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"Scuola, obbligo di trasparenza tutte le informazioni in rete" di Salvo Intravaia e Federica Carvero

Parte la scuola “open”, la svolta voluta dal ministro Profumo per garantire alle famiglie trasparenza. Dal 12 gennaio basterà collegarsi al sito del Miur per avere tutte le informazioni sugli istituti di ogni ordine e grado: dai corsi attivati alle dotazioni informatiche, dalle statistiche alle performance. Per i genitori sarà anche possibile iscrivere online i propri ragazzi.
«Andiamo verso la misurazione di tutto. Va bene, è meglio di niente, ma è triste». È una riflessione amara quella di Paola Mastrocola, 56 anni, scrittrice e insegnante torinese, a proposito del piano trasparenza sulla scuola avviato dal ministro Francesco Profumo.
Mettere in rete caratteristiche e performance può aiutare nell´orientamento?
«Si tratta certo di un contributo importante. Ma divento triste a pensare che di questo passo finiremo per scegliere tutte le cose della vita grazie a misurazioni e statistiche».
Invece?
«Invece le cose importanti sono altre. Per esempio potrò scoprire grazie a una tabella quanti insegnanti ci sono, ma mai quanti sono gli insegnanti bravi. D´altra parte, però, da tempo la scuola ha preso questo indirizzo, da quando una decina di anni fa sono stati introdotti termini spaventosi come “offerta formativa”. Già solo il nome fa pensare a un supermercato. E in effetti i Pof, i piani dell´offerta formativa che le scuole devono redigere, sembrano i dépliant degli alberghi che cercano di farsi pubblicità elogiando questo o quel servizio per la clientela».
Una volta la scelta della scuola si basava anche sul passaparola tra conoscenti e sulle esperienze degli ex alunni. È un metodo che non vale più?
«Tutt´altro, è utilissimo perché tutti sanno benissimo quali sezioni in una scuola funzionano e quali no, quali insegnanti valgono e quali no. Vox populi, vox dei. Il problema è che si tratta di un giudizio personale e soggettivo, che dipende molto dalla visione del mondo di ciascuno: c´è chi apprezzerebbe un insegnante che porta i ragazzi in gita quattro volte l´anno e chi lo troverebbe deleterio».
Cosa suggerisce, allora, a chi deve scegliere in che scuola andare?
«Dico di affidarsi maggiormente al caso. Si può guardare che ci siano due palestre o la lavagna multimediale, che si organizzino corsi di lingua e quant´altro. Ma il fatto che un istituto sulla carta sia più promettente di altri non deve essere un modo per affidare alla scuola ogni responsabilità sulla formazione degli studenti. Dobbiamo ricordare che lo studio e l´impegno sono individuali, questo è compito di ogni singolo ragazzo. Anche se non si capita nella classe migliore, quello che conta per studiare sono sempre i libri».

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Il ministro Francesco Profumo lancia “Scuola in chiaro”: una mezza rivoluzione per il sistema scolastico italiano. Fra qualche giorno, basterà collegarsi da casa al sito del ministero dell´Istruzione (www. istruzione. it) per ottenere tutte le informazioni necessarie per scegliere con cura la scuola statale o paritaria dove iscrivere i propri figli ed effettuare l´iscrizione online. Viale Trastevere ha illustrato le modalità del progetto, al via dal 12 gennaio, con due diverse note dello scorso 30 dicembre. «La prossima scadenza dell´avvio delle iscrizioni – scrive Profumo – ripropone il problema della ricerca e della diffusione delle informazioni relative a ciascuna istituzione scolastica. La ricerca in internet, infatti, non sempre consente di ottenere tutti gli elementi di informazione sulle scuole e, anche quando si ottengono, essi si presentano in forma frammentaria e disomogenea». Il servizio metterà a disposizione dei genitori «in una forma organica le informazioni relative a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado». Una “trasparenza” a 360 gradi, impensabile fino a qualche mese fa, che consentirà alle famiglie di effettuare raffronti e scegliere evitando brutte “sorprese”.

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Dallo psicologo di classe al bar interno per la ricreazione

Basterà un clic da casa e le famiglie italiane saranno in condizioni di conoscere in tempo reale se l´istituto prescelto è dotato di bar o se gli studenti saranno costretti ad uscire dalla scuola all´ora della ricreazione per poter mangiare qualcosa. Potranno anche scoprire se l´istituto è dotato di un´infermeria attrezzata e se in sede è presente il medico scolastico, lo psicologo o il servizio di counseling. E ancora: se all´interno della struttura scolastica è presente una mensa, se le famiglie possono fruire del servizio accoglienza e del post-scuola. Se pagelle e certificati si possono ottenere on-line, se con un semplice sms la scuola comunica le assenze degli studenti e se l´istituto è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

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Dai laboratori di informatica ai campi di basket e calcetto

Con l´operazione del ministero mamme e papà potranno conosce quanti plessi ha la scuola individuata e quanti laboratori di informatica, multimediali e linguistici potranno utilizzare i propri figli. Se l´istituto è dotato di palestra coperta, di campo di basket o di calcetto. E ancora: quante Lim (lavagne interattive multimediali) sono presenti in istituto, se le classi sono risicate o spaziose e se l´edificio scolastico è nato per ospitare una scuola o per altre destinazioni. Saranno le scuole ad aggiornare le informazioni. «La completezza dei dati – precisa il ministro -dipenderà quindi anche da ogni istituzione scolastica che potrà contribuire ad un´operazione di trasparenza e diffusione delle informazioni che rappresenta uno degli elementi qualificanti dell´autonomia scolastica».

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Non solo tutti gli idiomi ma anche i corsi di vela

Dal prossimo 4 gennaio le singole scuole inseriranno nella piattaforma nata per agevolare la scelta di genitori e alunni, anche le informazioni relative all´offerta formativa e all´organizzazione scolastica di ogni singolo istituto.
Sarà per esempio possibile avere informazioni sulla scansione in trimestri o quadrimestri dell´anno scolastico, sulle eventuali materie aggiuntive, sul tempo pieno e prolungato. Ma anche sulle tante attività pomeridiane organizzate dalle scuole: cori di voci bianche, laboratori teatrali, di pittura o di danza. Oltre alla possibilità di partecipare ad un corso di vela o di sci alpino. Informazioni anche sugli idiomi che eventualmente si potrebbero parlare nella scuola: come albanese, friulano, occitano.

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I dati su alunni e prof e il numero dei bocciati

«L´Amministrazione – spiegano i tecnici del ministero dell´Istruzione – cura la predisposizione, in forma grafica e tabellare, dei dati riguardanti la singola istituzione scolastica».
In genere sono un tipo di informazioni già presenti nel cervellone ministeriale, ma che il governo Berlusconi dava col contagocce: “Si tratta di informazioni generali sulla scuola, alunni, esiti scolastici, personale scolastico e altro ancora».
Dal 12 gennaio mamme e papà potranno dunque sapere in anticipo se in una scuola si boccia “troppo” o se la selezione è insistente. E ancora: quanti alunni e insegnanti popolano l´istituto individuato e, forse, anche il livello della dispersione scolastica. Una modalità che farà tremare i polsi a più di un preside.

da La Repubblica 02.01.12