Mese: Ottobre 2012

"Dai giudici un messaggio alla Casta", di Cesare Martinetti

Mentre la politica non riesce a riformarsi e tagliare finalmente quei costi che hanno portato agli scandali Fiorito e alla scoperta di insopportabili sprechi, i giudici di Milano sparano una cannonata: dieci anni di galera a un faccendiere amico di Roberto Formigoni, il doppio di quanto aveva chiesto l’accusa. Sentenza esemplare, s’è detto subito; sentenza «inusitata», secondo l’avvocato difensore del condannato, Pierangelo Daccò, perché tanta severità non s’era mai vista. Sentenza «ambientale», ci viene da dire, rispolverando quell’aggettivo che andava in uso negli anni di tangentopoli, quando fu l’allora pm Di Pietro a coniare la locuzione «dazione ambientale» per denunciare come il clima dell’«ambiente» era allora tale che non ci si poteva sottrarre al pagamento (dazione) di tangenti in qualsivoglia rapporto con la politica. Teatro della vicenda è l’ospedale San Raffaele, la creatura di don Verzè, luogo simbolico di eccellenza sanitaria e della ricerca scientifica privata; ma anche terreno obbligato di scambio tra politica, affari e mondo cattolico lombardo. Il milieu d’elezione dell’amministrazione regionale guidata dall’indagato Roberto Formigoni, un tempo detto il «Celeste». Daccò è …

"Il satyricon romanesco e l'egemonia di re lanterna", di Franco Cordero

Il Satyricon romanesco offre materia clinica d’alto interesse. Ognuno vede quanto abbia inciso nel costume Re Lanterna: in gusto e sentimento morale i baccanali rutuli fanno pendant alle serate d’Arcore; il genere delle persone presuppone criteri selettivi comuni; vale l’identica massima, che «legalità» sia parola risibile e «politica» significhi affari grassi. Ridotta all’osso, ecco la dottrina berlusconiana: le norme esistono affinché i furbi le eludano, con vantaggi determinanti nella corsa al profitto. Sotto quest’insegna, corrompendo a man salva, s’è fondato l’impero un bagalùn del lüster che altrove batterebbe le fiere, e chiama animali umani molto reperibili. L’Italia controriformista fioriva d’atonia morale, conformismo bigotto, furberie parassitarie: spenta presto l’illusione d’una metamorfosi postfascista, regna fino a sfinirsi una balena democristiana compatibile con la chiesa comunista: l’intuito banditesco craxiano s’incunea tra le due, sviluppando tecnologie del malaffare sotto le quali sopravviene il collasso. Qui salta sulla scena l’antipolitico erede del sistema. Riconosciamogli i talenti: abilissimo nel cogliere e usare i peggiori lati umani, è l’unico demiurgo nella storia d’Italia; nemmeno Mussolini, forte d’un culto ventennale, aveva un tale …

"Il satyricon romanesco e l'egemonia di re lanterna", di Franco Cordero

Il Satyricon romanesco offre materia clinica d’alto interesse. Ognuno vede quanto abbia inciso nel costume Re Lanterna: in gusto e sentimento morale i baccanali rutuli fanno pendant alle serate d’Arcore; il genere delle persone presuppone criteri selettivi comuni; vale l’identica massima, che «legalità» sia parola risibile e «politica» significhi affari grassi. Ridotta all’osso, ecco la dottrina berlusconiana: le norme esistono affinché i furbi le eludano, con vantaggi determinanti nella corsa al profitto. Sotto quest’insegna, corrompendo a man salva, s’è fondato l’impero un bagalùn del lüster che altrove batterebbe le fiere, e chiama animali umani molto reperibili. L’Italia controriformista fioriva d’atonia morale, conformismo bigotto, furberie parassitarie: spenta presto l’illusione d’una metamorfosi postfascista, regna fino a sfinirsi una balena democristiana compatibile con la chiesa comunista: l’intuito banditesco craxiano s’incunea tra le due, sviluppando tecnologie del malaffare sotto le quali sopravviene il collasso. Qui salta sulla scena l’antipolitico erede del sistema. Riconosciamogli i talenti: abilissimo nel cogliere e usare i peggiori lati umani, è l’unico demiurgo nella storia d’Italia; nemmeno Mussolini, forte d’un culto ventennale, aveva un tale …

