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Presidente partigiano? Dica no all’onorificenza per i repubblichini

L’on. Manuela Ghizzoni lancia un appello al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Chieda il ritiro dell’inaccettabile proposta di legge che istituisce l’Ordine del Tricolore”.
L’on. Manuela Ghizzoni del Pd chiede il ritiro della proposta di legge del centrodestra che prevede un’onorificenza per i soldati della Repubblica sociale. La parlamentare modenese sarà domani, sabato 25 aprile, a Novi per partecipare alle celebrazioni della Liberazione. Ecco di seguito la sua dichiarazione.
«Domani si celebra il giorno della Liberazione. Quest’anno pare finalmente si sia posto fine al deprecabile, non saprei come altro definirlo, atteggiamento del Presidente del consiglio che ha sempre evitato di partecipare alle celebrazioni del 25 aprile. In nessun paese democratico un Premier si sarebbe mai permesso di trascurare la Liberazione del proprio paese dal nazifascismo o la fine della guerra. Siamo lieti del fatto che sia stata interrotta questa brutta tradizione. Ci attendiamo però dal Premier parole chiare e dalla sua maggioranza atti coerenti.

Berlusconi potrebbe chiedere il ritiro dell’inaccettabile proposta di legge della sua maggioranza che prevede l’istituzione di una nuova onorificenza, denominata “Ordine del Tricolore”, da assegnare non solo ai combattenti della guerra di Liberazione, ai partigiani, ai deportati, agli internati militari, ma anche ai soldati e ai militi della Repubblica Sociale. Tale proposta di legge equipara di fatto i valori di libertà e democrazia, per i quali combatterono i partigiani e le potenze alleate, con gli obiettivi di nazisti e fascisti di Salò, che al contrario si macchiarono di efferati delitti e stragi di innocenti.

In ogni paese che ha combattuto nazismo e fascismo una proposta di legge del genere sarebbe considerata un’ignominia.

Il relatore della legge nella relazione introduttiva afferma “Non s’intende proponendo l’istituzione di questo Ordine sacrificare la verità storica di una feroce guerra civile sull’altare della memoria comune, ma riconoscere, con animo oramai pacificato, la pari dignità di una partecipazione al conflitto”. Tutto ciò è inaccettabile. Noi per primi abbiamo ricordato che la pietà nei confronti di tutte le vittime di quello scontro è fuori dubbio. Ma, salvaguardato il rispetto dovuto ai morti di una parte e dell’altra, non si possono confondere le ragioni e le aspettative che dividevano chi – da vivo – ha combattuto per contrapposti obiettivi. Gli obiettivi dell’occupante e dei fascisti di Salò non hanno la stessa dignità dei valori dei partigiani, degli alleati, degli antifascisti. I primi combattevano per negare la libertà, gli altri per restituirla al Paese.

Dopo il presidente imprenditore, il presidente operaio, il presidente costruttore, il presidente ferroviere, il presidente donnaiolo etc etc, noi siamo ben lieti di avere oggi anche un presidente partigiano. Ma pretendiamo che sia coerente con tale nuovo, e impegnativo, abito».
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