Giorno: 5 agosto 2012

Scuola, Puglisi (PD): Ministro risponda su docenti zone sisma e precari

Dichiarazione di Francesca Puglisi Responsabile Pd Scuola. Le belle parole e le belle visioni per la scuola non bastano. Servono fatti. A partire dall’emergenza delle scuole terremotate che attendono l’assegnazione dei 1000 docenti in più per poter affrontare il prossimo anno scolastico. Con la Spending Review si lasciano a casa 15.000 precari, non si pagano le ferie non godute ai precari, si mandano i docenti ammalati a fare i bidelli. Perché tanto accanimento? Il Ministro risponda.

"Con le fabbriche ferme non ci sarà alcuna ripresa", di Laura Matteucci

«Il problema non è più la chiusura o meno di uno stabilimento. Ormai è in discussione la permanenza stessa del gruppo in Italia, l’assetto societario, i livelli occupazionali di tutti gli stabilimenti. La domanda vera è che cosa conservare di questa azienda». Ma Marchionne ancora l’altro giorno ha ribadito non mollo l’Italia , e non si è parlato di chiusure di fabbriche. «Se è per questo, aveva anche dichiarato che avrebbe prodotto 1 milione e 600 vetture, tra auto e non, entro il 2014: mi sembra evidente non riuscirà a mantenere la promessa. Sono dichiarazioni che attengono nella migliore delle ipotesi alla speranza, nella peggiore alla propaganda. Mi lascia perplesso che sindacalisti accorti, come il segretario della Cisl Bonanni, non si rendano conto degli impegni disattesi. Sono proprio loro, i firmatari dell’accordo, che dovrebbero essere veramente furiosi». È il deserto nelle fabbriche Fiat: il problema non sono le ferie d’agosto, ma la cassa integrazione che, anche alla riapertura dei cancelli, tra fine mese e inizio settembre, le costringerà alla produzione a singhiozzo. A Mirafiori, per …

"Che fine ha fatto l'attuazione dell'autonomia?", di R.P. da La Tecnica della Scuola

L’articolo 50 della legge 35 del 6 aprile scorso dava al Ministro due mesi di tempo per emanare linee guida per l’attuazione dell’autonomia. A tutt’oggi non si hanno notizie in merito. Come al solito è probabile che ci siano ostacoli di natura finanziaria. Il CNPI non segnala il ritardo ma attribuisce erroneamente alla legge 35 la novità dell’autonomia statutaria. Il termine di due mesi previsto dall’articolo 50 della legge 35 con cui era stato convertito il decreto n. 5 dello scorso febbraio (il cosiddetto “decreto sviluppo”) è ormai ampiamente scaduto e nulla è dato di sapere sulle reali intenzioni del Ministro rispetto alle linee guida per l’attuazione dell’autonomia. Il dato strano è che neppure il CNPI, nel parere espresso di propria iniziativa in materia di autonomia e autogoverno della scuola, ha evidenziato questa “dimenticanza” del Ministro premurandosi invece di stigmatizzare l’ipotesi dell’autonomia statutaria contenuta nella legge 35 (ma, a dire il vero, in nessun punto della legge si parla né di statuti né tanto meno di organi collegiali). L’articolo 50 della legge prevede anche che …

"Non siamo giapponesi", di Leonardo Tondelli

Io credo che il rumore della scossa del 29 non me lo scorderò più. Però è anche vero che assomiglia ad altri rumori, che da quel giorno in poi mi fanno un po’ male al cuore. I tuoni, per esempio, e questo mi ha fatto odiare gli acquazzoni estivi. Anche gli aeroplani certe volte mi spaventano. Lo sciame sismico è snervante: puoi mantenere i nervi saldi durante una scossa di magnitudo 5.9 per poi impazzire perché hai sentito un tuono. E ogni tanto le sirene alla finestra ti dicono che qualcun altro ha il cuore più debole del tuo. Mentre notavo queste cose, e in farmacia il Lexotan andava via come il pane, un giornalista prestigioso, uno di quelli che girano il mondo e chiacchierano con tutti, visitava le tendopoli, assaggiava i tortellini, e decideva che il morale era alto, perché… Perché gli emiliani sono così, sempre di buonumore. Siccome poi il giornalista riteneva necessario trovare un compromesso sul tema del giorno – l’annosa polemica della parata – decise testé di proporre su internet il …

