Giorno: 14 agosto 2012

"Maturità, perchè non si fa 100", di Marina Boscaino

Qualche giorno fa Elena Ugolini,sottosegretario all’Istruzione ha replicato a Italia Oggi che le ricordava i risparmi derivanti da una riduzione delle bocciature che gli insegnanti durante lo scrutinio non hanno in mente le casse statali. Quest’anno, peraltro, è stato promosso alla classe successiva il 95,7% degli studenti delle medie e il 62% delle superiori, con un aumento dello 0,4% nel primo caso, e addirittura dell’ 1,2% nel secondo. Eurostat stima in 6728 euro la spesa annuale per studente: l’incremento di promossi, circa 50 mila, produrrebbe quasi 336 milioni e mezzo di risparmio per lo Stato. Per Education at a Glance 2011 pubblicazione dell’Ocse la spesa pubblica per studente nel 2008 era invece di 9315 dollari (7552 euro): secondo questi dati il risparmio supererebbe i 38lmln di euro. E l’ultimo evento dell’anno scolastico, la maturità? Il Miur ha licenziato il documento sugli adempimenti per gli esiti finali un mese fa, ma a tutt’oggi i risultati non sono stati ancora pubblicati. PIÙ IN generale il servizio statistico del ministero è aggiornato al 2007, mentre Il sito dell’Istituto …

Luzzatto: "da Graziani a Priebke torna l’orrore", di Umberto De Giovannangeli

«La mobilitazione della comunità ebraica di Roma va benissimo, ma molti altri avrebbero dovuto trovarsi al suo fianco. Ciò che rappresenta ancor oggi Erich Priebke è qualcosa di orrendo che non può, non deve riguardare solo gli ebrei. Il diritto-dovere all’indignazione non è prerogativa solo di quanti hanno vissuto sulla propria pelle, e non è una metafora, la brutalità senza limiti dei nazifascisti». A sostenerlo è una delle personalità più rappresentative dell’ebraismo italiano: Amos Luzzatto, già presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei). L’inaugurazione, tra canti e danze, del sacrario dedicato al fu Maresciallo d’Italia e viceré d’Etiopia, Rodolfo Graziani, il boia delle Fosse Ardeatine, Erich Priebke «in giro per Roma». Cosa indicano queste vicende? «Indicano un tentativo ricorrente di trasformare in banalità e ordinaria amministrazione episodi di un passato che andrebbero ricordati con ben altro tono e preoccupazione. Quel passato, di cui Graziani e Priebke sono indelebile espressione, porta con sé un retaggio di crudeltà senza precedenti; esso ha lasciato un segno profondo nel Paese che deve servire da monito per impedire la riproduzione …

"Unioni gay nel programma", di Paola Concia

Mentre ci fermiamo in una panchina per scrivere questo articolo Ricarda mi chiede: «Su cosa?». Sul programma del centrosinistra per le prossime elezioni. Cioè sul fatto che deve esserci scritto che faremo una legge per il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: uguali diritti e uguali doveri delle coppie sposate. Non vorrai continuare ad essere clandestina in Italia vero? Lei sorride e dice: «Ma è ovvio che deve esserci scritto!». Tanto ovvio non è, se dobbiamo continuare a specificarlo. Per lei è ovvio perché vive in un Paese in cui siamo una coppia riconosciuta con quasi gli identici diritti e doveri delle coppie eterosessuali. Dove in questi giorni il partito della Merkel vuole rompere l’ultima differenza tra coppie omo ed etero con l’equiparazione fiscale. È vero, il differenziale tra Italia e Germania, non è soltanto sui titoli di Stato e sulla salute delle rispettive economie, ma anche sui temi dei diritti civili. Anche perché di questi temi si occupano alacremente i partiti conservatori. Va bene, sono protestanti, ma stanno nel Ppe come l’Udc, sia chiaro. Anch’io, …

