associazione;preferire donazioni tramite conto corrente o chiedere ricevuta per donazioni con denaro contante;le donazioni a onlus sono detraibili dalla dichiarazione dei redditi;
Materiale e generi alimentari:donare solo ciò che è richiesto,nuovo o in ottimo stato.
Volontari:alla prima fase devono partecipare solo volontari specificatamente formati dalla Protezione civile e già organizzati nelle loro associazioni.

NUMERI UTILI:
La Protezione Civile Abruzzo ha messo a disposizione un numero verde per informazioni,attivo 24 ore su 24:800.860146
Per offerte di alloggio digitare lo stesso numero o scrivere una e-mail alla Protezione Civile;
Per volontari da tutta Italia:06.68201,numero della Protezione Civile Nazionale.

1 Commento

  1. Patrizia dice

    sempre per non dimenticare:

    Senza acqua né luce nei campi degli sfollati
    di Roberto Rossi

    Rosaria ha solo quattro denti ma un sorriso che ti riempe la vita. Ha 10 mesi, una tuta a strisce rosa, occhi grandi. Con la madre Ivonne Rodriguez, che di anni ne ha ventisei e viene dal Perù, è gentile ospite del “campeggio”, secondo una definizione del presidente del Consiglio, di Piazza d’Armi a L’Aquila. Rosaria, nel suo passeggino, ride. Ivonne non ne ha voglia. È preoccupata. Sono cinque giorni che non lava la figlia. «Non c’è ancora l’acqua calda». Eppure Piazza D’Armi è il campo tenda simbolo della tragedia. È stato il primo ad essere allestito ed è quello dove stazionano tutte le tv. Il centro operativo dei soccorsi di Coppito è a cinque chilometri in linea retta. A Piazza d’Armi, che conta oltre 200 tende e 1300 posti, ci sono bagni chimici in abbondanza, psicologi, una pediatria infantile, una farmacia, la posta, le tv al plasma, uova di Pasqua e colombe, ma non c’è ancora elettricità. Non ci sono riscaldamenti. La protezione civile ha messo tre moduli di docce, per un totale di 18 posti, ma non ci sono sono boiler che scaldino l’acqua. Dovrebbe esserci la fila visti i tempi e invece i moduli sono vuoti. Nessuno si azzarda a spogliarsi.

    Attorno alla città distrutta i “campeggi” sono sorti come funghi. Ogni frazione ne ha uno, ogni paese ha delle macerie da rimuovere, morti da piangere. Antonio, 53 anni edile per la ditta Frezza, è in quello di San Gregorio. 50 tende circa, trecento ospiti. L’hanno piazzato sotto il paese. Che non c’è più. Ieri è arrivata anche la ludoteca. L’ha creata l’onlus “Happy family”. Colori, giochi, e presto Sky. Per tenere alto il morale dei bambini, che comunque corrono dietro a un pallone. Antonio, invece, si lava con la San Bernardo, non ha più soldi con sé e non sa come arrivare a L’Aquila, che dista solo sette chilometri, per andare in banca. «Sono distrutto. Siamo salvi, ma ci hanno abbandonati qui. Senza luce, senza riscaldamenti. Lei lo sa quando ce li portano?».

    Nel campo sportivo
    A Poggio Picenze ci sono oltre cento tende e quasi settecento posti, in quello che era il campo sportivo. In pratica vi si è trasferito l’intero paese. Non tutto in verità. Da quando il sindaco Nicola Menna ha ordinato lo sgombero oltre mille abitanti sono in strada. «I più anziani li abbiamo sistemati, ma gli altri vivono in auto». La protezione civile ha promesso l’arrivo di altre tende. «Ma io ho chiesto anche bagni chimici, stufe e coperte. La notte fa freddo. Nessuno se lo dimentichi».

    Di Villa Sant’Angelo e di Castelnuovo esiste solo il nome. I paesi si sono sbriciolati. Per fortuna non in una volta sola. Sono scomparsi una scossa dietro l’altra. Al loro posto tende blu. Gli sfollati sono quasi seicento. Il sindaco Giovannino Costantini non se la sente di criticare. «La soluzione è provvisoria, ma siamo vivi e le tende ci sono». Non tutte per la verità. Ne mancano una decina per coprire l’intero fabbisogno. E poi aspettano ancora le coperte, le docce, i riscaldamenti e, qui, anche i vestiti. «Non mi vergogno a dirle che sono con lo stesso paio di mutande di lunedì», dice Maria Placido.

    Più o meno la stessa sorte di Luigi Berardinangelo, pensionato settantenne, di Sant’Eusanio Forconese. «Ancora non mi sono cambiato. Per tre giorni siamo stati dimenticati da tutti. Abbiamo ottenuto del cibo solo grazie alla bontà di un ristoratore». Poi sono arrivate le tende. «Ma sono rimasti i problemi. Di notte fa freddo, c’è umidità. Molti preferiscono andare dentro le auto. Non abbiamo di che lavarci, non c’è riscaldamento». Quando si arriva a Bazzano sono quasi le quattro del pomeriggio. Dalla radio rimbalza la notizia che aiuti provenienti dalla Toscana sono praticamente bloccati per l’esodo pasquale. Anche qui sono arrivate prima le uova di cioccolato che la corrente elettrica e i riscaldamenti. I bagni chimici sono cinque. Ma gli ospiti dal campo sono fortunati. C’è una fontanella. In cima un cartello scritto a penna. Recita: «È di tutti». Una fila di persone aspetta il proprio turno per lavare le poche cose. Si va con calma. «Non abbiamo da fare altro», dice Costantino poggiato a una stampella.

    A Bagno e Monticchio si lavora, invece, di gran lena. Siamo vicini a Onna. Fino a due giorni fa una trentina di sfollati non aveva neanche le tende. Sono arrivate. «Abbiamo dormito in auto», dice Nicola, 30 anni, idraulico, «ma siamo vivi». Il “campeggio” sta per essere montato. Senza acqua, riscaldamenti e corrente elettrica. «Arriveranno, ne sono sicuro».

    L’Unità, 11 aprile 2009

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