Mese: Ottobre 2012

"Corruzione, il Pdl ci riprova con il salva-Ruby", di Liana Milella

Due emendamenti per far assolvere Berlusconi. Il Pd: basta ricatti, ora voto di fiducia. Una salva-Ruby non si nega a nessuno. Tantomeno a Berlusconi. Una alla Camera l’aveva proposta Sisto, un Pdl. Ma cadde a giugno nel nulla. Due senatori sempre Pdl, Compagna e Galloni, si precipitano a riproporla al Senato. Non s’accontentano. Mettono su carta pure la salva-Ruby/2. L’Ansa la scopre nel librone degli emendamenti. Non ha chance d’essere approvata perché salterebbe la maggioranza. Ma tant’è. Conta il gesto. E le benemerenze. Il trucco è ormai sperimentato. Aggettivi, avverbi, che fanno smottare la norma precedente. Qui è in ballo il reato di concussione. Articolo 317 del codice penale. Testo chiarissimo. Il pubblico ufficiale che costringe uno indebitamente a dare o promettere denaro o altra utilità è punito col carcere. Il Guardasigilli Severino crea un secondo reato, ma mantiene sia l’avverbio “indebitamente” che la ricompensa. Che fa il Pdl? Propone di cambiare «indebitamente » con «illecitamente» e pretende che la concussione scatti solo se c’è un’utilità «patrimoniale». È ovvio che se passassero malauguratamente queste due …

Tobin Tax, l’offensiva del Pd: «Il governo non perda tempo», di Bianca Di Giovanni

L’iniziativa del gruppo alla Camera in vista del Consiglio europeo: «Pronta la nostra mozione». Il governo decida subito. E non solo: decida su indicazione politica del Parlamento. Questo il messaggio del Pd indirizzato al premier Mario Monti e al suo ministro dell’Economia Vittorio Grilli sulla posizione del nostro Paese riguardo l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie. Ora che Germania e Francia hanno espresso esplicitamente il loro appoggio all’ipotesi di prelievo «anti-speculazione», anche il nostro Paese deve schierarsi, e sostenere in Europa anche una decisione a cooperazione rafforzata, cioè con il sì di almeno 9 Stati. I democratici avvisano l’esecutivo: se non ci sarà una risposta chiara entro il prossimo consiglio europeo di fine ottobre «potremmo valutare l’ipotesi di presentare una mozione in Parlamento dove una grande maggioranza vuole la Tobin tax – dichiara Francesco Boccia (Pd) – così il governo avrebbe un chiaro mandato». In effetti sull’ipotesi Tobin da approvare anche a maggioranza in Europa potrebbe confluire anche l’Udc, «a patto che la cooperazione sia abbastanza forte, cioè coinvolga tutti i 17 di Eurolandia», sostiene …

"L’effetto Cortina sulle entrate fiscali", di Massimo Giannini

C’è poco da fare: quello che manca all’Italia è il “circolo virtuoso”. Attilio Befera, capo di Equitalia e braccio operativo dell’Agenzia delle Entrate, lo ripete da tempo. E lo ribadisce anche in questi giorni, costellati da due opposti inconciliabili. A UNA parte c’è Mario Monti, che dice “il problema non è la differenza tra destra e sinistra, ma tra chi paga le tasse e chi le evade”. Dall’altra parte c’è Silvio Berlusconi, che urla “Equitalia pratica vere e proprie estorsioni”. In mezzo, c’è un abisso in cui precipitano tutti: gli onesti tartassati, che sopportano eroicamente una pressione fiscale ormai prossima al 45%, e i disonesti imboscati, che evadono ogni anno 260 miliardi di imposte. Così il “circolo virtuoso” fatica ad innescarsi, come lo stesso Befera ha spiegato pochi giorni fa ai parlamentari della Commissione finanze della Camera. Quel circolo «che porta, passo dopo passo, alla conquista di una cultura della legalità fiscale che troppo spesso è mancata nel Paese». «L’evasione, insieme alla corruzione, resta una grande piaga nazionale». Nel bunker di Via Cristoforo Colombo, sede …