"La ricostruzione oltre Monti", di Alfredo Reichlin

Chi governerà tra pochi mesi l’Italia? La risposta non è così facile. Essa non sta più tutta dentro i vecchi schemi del gioco politico parlamentare e comporta il disperato bisogno di forze dirigenti nuove, capaci di misurarsi con gli sconvolgimenti che vediamo. Dunque chi governerà, e in nome di quale visione delle cose che ci sovrastano? E quindi con quale proposta politica, intendendo per proposta politica il tipo di problema che si pose Alcide De Gasperi alla cui «proposta politica» (un centro che guarda a sinistra) si richiama oggi un nuovo fermento cattolico moderato. E che si pose in modi diversi Palmiro Togliatti con la sua proposta di «democrazia progressiva». So bene che l’Italia di allora era molto diversa, ma come allora anche oggi la nostra patria sembra sospesa tra la dissoluzione del vecchio Stato e la ricostruzione di una nuova Repubblica. È con questo animo che io ho letto la Carta d’intenti presentata da Pier Luigi Bersani. C’è in essa un forte senso di verità soprattutto nella sua analisi, ed è da qui che …

"Il corpo delle donne come una bandiera", di Chiara Sarceno

Usare il (proprio) corpo femminile come manifesto politico. Rovesciare l’ossessione voyeuristica per il corpo femminile che va di pari passo con la marginalizzazione delle donne come cittadine e come esseri pensanti, a vantaggio non dei propri interessi individuali, ma di obiettivi di denuncia politica. È quanto fanno gruppi di donne femministe, soprattutto dell’Est Europeo. Usando le tecniche del flash mob, le Femen ucraine usano letteralmente il proprio seno nudo per rendere platealmente visibili le proprie denunce contro il governo, contro la trasformazione del loro paese in una sorta di bordello per consumatori internazionali in occasione degli europei di calcio, contro la Sharia, persino contro Berlusconi nel novembre 2011. Le giovani donne russe della punk band Pussy Riot, quando irrompono con le loro canzoni di denuncia in contesti “sacri al potere” – il Kremlino, la cattedrale ortodossa – si limitano ad esibire minigonne. Ma le maschere che celano il volto alludono ironicamente alla spersonalizzazione delle donne da parte di chi le rappresenta, appunto, solo come corpi fungibili, purché attraenti per chi li guarda e consuma. L’ultima …

"Risanare senza spegnere", di Vittorio Emiliani

Se il destino del maggior centro siderurgico di un Paese che concorre al 18 % della produzione europea di acciaio può venire deciso dalla sentenza di un magistrato, davvero una politica industriale degna di questo nome non esiste più. Che il colosso di Taranto – insediato quasi dentro la città per favorire i proprietari di terreni – inquinasse in modo micidiale lo si sapeva da anni e anni. Ma poco o nulla hanno fatto – tutti quanti i soggetti in campo – per «mettere in sicurezza» gradualmente lo stabilimento tarantino.Una fabbrica che oggi dà lavoro e reddito (diretto o indiretto) a circa 18mila persone. Cessare ogni produzione nelle aree «a caldo», come impone la sentenza del Gip Patrizia Todisco, vuol dire erigere un monumento alla politica ambientale. Ma al tempo stesso erigere un monumento funebre alla politica e all’occupazione industriale in quella siderurgia in cui Italia e altri Paesi sviluppati (non solo Cina o India) hanno peso e ruolo. Prima di scatenare, anche in piazza, una sorta di «guerra di religione» a sostegno di questo …

"Cari prof, non date mai meno di 4 agli studenti", di Mariapia Veladiano

E poi bisogna anche parlare dei voti. Perché se i test non hanno vita felice qui da noi in Italia, e il perché lo ha raccontato per bene Stefano Bartezzaghi domenica, poi però tutti i test, proprio tutti, diventano numeri che danno idoneità, promozioni, accessi all’università o a selezioni. Sì e no ai nostri progetti di vita. Un test è un bivio: di qua o di là. Per questo non può essere sbagliato, sciatto, ambiguo. E anche quando è perfetto, è solo un puntino nello scorrere dei giorni e delle esperienze di una persona. Niente di più. Dovrebbe. Soprattutto a scuola, dove i test dilagano, importati all’ingrosso dal mito dell’oggettività del valutare. E diventano voto. E allora parliamo del voto. E quindi della valutazione, della scuola che vogliamo, del mondo in cui viviamo. Tutto si tiene quando si parla di scuola e di ragazzi. Dopo decenni ormai di letteratura sulla valutazione, il voto incendia sempre ancora le discussioni più scomposte. È così sovraccarico d’altro che quando è negativo per legge sparisce dai tabelloni finali, quasi …