Giorno: 26 Luglio 2010

"La posizione del Pd sull'università", di Marco Meloni*

L’intervento di Irene Tinagli “Università, valutiamo le qualità” mi offre l’opportunità di precisare alcune posizioni del Partito Democratico oggetto della sua analisi. In primo luogo, la nostra proposta sul pensionamento dei docenti a 65 anni sottolinea un problema generale del sistema italiano, quello generazionale. Adeguare agli standard europei l’età di pensionamento, e fare altrettanto sul versante dell’accesso alla carriera (sbloccando il turn-over e abolendo il precariato col contratto unico di ricerca, come proponiamo), è un modo concreto per affrontarlo. Abbiamo la classe accademica di gran lunga più anziana tra i paesi OCSE, è un dato di fatto. Probabilmente il tema non è il più importante in materia di università – e infatti questa è solo una delle nostre proposte – ma ciò non significa che non sia necessario affrontarlo. In secondo luogo, nessuna generica volontà conflittuale o di “rottamazione”. Infatti proponiamo che i docenti possano continuare a svolgere attività di docenza e ricerca anche dopo i 65 anni, previa positiva valutazione dell’attività di ricerca e di didattica, affidata agli atenei in quanto, come è noto, …

"La missione di «zio Romi» tra eolico, massoneria e liti nel Pdl", di Claudia Fusani

La trama è strepitosa. A cercare di mettere le pezze al Pdl sardo gravemente ferito dopo il voto di fine maggio (lasciati sul campo tra il 16 e il 20% dei voti) e di riorganizzare la vita e le opere del governatore Ugo Cappellacci alle prese con l’inchiesta sull’eolico in cui è risultato essere compare di Flavio Carboni, Silvio Berlusconi ha inviato il senatore Romano Comincioli. Un nome, una storia, un destino. Senatore dal 2001, compagno di scuola di Berlusconi, Comincioli è tra i fondatori della Fininvest prima, di Publitalia poi e infine di Forza Italia. Zio Romi, così lo chiamano i figli del Cavaliere, è anche soprattutto un ottimo conoscitore della Sardegna – nel 1994 staccava tessere di Forza Italia in un albergo di Cagliari – è amico e anche di più di Giuseppe Cappellacci, commercialista di Berlusconi sull’isola e padre di Ugo, e tutti insieme sono stati soci in affari di Flavio Carboni. Quando si dice, parafrasando Lavoisier, che nel mondo del Cavaliere nulla si distrugge e tutto ritorna, sempre. Il supervisore La …

Fiat, dov'è Berlusconi?

Il tavolo per la Fiat è stato convocato, ma per il governo non ci siede chi dovrebbe esserci, cioè Silvio Berlusconi (assente non giustificato) e il ministro dello Sviluppo Economico (sempre assente non giustificato, sempre lui per via dell’interim…). Come spiega Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del PD, per affrontare seriamente la strategica vicenda Fiat, sarebbe necessario centrare il confronto sulla politica industriale e, in particolare, sulle politiche per il settore automotive: “Che c’entra il ministro del Lavoro Sacconi? Finora, Sacconi è stato un ultras dell’attacco ai diritti dei lavoratori e della divisione sindacale. Inoltre, lui e il suo ministero non hanno le competenze e le deleghe adeguate per gestire il tavolo sul futuro Fiat, a meno che il tavolo debba servire a ridimensionare l’occupazione e ad aprire procedure di cassa integrazione. Non vogliamo credere che sia così. Dov’è il ministro dello Sviluppo economico? In nessun grande Paese avanzato un progetto industriale della rilevanza di Fabbrica Italia è stato affidato al Ministro del Lavoro. In Francia, è intervenuto Sarkozy, in Germania la Merkel, negli …

«Come sara’ il nuovo anno scolastico in Emilia Romagna?», di Gian Carlo Sacchi

Parlare di nuovo anno scolastico evoca un’immagine un po’ sbiadita in una regione che aveva l’ambizione di esibire elevati standard di qualità, anche a livello internazionale, e soprattutto la capacità di costruire un “sistema”, dall’infanzia all’età adulta, che avesse una notevole coerenza interna e facesse di questo servizio il motore dello sviluppo. La difficoltà sarà certo dettata dai tagli così detti lineari dello stato, sia in termini di risorse finanziarie che di personale, per quanto riguarda la maggiore presenza della scuola statale, già in atto da due anni e non ancora conclusi, che vengono aggravati dalle ulteriori e più recenti diminuzioni di risorse trasferite alle regioni ed agli enti locali dalla manovra economica. Non c’è dubbio che il precipitare di questa situazione, complice una crisi che non mancherà di far sentire le proprie conseguenze anche sui diritti soggettivi delle persone, che pensavamo ormai acquisiti, nel nostro caso il diritto allo studio, non ha lasciato il tempo per riorganizzare il governo delle risorse, a cominciare dal dare concreta attuazione a tutta una serie di provvedimenti che …

