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Napolitano a Berlusconi e alle Camere: «Basta con i decreti omnibus»

Occorre porre un freno ai cosiddetti ‘decreti-omnibus’, i provvedimenti urgenti varati dal governo che, in Parlamento, si ampliano fino a contenere numerose altre norme rispetto a quelle approvate in Consiglio dei ministri e molte maggiori spese. È il richiamo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a quanto si apprende, ha rivolto in una lettera, datata 9 aprile, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ai presidenti delle Camere Renato Schifani e Gianfranco Fini e al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Il riferimento del capo dello Stato è, in particolare, al decreto “incentivi”, approvato in via definitiva dal Parlamento l’8 aprile scorso, con una doppia fiducia alla Camera e al Senato. Nel provvedimento – che conteneva in origine solo misure per le imprese e in particolare per l’auto – erano state inserite, tra l’altro, anche le norme contenute nel decreto quote latte, lasciato decadere. Nella lettera, sempre a quanto si è appreso, tuttavia, Napolitano sottolinea che quello del decreto incentivi non è l’unico caso di decreti diventati ‘omnibus’ nel corso del loro iter parlamentare.
L’Unità, 17 aprile 2009

1 Commento

  1. Redazione dice

    Ecco come nel decreto per rottamare le lavatrici entrarono precari, quote latte e Alitalia

    Bonus per rottamare la vecchia auto, sconti fiscali per cambiare armadi e lavastoviglie, ma anche pacchetto precari, scudo per le società quotate in borsa e risorse per l’assunzione dei lavoratori socialmente utili nella scuola e per l’organizzazione degli eventi celebrativi: il decreto legge “incentivi”, al centro della lettera inviata dal capo dello Stato al premier e ai presidenti delle Camere, nel corso dell’esame parlamentare ha allargato il raggio di azione e alla fine ha anche ospitato un provvedimento parallelo, quello sulle quote latte, con il risultato di aver visto nei fatti triplicare (con l’aggiunta di misure bis, ter e quater) il numero degli articoli.

    Il decreto “salva-auto” non è l’unico testo che è stato definito omnibus nel corso di questa legislatura: l’etichetta è toccata al primo decreto legge anti-crisi (che alla fine ha ospitato dai buoni famiglia alle misure per l’applicazione della porno-tax), ma anche a uno dei collegati alla manovra, quello che contiene il filtro per la Cassazione ma che ospita anche la delega ambientale, e come è tradizione al “Milleproroghe”.

    L’abitudine di ritoccare i testi durante l’iter in Parlamento rendendoli dei grandi contenitori non è dunque tramontata nonostante questa legislatura conti una eccezione eccellente: quella della finanziaria vera e propria, normalmente oggetto di assalti alla diligenza e che il governo ha invece blindato grazie a una riforma delle procedure. E un esempio di testo omnibus è dunque il decreto incentivi, che ha visto l’introduzione di ben 17 articoli aggiuntivi ai nove iniziali. Nato dall’esigenza di rispondere alla crisi del settore auto, il testo incassa il via libera del Consiglio dei ministri il 6 febbraio, viene assegnato alle commissioni della Camera la settimana successiva, ma deve attendere marzo perché l’iter inizi.

    Il quadro economico si è nel frattempo modificato, viene spiegato a più riprese, e l’intenzione dunque è quella di apportare modifiche. Tra queste, arriva un nuovo pacchetto di misure in favore dei precari. Qui però spunta anche il primo ostacolo: le misure sono troppo lontane dalla materia di cui tratta il testo e non superano il vaglio di ammissibilità degli uffici di Montecitorio in un primo momento. Il nulla osta però alla fine arriva, anche perché le opposizioni danno il loro assenso.

    Ma il pacchetto precari non è l’unica fonte di novità e così arrivano gli sconti sui decoder, spunta un giro di vite sulle compensazioni fiscali, un mini fondo per i comuni, il rimborso per i piccoli obbligazionisti di Alitalia, si allenta la stretta sulle consulenze per Poste e Fs. Il colpo di scena però arriva solo il 31 marzo, in prossimità della scadenza, con l’annuncio dell’accorpamento del decreto legge sulle quote latte (dall’iter travagliato ma molto caro alla Lega) al dl sugli incentivi: due testi che hanno viaggiato su binari diversi alla Camera, con tanto di trattative parallele, e che alla fine però confluiscono in un unico provvedimento, ottenendo il via libera del Parlamento l’8 aprile.

    L’Unità 17.04.09

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