Giorno: 8 agosto 2012

"Bersani: i progressisti non si chiudono nell'autosufficienza", di Maria Zagarelli

E pensare che solo qualche ora prima Pier Luigi Bersani aveva detto che di elezioni anticipate non se ne parlava e che l’agenda del suo partito per costruire il campo progressista procedeva come previsto: ieri l’incontro con il segretario socialista Riccardo Nencini, le lettere inviate ad associazioni e movimenti (oltre mille) con allegata la Carta d’intenti e gli appuntamenti già fissati per fine agosto. Poi, quell’intervista a Mario Monti sul Wall Street Journ al e la frase sullo spread a 1200 se fosse rimasto Berlusconi, la bufera in Parlamento con il Pdl che minaccia di staccare la spina. Un altro giorno da brivido per la «strana maggioranza» appesa a umori e malumori del Pdl. E allora sarà anche per questo che il segretario Pd non perde tempo, che continua a chiedere di stringere i tempi sulla legge elettorale perché, come ha spiegato anche ieri, non sarà certo il suo partito a provocare il voto anticipato, ma non può garantire per gli altri, quindi è meglio essere pronti. Intanto Bersani incassa un altro ok, quello dei …

Scuola, accordo raggiunto “Assunti 21 mila nuovi prof”, di Flavia Amabile

Sono tempi di tagli e di sforbiciate nella pubblica amministrazione ma proprio nel giorno del via libera definitivo alla spending review arrivano 21.112 assunzioni di nuovi prof nella scuola (aggiunti ai 67 mila dell’anno scorso) che permettono di alleggerire un po’ la difficile situazione dei precari. A dare l’annuncio sono stati i sindacati cantando vittoria e rivendicando i meriti frutto di proteste, ricorsi e contrattazioni, affermano. Il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo conferma: «Siamo in fase di firma del decreto» per le immissioni in ruolo. «È stato concluso il processo che coinvolgeva la Funzione Pubblica ed il ministero dell’Economia e abbiamo tutti gli ok necessari. Ora stiamo concludendo il percorso», spiega avvertendo che «entro il 31 agosto saranno fatte tutte le operazioni». Come dire che le assunzioni saranno operative dal primo settembre. Festeggeranno oltre 21mila prof quindi mentre ancora è da definire il numero degli Ata che saranno assunti. Su questo i sindacati chiedono le necessarie certezze, si parla però di circa 5 mila persone interessate. Tutti i sindacati sottolineano il ruolo svolto dall’accordo triennale firmato …

"Non è un derby Italia-Germania", di Antonio Silvano Andriani

Il futuro dell’euro non può essere trattato come una gara fra italiani e tedeschi. Ed è un errore prendersela con i tedeschi per l’eccesso di spirito etico che determinerebbe le loro valutazioni. Se la mettiamo sul piano dei comportamenti l’eccesso di propensione all’evasione fiscale e alla corruzione, la preferenza per i rapporti particolari piuttosto che per il merito e, più in generale, la scarsa tendenza a rispettare le regole dell’italiano medio non sono uno stereotipo inventato dai tedeschi, ma sono una realtà certificata da classifiche di agenzie internazionali e da sondaggi di opinione. Ridurre queste attitudini sarebbe la vera riforma strutturale che comporterebbe una rivoluzione culturale. Ciò detto, il problema del futuro dell’euro non dipende da questo e non riguarda solo italiani e tedeschi. Riguarda due visioni opposte dell’economia, dei meccanismi che generano la crescita e del ruolo della politica economica. Nella fase di accelerazione della globalizzazione che ebbe inizio nelle seconda metà dell’Ottocento tutti i Paesi industrializzati seguirono strategie mercantiliste. Tutti tennero fermi i salari mentre aumentava fortemente la produzione e si impegnarono ad …

"Quei ragazzini senz'anima che uccisero Desirée", di Giusi Fasano

I ricordi del giudice: troppa crudeltà, faticai a parlarne. L’intuizione fu di un luogotenente dei carabinieri, Domenico Zamparini. «Quel maresciallo era un grande» ricorda l’ex capo della procura minorile di Brescia Emilio Quaranta. «È morto qualche anno fa e ogni tanto penso a lui. Lo rivedo mentre mi chiede “che ne dice se controlliamo dove hanno passato le vacanze quei ragazzi di Leno?”. Era una buona idea e quello che scoprimmo fece svoltare le indagini». L’autunno del 2002 era appena cominciato e a Leno, nel Bresciano, era scomparsa una ragazzina di 14 anni, Desirée Piovanelli, primo anno di liceo scientifico. Non tornò a casa la sera del 28 settembre e quel pomeriggio nessuno l’aveva incrociata, nessuno aveva saputo dire dov’era diretta quand’è uscita. I giorni a casa Piovanelli passarono in un crescendo di angoscia e presentimento. La sera del 2 ottobre suo padre Maurizio la implorò dagli schermi delle tivù («Ti prego torna a casa»), convinto com’era che Desirée fosse da qualche parte con il suo ragazzo, come aveva scritto lei stessa in un messaggino …

