Mese: Ottobre 2012

Scuola, Bersani: grazie agli insegnanti, con loro la cambieremo

“Nella giornata mondiale degli insegnanti, voglio ringraziare quanti, donne e uomini, stanno lavorando per l’educazione e l’istruzione dei cittadini di domani. So che il loro impegno va ben al di la’ di quanto ricevono in busta paga. Sono una delle parti migliori del Paese a cui tutti noi guardiamo con rispetto, consapevoli di quanto sia stata umiliata la scuola dalla politica negli ultimi anni. Sono le maestre e i maestri che hanno realizzato l’unita’ dell’Italia, e oggi sono gli insegnanti con la loro competenza e il loro affetto che fanno crescere nuovi cittadini italiani arrivati da Paesi lontani”. Lo dice il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, in occasione della giornata mondiale degli insegnanti, domani 5 ottobre. “E’ insieme a loro- aggiunge- che cambieremo la scuola per combattere la dispersione degli studenti e per far si’ che tutti, non uno di meno, possano raggiungere il proprio successo formativo e scolastico. Il Partito democratico ha l’obiettivo di lavorare perche’ la scuola torni ad essere il grande ascensore sociale di cui l’Italia ha bisogno, il luogo di …

"Lazio al voto, il Pd sceglie Zingaretti", di Jolanda Buffalini

Gasbarra: «È emergenza democratica, chiederò agli alleati di sostenerlo». Ok di Sel al presidente della Provincia • Campidoglio, si pensa a Riccardi. Alemanno, forse le dimissioni. Nicola Zingaretti in campo come candidato presidente alle regionali del Lazio. E’ la scelta compiuta dal Partito democratico, è la proposta che il Pd fa agli alleati. Il presidente della Provincia, fino a ieri candidato per il Campidoglio, ha dato la sua disponibilità «per spirito di servizio», il passo successivo è l’incontro con le forze di centrosinistra. La svolta decisa dal Pd, ieri c’è stata una lunga telefonata fra Pier Luigi Bersani e Enrico Gasbarra, è maturata rapidamente e risponde a diverse esigenze nel rapido precipitare degli avvenimenti politici. Nel Lazio si va al voto subito, almeno questo è lo scenario più probabile, è il convincimento del ministro Anna Maria Cancellieri, il soggetto istituzionale che, insieme alla presidente uscente, deve stabilire la data della consultazione. Il Lazio diventa dunque la consultazione più importante, insieme alla Sicilia, della tornata che si concluderà con le elezioni politiche. Ma si va alle …

"Lazio al voto, il Pd sceglie Zingaretti", di Jolanda Buffalini

Gasbarra: «È emergenza democratica, chiederò agli alleati di sostenerlo». Ok di Sel al presidente della Provincia • Campidoglio, si pensa a Riccardi. Alemanno, forse le dimissioni. Nicola Zingaretti in campo come candidato presidente alle regionali del Lazio. E’ la scelta compiuta dal Partito democratico, è la proposta che il Pd fa agli alleati. Il presidente della Provincia, fino a ieri candidato per il Campidoglio, ha dato la sua disponibilità «per spirito di servizio», il passo successivo è l’incontro con le forze di centrosinistra. La svolta decisa dal Pd, ieri c’è stata una lunga telefonata fra Pier Luigi Bersani e Enrico Gasbarra, è maturata rapidamente e risponde a diverse esigenze nel rapido precipitare degli avvenimenti politici. Nel Lazio si va al voto subito, almeno questo è lo scenario più probabile, è il convincimento del ministro Anna Maria Cancellieri, il soggetto istituzionale che, insieme alla presidente uscente, deve stabilire la data della consultazione. Il Lazio diventa dunque la consultazione più importante, insieme alla Sicilia, della tornata che si concluderà con le elezioni politiche. Ma si va alle …

