Giorno: 27 agosto 2012

"Le Province «passano» ai sindaci", di Antonello Cherchi

Il conto alla rovescia per il riordino delle Province è cominciato. Già entro la prossima settimana, secondo lo stringente cronoprogramma fissato dal decreto legge sulla spending review (il Dl 95, convertito a inizio agosto dalla legge 135), dovrebbe essere sistemato il primo mattone di questa nuova costruzione istituzionale, che sarà pronta – come è stato ricordato anche dal consiglio dei ministri di venerdì – entro fine anno e promette di essere assai più leggera ed economica dell’attuale sistema. Entro il 5 settembre dovrebbe, infatti, vedere la luce il decreto del Governo che individua le funzioni di competenza statale che ora sono svolte dalle Province e che, nel futuro assetto, saranno trasferite ai Comuni. Il cantiere ferve, però, anche a livello locale, dove le amministrazioni destinate a scomparire si ingegnano per trovare la quadra della nuova geografia, con accorpamenti di territori che consentano di rientrare nei parametri indicati dal Governo: almeno 350mila abitanti e 2.500 chilometri quadrati di superficie. Per ora si tratta solo di ipotesi, più o meno realizzabili. Non sarà comunque facile, come spiega …

"Insulto dunque navigo", di Beppe Severgnini

Pierluigi Bersani ha ragione, ma sbaglia aggettivo. Chi approfitta di Internet per insultare gli avversari non è «fascista»: è un maleducato. Immaginate, tuttavia, due leader di partito che, di questi tempi, si danno del maleducato. Qualche anziana maestra capirebbe, ma pochi altri. «Fascisti!». Nel grido bersaniano contro Grillo & C. c’è molta autobiografia. Quarant’anni fa, quando la chiesa comunista faceva sul serio, il vocabolo era una scomunica. «Fascista!». E qualsiasi discussione – dalle assemblee sindacali ai collettivi studenteschi – si chiudeva lì. La cosa grave è che a quei tempi i (neo)fascisti c’erano davvero, ed erano pericolosi; ma degli aggettivi, mussolinianamente, se ne fregavano. Detto ciò, Bersani ha ragione. L’urlo di chi non sa più parlare sta diventando insopportabile. L’avversario non si contesta più: lo si demolisce. Non c’è solo Beppe Grillo e il suo popolo votante (in genere meno esagitato di lui). Il dibattito sui quotidiani, in questi giorni, è sconcertante; e dobbiamo ringraziare l’estate, altrimenti il tutto verrebbe amplificato in televisione. Considerare l’insulto come la forma più genuina di democrazia, ed etichettare come …

"Ecologia e provocazioni I due volti della Biennale", di Stefano Bucci

Da una parte, un bosco di cinquemila felci. Dall’altra, il Belpaese riciclato da Michelangelo Pistoletto. Il Padiglione Italia della XIII Biennale d’Architettura di Venezia, curato da Luca Zevi, si gioca tutto tra questi due estremi che anche fisicamente lo aprono e lo chiudono. E nell’idea di un terreno comune, quel «Common Ground» che dà il titolo alla mostra diretta da David Chipperfield, che può essere, proprio come le cinquemila felci della prima sala e gli avanzi dell’allestimento riuniti da Pistoletto per la sua installazione temporanea al Giardino delle Vergini, frammento di passato degrado o tassello di futura crescita. Quello di Zevi è il racconto delle «Quattro stagioni del Made in Italy», un racconto che prende le mosse da Adriano Olivetti e dalla sua idea «che il fare impresa non possa prescindere da un atteggiamento etico e responsabile nei confronti dei lavoratori del territorio che accoglie le fabbriche», un racconto in grado di coinvolgere i migliori designer e architetti del suo tempo. Ed è un esperimento riuscito se si pensa alle case per impiegati di Figini …

