Mese: Aprile 2011

"La Consulta boccia la norma del pacchetto sicurezza sui sindaci. Maroni: è un errore, ma la correggeremo", da Il Sole 24 Ore

«Il pacchetto sicurezza aveva tantissime norme. La sentenza della Consulta non lo smantella. Correggeremo, per ripristinare al più presto il potere di ordinanza dei sindaci, perché è una norma importantissima». Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, durante “Porta a Porta”, ha commentato la sentenza 115/2011 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima una parte del pacchetto sicurezza. La Consulta è intervenuta «nella parte in cui consente che il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotti provvedimenti a “contenuto normativo ed efficacia a tempo indeterminato”, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minaccino la sicurezza urbana, anche fuori dai casi di contingibilità e urgenza». La norma che consente ai sindaci di emanare ordinanze a tutela della «incolumità pubblica» e della «sicurezza urbana» è stata bocciata in parte perché secondo i giudici della Consulta concedeva poteri non sufficientemente delimitati dalla legge ai primi cittadini, trasformati in sindaci-sceriffi secondo la sintesi giornalistica adottata in occasione dell’approvazione parlamentare della legge. Il caso, sollevato di fronte al Tar del Veneto dall’associazione Razzismo Stop contro il comune di Selvazzano …

"Soffia il vento di Le Pen", di Cesare Martinetti

Tremonti alza le barriere contro i raid francesi nella finanza italiana, Guéant chiude le frontiere ai migranti di Lampedusa. Solo gli ingenui e/o i disinformati potevano credere che la Francia avrebbe aperto ai clandestini in transito dall’Italia. Bisognava non sapere che la lotta all’immigrazione (non solo clandestina) è il cuore costituente della presidenza Sarkozy, insieme alla «sicurezza» la vera benzina della sua dinamica politica nata e cresciuta nel confronto con l’estrema destra di Le Pen. Dunque, né solidarietà con l’Italia, né «fraternité» con i tunisini, che pure un po’ francesi sono. Le Alpi dividono due Paesi sull’orlo di una crisi diplomatica. Il ministro dell’Interno Claude Guéant ha trasmesso ieri da Paris tambureggianti bollettini di guerra; Maroni ha chiamato tutto questo «ostilità». Parigi dice no allo sbarco dei lampedusani sul territorio della République. E annuncia: «ridurremo anche l’immigrazione legale». Altro che aperture umanitarie. È la prima volta che un proclama così radicale viene diffuso dall’Eliseo. È l’effetto di quella che nel dibattito francese si chiama la «lepenizzazione degli spiriti». Tra un anno si vota, Sarkò è …

"Regalano una amnistia a rapinatori e spacciatori per salvare il Cavaliere"

Franceschini: l´ostruzionismo è un dovere. Non è più solo l´insulto rappresentato dalle leggi ad personam. In questo modo si mandano in fumo migliaia di processi contro i criminali. Di fronte a queste norme violente l´opposizione deve essere in Parlamento la più dura possibile, e la protesta pacifica la più vasta e diffusa. Si vergognino i leghisti, che hanno fatto della battaglia alla criminalità la propria bandiera. Cosa andranno a raccontare in Padania? «Noi abbiamo il dovere di fare opposizione così». Alla fine di una giornata di ostruzionismo, Dario Franceschini il capogruppo dei deputati democratici (tempestati da sms “tutti in aula” perché non sgarrino nessuna occasione, neppure un emendamento, per mandare sotto il governo) annuncia le prossime tappe della trincea parlamentare contro il processo breve. Premette: «È più corretto definirlo amnistia generalizzata». Ancora ostruzionismo a oltranza, onorevole Franceschini, ricorrendo anche a espedienti come quello di ritardare i lavori con la contestazione del verbale della seduta precedente? «Continuiamo. Come deve fare un´opposizione che invoca il rispetto delle regole calpestate senza tregua dalla maggioranza e dal governo. Perciò …