"Montismo. Se il governo dei tecnici diventa un’ideologia", di Carlo Galli

C’è un’idea diffusa, di massa, secondo cui non deve andare perduta la discontinuità che questa esperienza ha marcato rispetto al berlusconismo E c’è invece un’idea di élite che l’appoggia. Ed è il sospetto verso la politica dei poteri forti, che fa pensare come sia meglio lasciare al comando chi ha le “competenze”. Se da vivi, mentre si gode ottima salute, e dopo un’ancor breve esperienza di potere, dal proprio cognome nasce una corrente di pensiero, o una tendenza politica — un “ismo” — significa che si è entrati nella storia. Non si parla di leninismo o di stalinismo, evidentemente, e neppure di andreottismo — per dare vita al quale Andreotti ha però speso quasi tutta una carriera — , ma dell’assai meno inquietante “montismo”: l’ultimo contributo italiano alla storia del pensiero politico — dopo il machiavellismo, il futurismo, il gramscismo, il fascismo — . Di per sé, il montismo vuol essere la trasformazione dell’eccezione in normalità, e quasi in destino (non solo Monti bis, ma Monti for ever); è la prosecuzione di Monti — dello …

"Montismo. Se il governo dei tecnici diventa un’ideologia", di Carlo Galli

C’è un’idea diffusa, di massa, secondo cui non deve andare perduta la discontinuità che questa esperienza ha marcato rispetto al berlusconismo E c’è invece un’idea di élite che l’appoggia. Ed è il sospetto verso la politica dei poteri forti, che fa pensare come sia meglio lasciare al comando chi ha le “competenze”. Se da vivi, mentre si gode ottima salute, e dopo un’ancor breve esperienza di potere, dal proprio cognome nasce una corrente di pensiero, o una tendenza politica — un “ismo” — significa che si è entrati nella storia. Non si parla di leninismo o di stalinismo, evidentemente, e neppure di andreottismo — per dare vita al quale Andreotti ha però speso quasi tutta una carriera — , ma dell’assai meno inquietante “montismo”: l’ultimo contributo italiano alla storia del pensiero politico — dopo il machiavellismo, il futurismo, il gramscismo, il fascismo — . Di per sé, il montismo vuol essere la trasformazione dell’eccezione in normalità, e quasi in destino (non solo Monti bis, ma Monti for ever); è la prosecuzione di Monti — dello …

"Diritto d'asilo", di Francesca Puglisi,

I dati Istat mostrano un’Italia arretrata. Subito il piano di estensione dei nidi”. I dati presentati dall’Istat sulla frequenza del nido dei bambini e delle bambine italiane, inchiodandoci ad un magro 18,7% (solo due bambini su dieci), segnala quanto il nostro Paese sia distante dall’obiettivo del 33% fissato dall’Europa e che avremmo dovuto raggiungere entro il 2010. Durante il governo di centro sinistra nel 2007, nonostante le politiche di risanamento, riuscimmo a fare un balzo in avanti portando la media nazionale dal 9,5% al 15% di nidi sul territorio nazionale. Il 23% se si considerano anche i servizi integrativi e le numerose sezioni primavera (per bambini da 24 ai 36 mesi), sempre previste nella finanziaria del 2007. Oggi, dopo anni di disinvestimento del governo della destra, i continui pesantissimi tagli ai bilanci dei Comuni e la crisi che colpisce le famiglie giovani con figli, rischiamo di fare ulteriori passi indietro invece di andare avanti. Eppure tutte le ricerche economiche e delle neuroscienze dimostrano come l’età dell’oro, per recuperare ogni svantaggio di origine economica, sociale e …

"Diritto d'asilo", di Francesca Puglisi,

I dati Istat mostrano un’Italia arretrata. Subito il piano di estensione dei nidi”. I dati presentati dall’Istat sulla frequenza del nido dei bambini e delle bambine italiane, inchiodandoci ad un magro 18,7% (solo due bambini su dieci), segnala quanto il nostro Paese sia distante dall’obiettivo del 33% fissato dall’Europa e che avremmo dovuto raggiungere entro il 2010. Durante il governo di centro sinistra nel 2007, nonostante le politiche di risanamento, riuscimmo a fare un balzo in avanti portando la media nazionale dal 9,5% al 15% di nidi sul territorio nazionale. Il 23% se si considerano anche i servizi integrativi e le numerose sezioni primavera (per bambini da 24 ai 36 mesi), sempre previste nella finanziaria del 2007. Oggi, dopo anni di disinvestimento del governo della destra, i continui pesantissimi tagli ai bilanci dei Comuni e la crisi che colpisce le famiglie giovani con figli, rischiamo di fare ulteriori passi indietro invece di andare avanti. Eppure tutte le ricerche economiche e delle neuroscienze dimostrano come l’età dell’oro, per recuperare ogni svantaggio di origine economica, sociale e …