"“Quota 96”: lettera aperta al ministro Francesco Profumo", di Antonio Pane *

Gentile Signor Ministro Francesco Profumo, dal prossimo primo settembre circa tremila dipendenti del Suo Ministero (fra docenti e Ata) si ritroveranno, loro malgrado, ‘sequestrati al lavoro’, forzosamente costretti a rimanere in servizio nonostante siano in possesso dei requisiti (la ‘quota’ 96 o i quarant’anni di contributi) per accedere alla pensione di anzianità secondo le regole previgenti alla cosiddetta riforma Fornero (articolo 24 della legge 22 dicembre 2011, n. 214). Un simile stato di ‘illegale detenzione’ si è determinato a causa di una difettosa formulazione della ‘norma di salvaguardia’, contenuta nel comma terzo della riforma anzidetta. Fissando al 31.12.2011, per tutti i lavoratori, il termine ultimo per la maturazione dei requisiti utili ad ottenere il pensionamento con le regole precedenti, questa norma ha ‘dimenticato’ che i lavoratori della scuola rimangono sottoposti, in materia pensionistica, al regime speciale stabilito da Leggi tuttora in vigore e non abrogate dalla ‘riforma Fornero’. Citiamo l’Art. 1 del D.P.R. 351/1998, che vincola la cessazione dal servizio nel comparto Scuola «all’inizio dell’anno scolastico o accademico successivo alla data in cui la domanda …

"Dopo tre mesi è già futuro", di Enrico Grazioli

Sono passati tre mesi dalle scosse che hanno piegato la Bassa e non sono passati invano. Persino un freddo comunicato di Palazzo Chigi certifica ufficialmente che “l’analisi sull’attuazione delle misure a sostegno delle popolazioni terremotate ha confermato una ripresa graduale del circuito economico locale e della vita delle famiglie”: è la frase che accompagna la proroga (sofferta più del lecito, parziale molto più del necessario) almeno fino a novembre della sospensione degli adempimenti fiscali per chi ha subito danni. Ma è anche il riconoscimento, senza enfasi e senza accaparrarsi meriti particolari, che l’Emilia ferita ha risposto nei fatti e in prima persona all’accanirsi del destino e della natura. E anche al timore che una delle zone storicamente simbolo di sviluppo, coesione ed efficienza si trasformasse in un’altra area cronicamente assistita o da assistere. A tre mesi da un disastro di queste dimensioni, di questa persistenza, nessuno in Italia è mai arrivato così avanti nel percorso di ritorno alla normalità: possiamo dirlo, consapevoli che difficoltà, contraddizioni, incongruenze, incertezze sono ancora tante e tante saranno; ma convinti …

"L'identikit degli evasori d'Italia", di Marco Mobili

Non li chiameremo furbi così come ha chiesto il premier Mario Monti. Ma adottano sicuramente comportamenti “multiformi” e forse anche per questo difficili da far emergere. Sono gli evasori d’Italia su cui il Governo ha messo all’opera una task force composta, tra l’altro, da rappresentanti del ministero dell’Economia, agenzie fiscali e Guardia di Finanza. Il gruppo di lavoro ha realizzato una mappa (una «tassonomia» come la definisce il documento) delle possibili forme di evasione ed elusione che sarà il punto di partenza delle strategie dei prossimi mesi. Il catalogo comprende 19 tipologie: a ciascuna è stato assegnato un grado di complessità. Il livello più basso è rappresentato dagli evasori totali, vale a dire i contribuenti che non dichiarano e non versano nulla. Un grado più basso, però, non vuol dire affatto un’evasione meno pericolosa o più facile da estirpare. Lo dimostra anche la nuova frontiera dei giochi (scommesse in nero, apparecchi non in regola, siti Internet non autorizzati), in cui le tecniche per non pagare le imposte si intrecciano pericolosamente con altri fenomeni criminali come …

"Lo spread del sapere", di Marc Augè

La crisi attuale dovrebbe fornire l’occasione per riflettere in maniera schietta sulle cause, sulla portata e sulle conseguenze della crescente diseguaglianza nel mondo, mentre a sua volta, per riprendere l’espressione di Jean-François Lyotard, la “grande narrazione” liberale perde colpi. Oggi la stragrande maggioranza degli economisti è d’accordo nel riconoscere che, se il divario di reddito tra i paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo globalmente si è un poco ridotto, è considerevolmente aumentato quello tra i più ricchi dei ricchi e i più poveri dei poveri, sia nei paesi ricchi sia in quelli poveri. Da ciò l’apparizione e l’incremento di una grande povertà nei paesi ricchi e di una miseria assoluta nei paesi poveri. Questo fenomeno, di cui siamo ogni giorno spettatori, implica diverse conseguenze. La prima è una minore disponibilità dei paesi ricchi ad aiutare i paesi poveri: l’incremento della povertà interna pone già loro abbastanza problemi. La seconda è un’instabilità sociale, testimoniata, in zone diverse e con modalità differenti, sia dalla crisi dei subprime, segno premonitore della tormenta attuale, sia dalle rivolte …