"Il lavoro umiliato e la solitudine di chi viene licenziato", di Piero Fassino

Aveva 51 anni. Sei mesi fa era stato licenziato. L’altro ieri, sconvolto dall’angoscia di una vita senza lavoro, è tornato nella sua azienda, ha ucciso due dirigenti e si è suicidato. Tre vite stroncate brutalmente, tre famiglie travolte dalla sofferenza e dal dolore. Si sbaglierebbe davvero ad archiviarlo come uno dei tanti eventi luttuosi da affidare alle cronache giornalistiche. Sì, perché questo episodio tragico non è che l’ultimo di altri drammi che nei mesi scorsi hanno scandito l’acutezza della crisi. Piccoli artigiani che, non sopportando di vedere andare in fumo i sacrifici di una vita, decidono di morire con la loro azienda. Operai di mezza età, che disperando di trovare un altro lavoro, la fanno finita. Impiegati, che umiliati nella loro professionalità, sono risucchiati nella follia del gesto estremo. E sempre più spesso operai che si barricano sul tetto della loro fabbrica o lavoratori che si incatenano ai cancelli di un’aziendamin chiusura. Abbiamo conosciuto nei decenni altre crisi con riduzione di lavoro, aumento della disoccupazione, crescita della cassa integrazione. E, tuttavia, gesti estremi erano una …

"Non è questa la riforma che serve all'università", di Claudio Ciancio, Mario Dogliani, Federico Vercellone

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta elaborata da tre docenti universitari torinesi sulle dichiarazioni del Presidente della Repubblica in occasione dell´inaugurazione della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, ci permettiamo inviarLe un documento, sottoscritto da circa seicento docenti e ricercatori, che – ribadendo i tratti fondamentali del modello “ideale” di Università quale è stato tramandato da un´esperienza plurisecolare (sempre rielaborata, anche nella cosiddetta post-modernità) – critica, alla luce di tale modello, il dibattito politico-mediatico, e soprattutto le politiche legislative e finanziarie del Governo, in materia universitaria. La piena consapevolezza dei vizi che affliggono l´Università è il presupposto esplicito di tale critica; come lo è delle molte manifestazioni di dissenso che si vanno estendendo, in numerosi Atenei, nei confronti delle politiche predette. È con amarezza, dunque, che abbiamo letto le parole che Ella ha pronunciato a Trieste in occasione della inaugurazione della nuova sede della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, il 13 luglio scorso, laddove ha affermato che: «Nessuno, anche e in modo particolare i giovani, nessuno di …

"I piccoli Cipputi educati a fare i precari", di Bruno Ugolini

Li educano a fare i precari fin dalla tenera età. Così non si possono fare illusioni sul proprio avvenire. Sono i fanciulli, i bambini. Più di mezzo milione tra i 6 e i 13 anni in Italia. Il dato è ricordato da una bella inchiesta pubblicata da un settimanale romano di nicchia “La voce democratica” diretto da Domenico Commisso, già redattore, anni fa, dell’Unità milanese. Un panorama di questa piaga è dato dalla testimonianza di un personaggio singolare, Vittorio Barbanotti, 58 anni, di professione idraulico di grandi impianti, presidente di un Comitato per i diritti umani. È lui che racconta come solo nel Lazio ci siano almeno trentamila ragazzini-lavoratori. Il numero dei piccoli Cipputi continua a crescere anche in rapporto al fenomeno dell’immigrazione straniera. Secondo dati della Caritas italiana, in Italia ci sarebbero circa ottantamila stranieri con meno di 14 anni di età. Non si sa quanti lavorino,ma in almeno tre comunità di immigrati sembra particolarmente frequente il ricorso al lavoro minorile: la comunità cinese, quella magrebina e quella Rom. L’orario di lavoro è assai …