Giorno: 22 giugno 2010

Sulla strada giusta

Riunione della Direzione Nazionale del PD a Roma. Bersani: “Il Pd deve prendere per mano tutti gli italiani più colpiti dalla manovra”. Si è svolta stamani a Roma la Direzione Nazionale del PD. Una riunione per fare il punto, a poche settimane dalla pausa estiva, sulla manovra economica e per organizzare il lavoro del PD per i prossimi mesi a partire dall’Assemblea che si terrà l’8 e 9 ottobre e dalla Direzione del gennaio 2011 che voterà i documenti che diventeranno il programma del PD. Il vicesegretario Enrico Letta ha indicato al Pd 3 AZIONI PER L’ESTATE. 1) IL PAESE PRIMA DI TUTTO. La prima azione è sui temi economico-sociali in linea con l’appello di Napolitano di ieri. Per noi la manovra ci vuole ma così è sbagliata. Va cambiata in Parlamento a favore di chi lavora, di chi produce e a favore delle famiglie. I temi dell’educazione saranno il centro dell’azione del Pd, sia in vista della ripresa dell’anno scolastico sia attraverso il viaggio nelle Università italiane che il Pd ha iniziato da qualche …

"Ma quel compenso non è equo", di Giuseppe Mazziotti

L’estensione indiscriminata del cosiddetto equo compenso per la copia privata a tutti i dispositivi provvisti di memoria hardware altera irrimediabilmente il principio di proporzionalità tra l’entità del prelievo e le riproduzioni per uso personale realizzate dagli utenti. Perché il provvedimento resti nell’ambito del diritto d’autore e non configuri un mero aiuto di Stato alle grandi case discografiche e cinematografiche, è necessario introdurre limitazioni che assicurino trasparenza nella ripartizione del compenso e un’adeguata protezione dei consumatori. Da internet. La “copia privata” è un’eccezione al diritto d’autore che, anche per ragioni di tutela della riservatezza, permette al consumatore che acquista legittimamente un esemplare originale di una registrazione audio o video di copiare tale registrazione per fini strettamente personali e non commerciali senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti. L’eccezione non si applica dunque alle copie digitali di registrazioni protette da diritti d’autore che gli utenti delle reti di file-sharing scaricano e scambiano tra loro, ben oltre la propria sfera privata e, nella maggioranza dei casi, senza le necessarie licenze. Nell’ambito di questa eccezione, il cosiddetto “equo compenso” costituisce …

Assalto finale alla scuola dieci e lode

Qualche giorno fa, la stampa nazionale ha strillato all’unisono «Caos nel tempo pieno: non c’è il banco per 150 mila alunni!». Già Mariastella Gelmini aveva colpito al cuore la scuola primaria imponendo il maestro «unico». Oggi il suo assalto finale all’isola plurimedagliata del full-time: per inabissarla. Perché l’Europa ha attribuito un dieci- e-lode al tempo pieno italiano? Per il suo bollino di qualità: porta la duplice firma della nostra Pedagogia popolare, non togata (don Lorenzo Milani, Gianni Rodari, Loris Malaguzzi, Bruno Ciari) e della nostra Pedagogia accademica (a partire da quella bolognese: Raffaele Laporta, Mario Gattullo, Piero Bertolini, Giovanni Maria Bertin). Il tempo pieno gode dunque di una nobile carta d’identità pedagogica e didattica. Questa: il diritto di tutti all’ingresso e al successo scolastico insieme alla garanzia di un’elevata qualità dell’istruzione. Anzitutto, il suo modello pedagogico. Teorizza la centralità dell’Educazione in una società che dà megafono alla scienza e alla cultura al fine di moltiplicare valori plurali e figure di cittadinanza tra le contrade del nostro pianeta. Poi, il suo modello/didattico. Teorizza la centralità della …

Un successo. Passato il testimone a 110mila nuovi «resistenti», di Stefania Scateni

«Mi iscrivo all’Anpi perché la Resistenza non sia solo memoria del passato ma esercizio del presente». La nuova resistenza democratica inizia unendosi ai partigiani dell’Anpi. Se c’è da resistere si va da coloro che la Resistenza la conoscono bene. L’Anpi sta conoscendo una nuova primavera. Presentata ieri una iniziativa per l’adesione di moltissime personalità illustri Non è tempo di stare alla finestra. Non è tempo di indifferenza né di ignavia, tantomeno di accidia. È tempo di trasformare lo sconcerto, la rabbia e la paura, di scegliere se continuare ad affannarsi per nuotare in una marmellata culturale e politica che confonde verità e menzogna, libertà e sopruso, sfigurando il tutto in un grande schermo azzurro e piatto, oppure tirarsi fuori dal blob e dare aria al cervello. In poche parole, prendere posizione. C’è bisogno di rivivere il significato morale, prima ancora che politico, dell’antifascismo e della nostra Costituzione democratica. La ricchezza dell’insegnamento che ci arriva dalle donne e gli uomini che si sono schierati e hanno combattuto per costruirla vanno coltivati e ripresi, insegnati, testimoniati di …