"Perché il lavoro resta un diritto", di Luca Baccelli

«Tutti, non solo i lavoratori, devono capire e cambiare. Compresi i giovani, che devono rendersi conto che un posto di lavoro non è qualcosa che ottieni per diritto ma qualcosa che conquisti, per cui lotti, per cui puoi anche dover fare sacrifici». Nonostante i tentativi di smentita, sono queste le parole di Elsa Fornero nell’intervista a The Wall Street Journal del 27 giugno scor-o (riscontrabili nell’originale su wsj.com). Ci si può semmai chiedere quanto siano compatibili con queste altre parole: «La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società»: l’art. 4 della Costituzione italiana. Fornero è comunque in ottima compagnia. Tutta una tradizione di pensiero ha attribuito ai diritti sociali, in primis al diritto al lavoro, status incerto e debole prescrittività. Non si tratta solo dei liberisti, che non perdono occasione per riaffermare che i «veri» …

"Non abbiamo bisogno di governissimi", intervista a Pier Luigi Bersani di Maria Zegarelli

Casini dice che non pensa di farsi «fare da Vendola l’esame del sangue», mentre Vendola spiega che lui e Casini stanno «lavorando a due prospettive diverse»: Pier Luigi Bersani non sembra preoccupato dai distinguo tra i due leader, a cui il Partito democratico si è rivolto per l’alternativa di governo nel dopo Monti. «Mi sembra che tutto nasca da un equivoco, perché qui nessuno ha proposto un’alleanza con Udc e Sel», risponde il segretario dando il via a questa intervista. Segretario, come giudica le reazioni alla Carta d’intenti del Pd? «Dal mio punto di vista mi sembrano reazioni positive, come anche i primi incontri, a partire da Nichi Vendola e il Forum del Terzo settore hanno dimostrato. Nei prossimi giorni ne seguiranno altri, ma credo che la nostra iniziativa sia stata compresa». Vendola è stato tra i primi a condividere la Carta, ma la sua base è in rivolta, preccupata da un’alleanza che va dai progressisti ai moderati. «Credo che nel giro di poco tempo tutto si chiarirà perché mi sembra che alla base ci …

"Ma nessuno può fermare l'intervento di Draghi", di Eugenio Scalfari

La crisi dell’euro rispecchia il fallimento d’una politica senza prospettive. Al governo tedesco manca il coraggio di andare oltre uno status quo divenuto insostenibile. Questa è la causa del continuo peggioramento della situazione, nell’Eurozona negli ultimi due anni, malgrado ambiziosi programmi di salvataggio e innumerevoli vertici di emergenza. Questo drastico giudizio l’ha scritto ieri sul nostro giornale Jurgen Habermas, un filosofo, uno storico, un profondo studioso dei pregi e dei difetti della democrazia. Concordo da tempo con la sua opinione e con quella di tutti coloro che hanno voglia di capire quali siano le vere cause che attanagliano l’Unione europea e in particolare i 17 Paesi dell’Eurozona. Personalmente e nonostante questo giudizio di fondo sono stato ottimista sull’esito finale poiché non pensavo che l’Europa arrivasse al punto di volersi suicidare. E riponevo grande fiducia nella competenza tecnica e nella visione politica di Mario Draghi e nella forza e nell’indipendenza della Banca centrale europea da lui guidata. La conferenza da lui tenuta a Londra alcuni giorni fa aveva confermato queste speranze ed era stata anche positivamente …