"Monti sfotte Berlusconi sullo spread Il Pdl strilla e minaccia, ma è fumo", di Francesco Lo Sardo

«Col governo del Cavaliere saremmo a quota 1200». E il formicaio dei berluscones impazzisce Ennesimo dramma a base d’indignazione, rabbia, isteria e impotenza. Ingredienti ben noti nella cucina di palazzo Grazioli, dove ieri sera un annoiato Berlusconi – che ha tuttavia dovuto fingere indignazione di fronte al teatrino dei ras del Pdl autoconvocatisi a casa sua – ha dovuto stancamente ascoltare, ancora una volta, le irose geremiadi dei suoi contro Monti, reo, stavolta, di aver commesso un peccato politico mortale: cioè aver preso per i fondelli il Cavaliere sullo spread. Già, perché a sole ventiquattr’ore dal deflagrare della frase montiana a Der Spiegel sulla necessità di un rapporto flessibile governi- parlamenti, ecco il botto di quella pronunciata dal premier italiano in un’intervista al Wall Street Journal, rilasciata un mesetto fa, subito dopo il vertice europeo del 28 e 29 giugno: «Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a quota 1200 o qualcosa di simile». Apriti cielo. Il Pdl mette in scena, sulla falsariga della gheddafiana giornata della rabbia anti-italiana, …

"Il professore parla ai mercati non ai politici", di Marcello Sorgi

All’inizio dell’agosto più temuto degli ultimi anni, per i frequenti rovesci dell’Italia sui mercati, un caso politico come quello che s’è aperto ieri tra Monti e il centrodestra non era proprio da augurarsi. L’intervista in cui il premier ha detto tra l’altro che, senza il passaggio di discontinuità tra il suo governo e quello precedente, lo spread sarebbe arrivato a quota 1200, ha provocato reazioni di protesta del Pdl, che al Senato ha fatto mancare il suo appoggio. E ha reso necessaria una telefonata di chiarimento tra lo stesso premier e Berlusconi, preceduta da una nota in cui Palazzo Chigi spiegava che non c’era alcuna intenzione di attaccare il Cavaliere. Ma al di là del nervosismo, sempre presente, nella base parlamentare e in parte del gruppo dirigente del Pdl nei confronti del Pr ofessore, un interrogativo ieri è rimasto a lungo sospeso. Nel clima rarefatto della conclusione dei lavori parlamentari e nell’attesa di una pausa feriale che praticamente non ci sarà, la domanda è cosa ha spinto Monti, nel giro di pochi giorni, a rendere …

"La verità tedesca sull'Europa di domani", di Eugenio Scalfari

Molti politici tedeschi, a cominciare dal presidente del Bundestag, dal leader bavarese del Csu, dal ministro liberale del Tesoro, si sono fortemente adontati della rivendicazione di Mario Monti (intervista al prestigioso “Spiegel”) del ruolo decisivo dei governi rispetto a quello dei Parlamenti. La Germania – hanno detto – non rinuncerà mai alla democrazia parlamentare, la sua stessa storia (Hitler) le impone una tale irrinunciabilità. Questa è stata la reazione della classe dirigente tedesca, socialdemocratici compresi. E questa è stata anche la reazione delle opposizioni populiste italiane (Grillo, Di Pietro, Lega) ed anche d’una parte consistente dei “berluscones”, ulteriormente irritati a causa della successiva intervista di Monti al “Wall Street Journal” nella quale il Presidente del Consiglio ha ripetuto giudizi del tutto ingiustificati sulla concertazione con i sindacati ed ha pesantemente criticato l’affidabilità del precedente governo salvo scusarsene subito dopo con lo stesso Berlusconi. Dopo queste svariate e forse troppo numerose esternazioni Monti ha comunque incassato l’ennesima fiducia sulla revisione della spesa: un altro compito a casa portato a buon fine. Ma c’è un’altra dichiarazione, non …