"Decreto sviluppo Napolitano blocca la norma pro-Berlusconi", di Valentina Conte

Salta l’articolo sull’eredità il Colle sfoltisce il testo. Il via libera finale arriverà oggi dal Consiglio dei ministri. Ma il decreto sviluppo bis ne uscirà decisamente “asciugato”. E non solo perché gli articoli scendono da 58 a 38, rispetto alle bozze sin qui circolate, grazie a diversi snellimenti. Quanto piuttosto per un intervento diretto del Quirinale, allarmato da un testo troppo corposo, pieno di norme non del tutto giustificabili con la necessità e urgenza di un decreto legge. Ottenendo, alla fine, lo stralcio del pacchetto Semplificazioni bis, curato dal dicastero della Funzione pubblica, oggi solo esaminato dal governo. E destinato dunque a viaggiare su un binario molto più lento, quello del disegno di legge. Sotto la lente del Colle è finita anche la norma sul “patto di famiglia”, prima inserita nel dl Sviluppo bis, poi cancellata dopo le osservazioni di Napolitano. Una disposizione «richiesta da tutte le categorie per facilitare il passaggio dell’azienda alla prole», anche con la figura di un tutor esterno, si difendono dal dicastero di Passera. Ma che alcuni interpretavano come agevolativa …

"Decreto sviluppo Napolitano blocca la norma pro-Berlusconi", di Valentina Conte

Salta l’articolo sull’eredità il Colle sfoltisce il testo. Il via libera finale arriverà oggi dal Consiglio dei ministri. Ma il decreto sviluppo bis ne uscirà decisamente “asciugato”. E non solo perché gli articoli scendono da 58 a 38, rispetto alle bozze sin qui circolate, grazie a diversi snellimenti. Quanto piuttosto per un intervento diretto del Quirinale, allarmato da un testo troppo corposo, pieno di norme non del tutto giustificabili con la necessità e urgenza di un decreto legge. Ottenendo, alla fine, lo stralcio del pacchetto Semplificazioni bis, curato dal dicastero della Funzione pubblica, oggi solo esaminato dal governo. E destinato dunque a viaggiare su un binario molto più lento, quello del disegno di legge. Sotto la lente del Colle è finita anche la norma sul “patto di famiglia”, prima inserita nel dl Sviluppo bis, poi cancellata dopo le osservazioni di Napolitano. Una disposizione «richiesta da tutte le categorie per facilitare il passaggio dell’azienda alla prole», anche con la figura di un tutor esterno, si difendono dal dicastero di Passera. Ma che alcuni interpretavano come agevolativa …

Cinema: Ghizzoni, CSC rispetterà rappresentanza di genere

Soddisfazione nel metodo e nel merito. “Con le nomine del Consiglio di amministrazione del Centro Sperimentale di Cinematografia la Commissione cultura ha dimostrato di svolgere in pieno il proprio ruolo di legislatore, nella piena autonomia parlamentare. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Di fronte a nomi di altissimo prestigio e competenza, come quelli di Stefano Rulli, Aldo Grasso, Carlo Verdone e Nicola Giuliano, la Commissione non si è limitata ad una ratifica delle proposte del Ministero, ma ha svolto un ruolo di indirizzo. I rilievi – ha spiegato Ghizzoni – sulla necessità del rispetto del dettato costituzionale in merito alle pari opportunità tra uomini e donne nella vita pubblica, degli indirizzi europei sulla parità e nel solco della legge appena varata dal Parlamento sulla rappresentanza di genere nei Cda, hanno portato il governo, su impulso della commissione, a richiedere che la nomina spettante al Ministero del Tesoro sia attribuita ad una donna con riconosciuto valore professionale. La commissione nell’esprimere un voto favorevole alle nomine proposte, ad eccezione …

La lezione del “ragazzo Ingrao”, di Pietro Spataro

Sembra quasi un paradosso, oggi che si parla di rottamazione, ascoltare le parole di un vecchio di 97 anni. Eppure Pietro Ingrao appare sullo schermo come un ragazzo, con la vitalità di chi ha combattuto e ancora oggi si ostina a «volere la luna». Sembra quasi un paradosso, oggi che infuria lo scandalo dei fondi rubati dal Pdl, ascoltare quell’uomo difendere il Parlamento che, dice, è il luogo della rappresentanza politica e non quello dei privilegi. Ingrao sa parlare a noi, sa insinuare i dubbi, riesce a mettere a nudo le nostre debolezze e ci spinge a ritrovare quella passione che è il cuore della democrazia e della politica. La proiezione del film «Non mi avete convinto», alla Camera dei deputati, è stata come una frustata. A seguire il filo di una storia lunga, che è poi la storia di quella straordinaria esperienza che è stato il Pci, erano tantissimi, molti coi capelli bianchi ma anche molti che non avevano nemmeno vent’anni. C’erano Bersani, Fausto Bertinotti, un altro ragazzo di quasi 90 anni come Giovanni …