"L’effetto Cortina sulle entrate fiscali", di Massimo Giannini

C’è poco da fare: quello che manca all’Italia è il “circolo virtuoso”. Attilio Befera, capo di Equitalia e braccio operativo dell’Agenzia delle Entrate, lo ripete da tempo. E lo ribadisce anche in questi giorni, costellati da due opposti inconciliabili. A UNA parte c’è Mario Monti, che dice “il problema non è la differenza tra destra e sinistra, ma tra chi paga le tasse e chi le evade”. Dall’altra parte c’è Silvio Berlusconi, che urla “Equitalia pratica vere e proprie estorsioni”. In mezzo, c’è un abisso in cui precipitano tutti: gli onesti tartassati, che sopportano eroicamente una pressione fiscale ormai prossima al 45%, e i disonesti imboscati, che evadono ogni anno 260 miliardi di imposte. Così il “circolo virtuoso” fatica ad innescarsi, come lo stesso Befera ha spiegato pochi giorni fa ai parlamentari della Commissione finanze della Camera. Quel circolo «che porta, passo dopo passo, alla conquista di una cultura della legalità fiscale che troppo spesso è mancata nel Paese». «L’evasione, insieme alla corruzione, resta una grande piaga nazionale». Nel bunker di Via Cristoforo Colombo, sede …

"Classi dirigenti e modernità", di Alfredo Reichlin

La sinistra non è contenta di se stessa. Si lamenta, si divide. Per tante ragioni comprensibilissime ma (a mio parere) per una sopra tutte: perché troppi leggono il mondo con gli occhi del passato. Perché il consenso per Renzi ci sorprende? Su questo tema veramente cruciale del rinnovamento, che se non ha una guida può portare l’Italia a una crisi di regime, vorrei dire qualcosa. Parto dalle cose di oggi. Dalla drammatica situazione in cui l’Italia continua a essere immersa. Un Paese che da un lato è sotto il peso di una crisi economica epocale, che non è congiunturale ma che lo rimette in discussione come grande Paese industriale e società del benessere. Dall’altro che non riesce a fare il salto nella modernità. Perché di questo si tratta. La modernità. Cioè non il «nuovo» (il banale cambiamento delle cose) ma quella rara vicenda in cui si apre una nuova storia e la politica – se non lo capisce – diventa vana chiacchiera condita con ostriche e champagne per le mezze calze. Io credo che di …

"Classi dirigenti e modernità", di Alfredo Reichlin

La sinistra non è contenta di se stessa. Si lamenta, si divide. Per tante ragioni comprensibilissime ma (a mio parere) per una sopra tutte: perché troppi leggono il mondo con gli occhi del passato. Perché il consenso per Renzi ci sorprende? Su questo tema veramente cruciale del rinnovamento, che se non ha una guida può portare l’Italia a una crisi di regime, vorrei dire qualcosa. Parto dalle cose di oggi. Dalla drammatica situazione in cui l’Italia continua a essere immersa. Un Paese che da un lato è sotto il peso di una crisi economica epocale, che non è congiunturale ma che lo rimette in discussione come grande Paese industriale e società del benessere. Dall’altro che non riesce a fare il salto nella modernità. Perché di questo si tratta. La modernità. Cioè non il «nuovo» (il banale cambiamento delle cose) ma quella rara vicenda in cui si apre una nuova storia e la politica – se non lo capisce – diventa vana chiacchiera condita con ostriche e champagne per le mezze calze. Io credo che di …

"Più alunni per classe ma la paga dei prof scende", di Giovanni Scancarello

Quasi ovunque il numero di studenti per classe diminuisce per mettere la scuola in condizione di sfruttare al massimo le potenzialità dell’autonomia. E se non accade è perché i finanziamenti servono a retribuire meglio i docenti. Ebbene, in Italia non succede né l’una né l’altra cosa. Dal 2000 al 2010, affermano i ricercatori Ocse nell’ultimo rapporto sull’educazione, nel mondo la media delle classi è scesa di uno studente per classe sia alle primarie che alle medie. Si passa dai 17,4 studenti per classe in Islanda ai 38,5 della Corea nel 2000, dai 19,4 studenti in Lussemburgo e Regno Unito, ai 34,7 della Corea nel 2010. In Paesi come l’Italia, che invece avevano classi meno affollate nel 2000, il numero degli alunni è in aumento, da noi anche per effetto dell’incremento di un punto del rapporto alunni/docenti previsto dall’articolo 64 del decreto-legge n. 112 del 2008. Va detto che che nella 57^ seduta del gruppo di senatori del 2008 aveva ammonito l’allora governo Berlusconi sui rischi del sovraffollamento delle classi, con il cambio di governo le …