Giorno: 14 Gennaio 2012

Cento giornali a rischio. Appello a Monti in difesa del pluralismo

La Federazione della Stampa chiede al premier di intervenire subito sul Fondo dell’editoria per evitare la chiusura di oltre un centinaio di testate. Pubblichiamo il testo dell’appello al presidente del Consiglio, Mario Monti, che oggi sarà pubblicato da oltre cento giornali in crisi per i tagli al Fondo per l’editoria Ci troviamo costretti ad appellarci a Lei per segnalare la drammatica necessità di risposte urgenti per l’emergenza di un settore dell’editoria rappresentativa del pluralismo dell’informazione, un bene prezioso di cui si ha percezione solo quando viene a mancare. Alla data di oggi, infatti, queste aziende non sono in grado di programmare la propria attività, rischiano di dover a fine mese sospendere le pubblicazioni e anzi alcune hanno già chiuso i battenti. Si tratta dei giornali gestiti in cooperative espressioni di idee, di filoni culturali politici, voci di minoranze linguistiche, di comunità italiane all’estero, no profit per i quali esiste il sostegno previsto dalla legge per le testate non meramente commerciali, ma per le quali oggi non ci sono garanzie sulle risorse disponibili effettivamente per il …

"Norme chiare per evitare altri casi Colosseo", di Matteo Orfini

La questione Colosseo è talmente sensibile che polemiche e strumentalizzazioni vanno messe in conto. Ma se vogliamo evitare di fare un ulteriore danno a uno dei simboli della nostra cultura e ai soggetti coinvolti in questa storia, è bene evitare ricostruzioni fantasiose o di comodo. E magari cogliere l’occasione per fissare alcuni paletti, così da evitare di trovarci in futuro in situazioni analoghe. La prima cosa che abbiamo il dovere di dire è che è semplicemente una vergogna che lo Stato italiano non abbia le risorse per restaurare non un sito sperduto nelle campagne romane, ma il Colosseo. Se questo avviene non è per ineluttabilità del fato, ma per precise scelte politiche che portano i nomi e i cognomi dei ministri che si sono succeduti in questi ultimi anni. Spiace dire che, almeno fino a questo momento, non si avverte alcuna discontinuità: la visione della cultura come uno dei pilastri su cui costruire l’uscita dalla crisi non sembra essere propria del governo Monti. Se oggi ci troviamo nella confusione di inchieste e ricorsi, non è …

"Il Governo taglia le auto blu", da lastampa.it

Giro di vite del governo sulle auto blu per gli organi costituzionali e gli enti locali. Con un decreto del presidente del Consiglio, presentato dal ministro Patroni Griffi, il governo ottempera ad una ordinanza del Tar che chiedeva di intervenire in merito, convinto di poter così «conseguire risparmi significativi». Il nuovo decreto del Governo modifica un precedente decreto laddove si imponeva l’utilizzo alternativo dei mezzi di trasporto pubblico solo quando ne veniva assicurata ‘uguale efficacia’. In pratica, i mezzi pubblici si possono o debbono usare sempre. Così come viene eliminata la norma che concedeva alle amministrazioni un termine di trenta giorni per la comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica dell’acquisto o della presa in possesso di un’autovettura. ****** Tagli alle auto blu: «Usate il bus», di Alessandra Arachi Adesso tocca alle auto blu. Parola di governo. Che nel Consiglio dei ministri di ieri ha varato un nuovo decreto per tagliare le auto di servizio delle Amministrazioni centrali, ma anche di Comuni, Province, Regioni. Le auto blu in eccesso potrebbero finire all’asta. «Il mezzo pubblico dovrà …

"Ci mangiano il cuore guerra ai professori", di Alberto Statera

«´STI comunisti ce stanno a magnà er core», ringhia “Lupo”, tarda evoluzione antropologica del tassinaro romano di “Zara 87”, celebrato da Alberto Sordi ne Il tassinaro del 1983 dove, bonario, scarrozzava Andreotti che interpretava se stesso. «So´ ancora boni», garantisce l´anziano senatore. Ma qui alla stazione Termini tra gli scioperanti selvaggi, l´ambiente francamente non sembra oggi dei più rassicuranti per chi osa dire: «Ma quali comunisti, questi sono liberisti della Scuola di Chicago!». Sbarchi in Centrale a Milano dopo tre ore sul nuovo treno “classista” superveloce, dotato di “Salottino-Casta” dell´ancora monopolista Mauro Moretti e plasticamente la scena delle auto bianche bloccate e accatastate non cambia. Ma gli argomenti sì. E anche il gradimento della qualità del servizio: Milano viene dopo Barcellona, Monaco e Colonia. Roma è al ventunesimo posto prima di Lubiana. Qui in Centrale sono un po´ più sofisticati, anche se arrivano gli echi di episodi di guerriglia metropolitana contro i “crumiri”. «Monti farà la fine di Friedman», proclama Luca, tassista milanese laureato, ex impiegato in una casa editrice. Ma che fine ha mai …

