Modena – I deputati modenesi del PD incontrano i cittadini
36 mesi alla Camera: opposizione e proposte su scuola, cultura, lavoro, impresa
36 mesi alla Camera: opposizione e proposte su scuola, cultura, lavoro, impresa
«Ascoltami, Anto’. Se tu fai mettere due euro per visitare il santuario, fanno 40mila d’incasso all’anno. Solo dal Canada, ne arrivano mille. Quelli sono molto devoti», spiega al suo commensale il prete mentre beve un bicchiere di vino rosso. All’altro tavolo, un quarantenne sbrana il piatto di maccheroni alla pecorara e dice a due commensali che annuiscono in silenzio: «Qui non c’è niente da fare. L’ultima fattura ho impiegato sei mesi a incassarla». All’Aquila, a due anni dal terremoto, è così. Tutti parlano di soldi. Soldi che dovrebbero esserci, che chissà forse ci sono, che mannaggia non ci sono. Il 6 aprile del 2009 il sisma ha distrutto la città. Da allora L’Aquila è sotto una cappa di vetro e di polvere. Immobile. Ferma. Un’immagine antitetica rispetto all’attivismo febbrile dei mesi successivi alla tragedia, quando l’adrenalina della prima ricostruzione evitò agli aquilani di affrontare le rigidità dell’inverno nelle tendopoli. La crisi economica internazionale non ha aiutato la città a risollevarsi. Ma ci sono cose che c’entrano poco con i mercati internazionali. I fondi erogati per …
Aperitivo a tema presso Bar Cookies Biblioteca Loria Carpi (MO) Interviene Manuela Ghizzoni
Presso Centro sociale I° Maggio On. Manuela Ghizzoni Ilenia Malavasi Assessore provinciale Istruzione Modera Stefano Costanzi
Vesti la giubba e la faccia infarina. Col cuore che lacrima, si va in scena. Davanti a duemiladue poltroncine rosse si prova Pagliacci di Leoncavallo. Vestiti in borghese i coristi, i cantanti, i figuranti sembrano ragazzi in gita nel teatro d´opera più moderno del Paese dell´opera. Invece sono i lavoratori a orario dimezzato di una fabbrica in crisi. Lavorano meno, guadagnano meno, e il ricavato, cinque milioni di euro in due anni, lo regalano al Carlo Felice, il loro teatro, il teatro dei genovesi, perché non lo si debba chiamare, fra qualche tempo, Carlo Infelice, e piangerne la chiusura. «Siamo i maggiori sponsor privati del teatro», mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del teatro. È vero: gli imprenditori privati, che il sindaco Marta Vincenzi ha invitato ad aprire i portafogli in nome dell´orgoglio civico, hanno finora raggranellato un milione 400 mila euro, «arriveremo a due, ma valgono doppio, in tempi di crisi», rivendica il presidente di Confindustria Giovanni Calvini che guida la colletta. Ma tutti questi sacrifici saranno inutili se lo Stato si …
L’Italia ribolle.Non c’è solo la tensione politico sociale che accompagna l’operato di un governo intento a difendere i propri privilegi di casta. Non c’è solo l’assillo di una mancata operazione umanitaria che dovrebbe accompagnare l’esodo dalle terre africane. C’è anche lo scoppio di grandi irrisolte questioni sociali. Già il movimento delle donne è sceso in piazza per rivendicare e consolidare un ruolo di autonomia e libertà, con lo slogan «Se non ora quando». Ora, su questa falsariga, senza la paternità dei partiti politici, occupa la scena il popolo dei precari. Quelli organizzati dalla Cgil «non più disposti a tutto»,ma anche quelli che si sono dati appuntamento per il 9 aprile in tutta Italia. Il loro slogan stavolta è «Il nostro tempo è adesso». L’appello è firmato da una schiera di «atipici». Tra gli altri: l’archeologo Salvo Barrano, il portuale Pierpaolo Pirisi, il ricercatore Luca Schiaffino, l’avvocato Alessandro Pillitu, l’operatore call center Francesco Brugnone. Denunciano una situazione insostenibile. Ha accompagnato questo movimento l’illustrazione di tre proposte di esponenti del Pd (Stefano Fassina, Cesare Damiano, Fausto Raciti). …
È la settimana del processo a Berlusconi. Per mercoledì è fissata la prima udienza del Rubygate presso il tribunale di Milano. Ci si arriva – se mai c’era qualche dubbio – in un clima politico incandescente, reso ancora più infuocato dalla bagarre parlamentare dei giorni scorsi alla Camera sul processo breve e che non resterà certo indifferente a quanto succederà da domani sempre a Montecitorio. L’aula è, infatti, chiamata a pronunciarsi sia sulla richiesta della maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale proprio sul caso Ruby, sia sulla prescrizione breve. Sulla prima questione, che arriva in assemblea dopo che la scorsa settimana l’ufficio di presidenza non ha votato un parere in merito perché tra le parti c’è stato il pareggio dei voti, la maggioranza non dovrebbe avere problemi. I numeri, infatti, ci sono per far passare la linea che impone di interpellare la Consulta sul fatto se la procura di Milano sia incompetente a decidere sul reato di concussione contestato al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. La vicenda – secondo Pdl, …