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Ricerca. Pd, nuovo statuto Cnr mina indipendenza e autonomia

“La bozza del nuovo statuto del Cnr, così come è, contrasta i principi di indipendenza e libera attività di ricerca degli Enti pubblici. Chiediamo al ministro Gelmini di prorogare i tempi per la trasmissione dello statuto agli uffici del suo dicastero”. Lo ha detto Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera che ha presentato una interrogazione al ministro Gelmini.
“Il testo dello statuto – ha proseguito Ghizzoni – elaborato dal Consiglio di amministrazione integrato dai cinque esperti nominati dal ministero Gelmini, ha ricevuto il parere negativo del Consiglio scientifico generale dell’Ente che lo giudica non innovativo e non corrispondente ai principi ispiratori della legge per l’autonomia statutaria degli Enti pubblici di ricerca. In particolare, il nuovo statuto marginalizza il ruolo della comunità scientifica nei processi decisionali dell’Ente anche in aperto contrasto con la carta europea dei diritti dei ricercatori. La nuova organizzazione prefigurerebbe il Cnr più come un Ente strumentale dalla ridotta capacità di autogoverno, piuttosto che un Ente pubblico di ricerca autonomo, il cui ruolo è la produzione di nuova conoscenza al servizio del Paese. Inoltre, sono incluse norme dal carattere finanziario e regolamentare e non statutario. Tra queste, la definizione di un tetto massimo alla durata dei contratti a termine che, in presenza del blocco del turn-over e delle assunzioni previsti dalla manovra di Tremonti, determinerà la cessazione dei rapporti precari pluriennali. Sono tutti validi motivi che rendono necessaria una riflessione approfondita e suggeriscono la proroga dei termini della trasmissione dello Statuto agli uffici ministeriali”.

4 Commenti

  1. Manuela Ghizzoni dice

    Il Presidente della Repubblica risponde all’appello per autonomia statutaria degli Enti di Ricerca Pubblici
    Lo scorso 30 luglio l’Osservatorio sulla Ricerca (www.osservatorio-ricerca.it) ha inviato al Presidente della Repubblica un appello per denunciare la grave inadeguatezza del decreto delegato n.213 del dicembre 2009 in cui si definiscono le modalità per la realizzazione dell’autonomia statutaria dei principali enti di ricerca pubblici nazionali (CNR, INAF, INGV, e altri).
    In particolare, nell’appello si denuncia il fatto che alla stesura di questi statuti “autonomi” non partecipa alcun membro delle comunità scientifiche interessate.
    Poiché l’autonomia degli enti di ricerca, oltre ad essere una modalità fondamentale per il buon funzionamento della ricerca, è un principio costituzionale indicato nell’articolo 33 della nostra Costituzione, gli scienziati primi firmatari dell’appello hanno deciso di investire del problema la massima autorità dello Stato.

    L’appello in 2 settimane ha raccolto oltre 1300 firme.

    La lista dei Primi Firmatari dell’Appello è costituita da:
    Alessandro AMATO (INGV), Angela BAZZANO (INAF), Laura BERANZOLI (INGV), Paola BERTOLAZZI (CNR), Aldo AMORE BONAPASTA (CNR), Augusto CHIOCCARIELLO (CNR), Massimo COCCO (INGV), Rosaria CONTE (CNR), Angioletta CORADINI (INAF), Anna DI GIORGIO (INAF), Umberto DI PORZIO (CNR), Rino FALCONE (CNR), Paolo FAVALI (INGV), Alberto MICHELINI (INGV), Franco MIGLIETTA (CNR), Roberto NATALINI (CNR), Marco PADULA (CNR), Luigi PIRO (INAF), Francesco POLCARO (INAF), Fabrizio RICCI (CNR), Giovanni VALSECCHI (INAF).

    L’apertura dell’appello a tutta la comunità scientifica ha fatto sì che tra le firme raccolte comparissero quelle di scienziati del calibro di Carlo BERNARDINI, Marcello BUIATTI, Elena CATTANEO, Margherita HACK, Lucio LUZZATTO, Guido MARTINOTTI, Giorgio PARISI, Giorgio SALVINI.

    Ad una settimana dalla consegna dell’appello il Presidente della Repubblica ha inviato (il 2 agosto) ai primi firmatari, e all’Osservatorio sulla Ricerca che si è fatto interprete di questa iniziativa, una lettera in cui distinguendo i ruoli e le competenze tra Quirinale ed Esecutivo, si prende carico di inviare la questione al Ministro Gelmini per competenza. Nello stesso tempo informa i ricercatori come il Presidente inviti lo stesso Ministro “a considerare attentamente le questioni da voi sollevate in merito alla presenza degli scienziati e dei ricercatori negli organismi di delineazione degli statuti degli EPR, e poi in quelli di governo degli stessi enti scientifici”.

    Questa sottolineatura del Presidente Napolitano dimostra quanto rilevante sia per gli EPR una REALE AUTONOMIA PARTECIPATA delle comunità di questi enti. Ricordiamo come gli indicatori di qualità del settore dimostrino che, pur nelle enormi difficoltà finanziarie in cui si trovano, questi Enti siano di assoluta eccellenza scientifica e forniscano uno straordinario contributo per il progresso del Paese.

    Cordialmente,
    Rino Falcone
    Coordinatore “Osservatorio sulla Ricerca”

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