"Chiediamo più Europa", di David Sassoli

Ci sono momenti in cui è bene sorvolare sulle contraddizioni degli avversari e far finta che siano frutto di una vera conversione. In questi casi è bene accontentarsi dei buoni propositi e delle convergenze ottenute. Con i regali di Natale, anche il centrodestra italiano ha scoperto l’importanza della tassa sulle transazioni finanziarie. L’ultima volta che sono stato ospite da Bruno Vespa, un esponente del Pdl mi accusò di voler aggiungere una nuova imposta nel carnet dei cittadini, non sapendo che non è una tassa che pagano i cittadini ma le società finanziarie. La nuova consapevolezza espressa dall’ex ministro Frattini giovedì alla camera è un salto di qualità nella comprensione che gli strumenti a disposizione non sono tanti e, a questo punto, sono obbligati. Le nazioni in difficoltà hanno bisogno di risorse e non ci sono molti modi per racimolarle. E dello stesso grano ha bisogno l’Europa per crescere e riprendere la competizione globale. La strada è a senso unico: tassa sulle transazioni finanziarie per alimentare il bilancio dell’Unione, project bond per gli investimenti, Eurobond per …

"Sicurezza, il governo Monti fa sul serio", da La Tecnica della Scuola

Il ministro Profumo annuncia che è in dirittura d’arrivo l’anagrafe degli edifici e che presto chiederà al Cdm di intervenire. Segnali di presa di responsabilità anche dal responsabile del dicastero della Coesione territoriale, Fabrizio Barca: tramite Twitter rassicura gli studenti che gli istituti siciliani più a rischio verranno messi in sicurezza. Dopo una settimana di critiche e perplessità, derivanti da decisioni e dichiarazioni troppo distanti dalle emergenze espresse dai lavoratori e dai loro rappresentanti, l’immagine del ministero dell’Istruzione torna a recuperare quella credibilità che aveva contrassegnato le prime settimane del nuovo corso “targato” Profumo: a far alzare le quotazioni del Miur sono state prima le dichiarazioni dello stesso Ministro a proposito della volontà di chiudere una volta per tutte il cerchio attorno all’anagrafe degli edifici scolastici, al fine di recepire informazioni utili a pianificare gli interventi di manutenzione ed assistenza. In effetti, gli ultimi dati indicano che non c’è tempo da perdere: almeno un istituto su tre, in particolare quelli costruiti prima degli anni Settanta, è privo di certificazione antisismica e necessita di interventi. Nello …

I sindacati per l’intesa «Ma l’articolo 18 resti fuori dal tavolo», di Luigina Venturelli

Le premesse per un vero confronto sul mercato del lavoro ci sono tutte. Nella riunione conclusiva di ieri mattina, i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil hanno definito nei dettagli la piattaforma unitaria – anticipata ieri sulle pagine di questo giornale – con cui intendono presentarsi all’incontro con il governo sulla riforma del mercato del lavoro. LA PIATTAFORMA DEI SINDACATI Adesso la parola spetta al ministro Elsa Fornero e al premier Mario Monti che – davanti a interlocutori uniti e desiderosi di entrare nel merito delle questioni con proprie proposte concrete – dovranno dimostrare la reale volontà dell’esecutivo di procedere a modifiche legislative con il consenso delle parti sociali. Il primo banco di prova, manco a dirlo, sarà l’assenza dai temi della discussione di qualsiasi modifica all’articolo18 dello Statuto dei lavoratori, che le tre confederazioni sindacali continuano a porre come precondizione necessaria al dialogo. A cominciare dallo stralcio della bozza sul decreto liberalizzazioni che innalzerebbe da 15 a 50 dipendenti la soglia per la sua applicazione nelle imprese in caso di fusioni. «Il tema …