Giorno: 20 giugno 2010

"Le tasche degli italiani e la campagna d'estate del Pd", di Pippo Civati

Al Palalottomatica il Pd ha offerto la rappresentazione di una critica senza appello alla manovra di Berlusconi e l’individuazione di alcune linee politiche precise sulle quali lavorare nelle prossime settimane: con l’invito a diffondere il nostro lavoro di opposizione e di alternativa in tutto il Paese. È compito di ciascuno di noi uscire dal palazzetto romano, fin dai prossimi giorni, rilanciando il Pd proprio su una sfida che guarda al futuro e alla possibilità di emergere da una crisi economica che in Italia è purtroppo accompagnata da una politica di governo che non ha saputo interpretarla, che l’ha prima negata e ora la concepisce in modo strumentale e ideologico senza offrire le opportune misure. Anzi, compromettendo ancora di più un quadro già sufficientemente complicato e incerto. Berlusconi si dimostra una volta di più diabolico nella capacità di dividere il Paese, di mettere gli uni contro gli altri, di contrapporre Nord a Sud, di allontanare i problemi dalle loro soluzioni. Le tasche dei militanti e degli elettori del Pd, svuotate come quelle di quasi tutti i …

"Con la crisi democrazie a rischio", di Barbara Spinelli

In un incontro a porte chiuse con i sindacati europei, l’11 giugno, il presidente della Commissione Barroso avrebbe espresso grande inquietudine sul futuro democratico di Paesi minacciati dalla bancarotta come Grecia, Spagna e Portogallo. Secondo il Daily Mail, avrebbe parlato addirittura di possibili tumulti e colpi di Stato. La Commissione europea ha smentito le parole attribuite al proprio Presidente, ma l’allarme non è inverosimile e molti lo condividono. Al momento, per esempio, l’ansia è intensa in Grecia, dove il governo Papandreou sta attuando un piano risanatore che comporterà vaste fatiche e rinunce. L’ho potuto constatare di persona, parlando qualche settimana fa con il direttore del quotidiano Kathimerini, Alexis Papahelas: «Le misure di austerità, inevitabili e necessarie, sono irrealizzabili senza una democrazia funzionante e una classe politica incorrotta. Ambedue le cose mancano in Grecia, a causa di una storia postbellica caratterizzata da profonda sfiducia verso lo Stato e da una cultura della legalità inesistente». Papahelas non parla di colpi di Stato – l’esperienza, disastrosa, già è stata fatta a Atene fra il ’67 e il ’74 …

"A Pomigliano comincia l'epoca dopo Cristo", di Eugenio Scalfari

Tra le tante dichiarazioni fatte da Marchionne in questi giorni ce n’è una che è d’una chiarezza disarmante ed anche sconcertante: «Io vivo nell’epoca dopo Cristo; tutto ciò che è avvenuto prima di Cristo non mi riguarda e non mi interessa». Il dopo Cristo per l’amministratore delegato della Fiat comincia evidentemente con la globalizzazione della finanza, delle merci e del lavoro. È un’epoca che ha accentuato e radicalizzato la legge dei vasi comunicanti. Le grandezze economiche, come ovviamente per i liquidi, tendono a raggiungere lo stesso livello. Si livellano i rendimenti del capitale, i rapporti tra benessere e povertà, la produttività del lavoro e, naturalmente i salari. I salari dei Paesi emergenti sono ancora molto bassi; dovranno gradualmente aumentare ma lo faranno lentamente. I livelli dei salari nei paesi opulenti e di antica civiltà industriale sono molto alti, ma tenderanno a diminuire e questo fenomeno avverrà invece con notevole rapidità per consentire alle imprese manifatturiere di vendere le loro merci sui mercati mondiali a prezzi competitivi. In questo schema già operante va collocata la vicenda …

Maturità, Pd: test a risposta multipla? Non siano come i quiz di ingresso all'università