Una notte per fare luce sulla scuola pubblica

Mobilitazione del Pd stasera in molte città italiane con iniziativa principale a Bologna. Torna oggi la “Notte bianca della scuola e della democrazia” promossa dal Partito Democratico che, a Milano, Torino, Bologna, Napoli, e Roma, promuove «un grande momento di incontro e confronto aperto con tutto il mondo della scuola e con tutti i cittadini interessati alla salvaguardia della democrazia, per riaffermare insieme il valore dell’istruzione pubblica italiana, quale istituzione fondamentale per il futuro del Paese e dei giovani, per denunciare le distorsioni che il governo intende promuovere nel sistema della giustizia, per manifestare a favore della legalità». Anche in molte altre parti d’Italia, informa una nota, le organizzazioni territoriali del partito stanno preparando momenti di mobilitazione, di approfondimento e di iniziativa a sostegno della manifestazione. Si tratta dunque di «un grande appuntamento a cui partecipare direttamente o da seguire sul web, sul sito del PD o su www.lanottebiancadellascuola. it e in tv, su Youdem.tv (Sky 813) e, anche sul nostro sito, unita. it. La maratona partirà già dal tardo pomeriggio, quando, alle 18, ad …

"Pinacoteche. Bologna, turn over dell'arte: oggi niente Raffaello", di Michele Smargiassi

Oggi niente Estasi. Il cartello dice “sala chiusa”: Santa Cecilia va in deliquio senza spettatori. «Forse nel pomeriggio, dipende dai turni», avvisa con rammarico Daniele Biondino, custode laureato e specializzando in storia dell´arte. Complice il difficile mercato del lavoro intellettuale, la Pinacoteca di Bologna ha personale eccellente. Ma ne ha poco. Servono dieci custodi per turno e l´organico è all´osso. Basta un´influenza, e Raffaello diventa irraggiungibile. Se non lui, i Carracci, o Guido Reni: anche i grandi maestri fanno i turni. Ma anche quando nessuno li può vedere, esistono. E non devono assolutamente sudare. Anche l´impianto di climatizzazione, alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, è eccellente. Monitorato a distanza dall´Enea. Venti gradi e umidità stabile, con ammortizzatore graduale per le variazioni climatiche a breve e a lungo periodo. Un impianto modello. I dipinti sono al sicuro. Il portafogli molto meno. Pagate le bollette, le manutenzioni ordinarie e altre spese correnti, i 65 mila euro di finanziamento stanziati dal Ministero per il 2011 sono già esauriti, come ogni anno, anzi a volte non sono neppure sufficienti e …

"Per non diventare la generazione perduta", di Giuseppe Provenzano

Sabato di molte città, 9 aprile. Il nostro tempo è adesso. E tempo non ce n’è più. La nazione infranta, piegata da profonde disuguaglianze sociali, nella condizione dei suoi giovani ritrova uno specchio e si vede in tutta la figura, sul crinale tra rilancio e declino. Giovani di larghe vedute e competenze, risorse reali e attuali per intraprendere vie “nuove” (avanzate, sostenibili) allo sviluppo, che invece vivono le pene della ricerca di un lavoro o che alla fine “disertano”, verso marginalità sociali e civili, oppure fuggono dall’Italia immobile. L’istantanea di una generazione è nei dati che misurano i pesanti effetti della crisi sull’occupazione: un calo tutto concentrato sulle fasce d’età giovanili, e aggravato da un sistema di protezione sociale inadeguato e incompleto, squilibrato tra soggetti colpiti e tutele. Precari, certo – di una precarietà che assume valenza esistenziale e caratterizza l’epoca (insomma, il tempo amaro) che viviamo – ma non solo: giovani sofisticatamente sfruttati; giovani a cui la crisi ha inesorabilmente sbarrato le porte d’accesso aunlavoro all’altezza di sé, delle proprie ambizioni e di quelle …

"La legge della disperazione", di Ferdinando Camon

Ora sappiamo la «verità» sull’immigrazione. Credevamo di saperla anche prima, ma era una bugia. Finora la verità erano le migliaia di immigrati che s’accumulavano a Lampedusa, tanti da superare gli abitanti dell’isola, il loro bisogno di tutto («sono miserabili»), le loro pretese («sono intrattabili»), le loro rampicate su per le reti di recinzione, fino a scavalcarle e scappare per i campi, vanamente inseguiti dalla polizia a piedi o a cavallo, come nei film tra California e Messico. Quella non era la verità, era un’apparenza. Perché faceva credere a noi e a tutta l’Europa che arrivasse un’umanità pericolosa e non integrabile, una minaccia per il decoro del nostro benessere. Scattava l’istinto di tenerli alla larga. Era l’istinto di conservazione, tanto più forte quanto più alto è il benessere da conservare. Questa strage di circa duecento uomini, donne e bambini, annegati in un crudele gioco di su e giù sulle onde di tre metri, ci butta in faccia una verità brutale che i nostri cervelli e i nostri nervi, intorpiditi dalla civiltà borghese nella quale siamo nati …