"Imparare con meno ore di lezione ecco la scuola del tempo tagliato", di Maria Novella De Luca

Nelle primarie e secondarie gli orari verranno “falciati” di almeno 120 minuti settimanali. Il pedagogista Vertecchi: è folle La psicologa Roncoroni: i ritmi serrati sono inutili . Sono gli anni più lenti e più veloci di tutta la vita. Quelli del crescere e dell´imparare. Quelli in cui ci si trasforma da bambini in adolescenti, e poi in ragazzi che s´affacciano al futuro. Sono i tempi della scuola, spesso indimenticabili nel gioco dei ricordi, tra libri, amori, amicizie, dall´infanzia all´università, dalle elementari al liceo, quando molto, anzi quasi tutto, si forma. È il tempo del sapere, che in Italia “conta” 200 giorni di lezione l´anno come in Olanda e in Germania, contro i 180 giorni della Francia, i 190 di Inghilterra, Finlandia, e Norvegia, i 178 della Svezia, i 175 della Spagna e della Grecia. Un ciclo che varia da nazione a nazione, ma che oggi in tutta Europa è oggetto di dubbi, sottoposto a revisioni acuite dalla crisi, dai tagli di welfare, ma anche dal diffondersi di nuovi saperi e nuove competenze. Ma è possibile, …

"La patria immaginaria", di Ilvo Diamanti

“La Padania non esiste”, ha sostenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, all´indomani della manifestazione di Pontida. Capitale simbolica della Patria “padana”. Dove sono echeggiati discorsi che evocano il federalismo, la secessione. Distintamente o in alternativa. Come ha fatto il viceministro Castelli, minacciando: “Federalismo o secessione!”. Si potrebbe dire che, mai come oggi, la Lega abbia assunto centralità politica e culturale, in questo Paese disorientato. Perché mai come oggi il dibattito politico appare contrassegnato dal linguaggio introdotto – e imposto – dalla Lega. Tutto interno e intorno all´appartenenza e all´identità territoriale. Gianfranco Fini ha, infatti, pronunciato le sue critiche intervenendo a un seminario sul tema: «Patriottismo repubblicano e Unità d´Italia». Appunto: l´Unità d´Italia. Divenuta un tema centrale dell´agenda politica, proprio in vista del 150enario. Come tutto quel che riguarda l´Italia: l´inno di Mameli, la nazionale di calcio, il Tricolore. E, sotto il profilo dell´organizzazione dello Stato: il federalismo. Anche questa, una definizione largamente in-definita. Perché non è mai stato chiarito, fino in fondo, cosa si intenda. Quale Italia, con quali e quante regioni, macro-regioni, meso-regioni. …

"Pomigliano d’Arco, la storica anomalia di una fabbrica", di Rinaldo Gianola

La fabbrica Giovanni Battista Vico di Pomigliano d’Arco occupa 5193 dipendenti diretti (4720 operai e 473 impiegati), dal 2003 a oggi sono usciti oltre 2500 lavoratori. Lo stabilimento Fiat, con l’indotto, vale il 20% del pil della Regione Campania dove la disoccupazione giovanile supera il 50%. Metà dei comuni del napoletano, secondo il prefetto Alessandro Pansa, è infiltrato o minacciato dalla camorra. Davanti a questi numeri e fatti i lavoratori e i cittadini di Pomigliano dovrebbero consegnarsi a Sergio Marchionne, iscriversi a Solidarnosc e iniziare a studiare il modello polacco della Fiat, quello della fabbrica di Tychy dove i 5800 dipendenti hanno prodotto 600mila auto nel 2009, circa lo stesso numero di auto uscite dai quattro impianti italiani. Se le cose stanno come dice la Fiat, se larghissima parte del mondo politico e sindacale accettano le condizioni imposte dal Lingotto per avviare la produzione della Nuova Panda, allora il referendum di oggi dovrebbe essere una pura formalità. Vinceranno i “sì”, Marchionne potrà trionfare anche a Pomigliano. Si lamenteranno solo quelli della Fiom, qualche costituzionalista e …