Ghizzoni: la valutazione deve restare di carattere generale. “Non ci stupisce l’adozione di uno strumento che fotografi i livelli di apprendimento dei maturandi, fermo restando che la valutazione della maturità degli studenti deve rimanere legata ad uno sguardo generale che tenga conto dell’impegno profuso e dei progressi conseguiti nello studio delle discipline nel corso degli anni. Sarebbe auspicabile che i test a risposta multipla di cui parla la Gelmini non si risolvano in quella strana mattanza prodotta dai quiz di ingresso ai corsi di laurea a numero chiuso. Se dobbiamo davvero misurare i livelli di apprendimento allora si impone che le domande si riferiscano ai saperi e alle competenze acquisiti da tutti gli studenti e che nel corso dell’anno vi siano prove analoghe così che i maturandi familiarizzino con le nuove modalità valutative. Questo significa un altro ambito su cui bisognerebbe investire mentre l’indirizzo del governo continua ad essere incentrato su tagli indiscriminati”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. ****** “Maturità con test”, di Flavia Amabile Il ministro Gelmini …

«"Il miliardario vada a casa".E Bersani già vede le urne», di Federico Geremicca

Lo chiama «il miliardario». Gli dice che è in caduta libera e che racconta balle. Ironizza pesantemente su Tremonti e sulla Lega. Infine avvisa l’avversario: «Attenti, siamo un partito di governo provvisoriamente all’opposizione». È la prima notizia, allora (la seconda è senz’altro l’irrompere di queste maledette vuvuzelas perfino nei raduni di partito). La prima notizia – dicevamo – è che Pier Luigi Bersani comincia forse a sentire un po’ di vento nelle vele. Sarà magari più per demerito del «miliardario» che per merito suo, ma fatto sta che quello che si è presentato al «popolo del Pd» radunato nel Palasport di Roma, è stato un Bersani pimpante e ottimista come da tempo non si sentiva. Sarà pure vero, naturalmente, che tempi e sceneggiatura della manifestazione anti-manovra hanno risentito di evidenti influssi veltroniani (parla il professore, l’attore, c’è il filmato, poi il sacerdote…); e mettiamoci pure che un Bersani così irresistibilmente «antiberlusconiano» non lo immaginava più nessuno (lui che chiarì che «il più antiberlusconiano non è chi grida, ma chi lo manda a casa»), ecco, mettiamoci …

«Il Federalismo senza autonomia», di Ilvo Diamanti

Alla vigilia del raduno di Pontida, è arrivato anche il “Ministero al Federalismo”. Tanto per chiarire che la via è segnata e senza ritorno. Verso una Repubblica federalista, dove la Padania conquisterà nuovi poteri NUOVA e ulteriore autonomia. Come la Catalogna oppure la Baviera. Mentre si celebra la marcia inarrestabile verso il federalismo, però, sindaci e governatori del Nord, del Centro e del Sud, di destra e di sinistra, e anche della Lega: sono in rivolta. Tutti. Uniti contro la manovra economica del governo, responsabile di sottrarre risorse e autonomia ai Comuni e alle Regioni. Da ciò il paradosso di questa fase. Nella quale il federalismo procede insieme al centralismo statale. Entrambi ad alta velocità: rischiano di finire uno contro l’altro. Certo, l’Italia è un “Paese provvisorio”, per citare Edmondo Berselli. In perenne transizione. Impegnato a riformarsi. E, nello stesso tempo, a frenare gli effetti delle riforme. Oppure ad adattarle, su base familista e localista. D’altronde, i partiti di massa della Prima Repubblica avevano orizzonti nazionali e internazionali e, insieme, un’organizzazione plasmata sulle differenze locali. …

Mila Spicola, la prof infiamma la platea

C’erano anche loro, immancabili: le vuvuzelas, simbolo e tormento dei mondiali in Sud Africa. Le hanno suonate alcuni operai licenziati, appena Pier Luigi Bersani ha iniziato il suo intervento alla manifestazione del Pd contro la manovra. Ma soprattutto c’era lei, una minuta e grintosa insegnante siciliana, salita sul palco del Palalottomatica di Roma per elencare i guasti alla scuola che imputa al governo. Poche parole e una platea ancora rumorosa e sghignazzante, dopo il video-beffa con un collage di dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di alcuni suoi ministri, si tace. «Che cavolo aspettate a scendere in piazza e a battervi con il Pd?», dice Mila Spicola, non prima di avere parlato dell’impegno a trasmettere il messaggio forte della «legalità», ben oltre la storia dell’arte, la materia che insegna. Mani salde sul podio, Spicola racconta del caldo infernale che d’estate fa nella sua classe, «25 metri quadrati per 30 studenti», e del freddo d’inverno «per i vetri rotti e la muffa». GUARDA IL VIDEO E delle condizioni in cui insegna, con «quattro studenti figli di carcerati …