Giorno: 11 Novembre 2012

"Legge elettorale, è scontro tra Bersani e Casini", di Maria Zegarelli

Se le danno (metaforicamente parlando) di santa ragione per tutto il giorno in un botta e risposta che trova tregua soltanto in serata. Il primo ad attaccare è Pier Luigi Bersani al quale non è andato affatto giù il voto dell’Udc insieme a Pdl e Lega sulla legge elettorale. Pier Ferdinando Casini non se le tiene anche se alla fine gli sherpa di Pd e Udc sono ottimisti sull’intesa tra di loro: il vero muro resta il Pdl con il quale i contatti dal Nazareno sono pari a zero, e per ora nessun incontro previsto. «Casini morirà di tattica dice il segretario Pd -. Bisogna invece tenere la barra dritta, come io cerco di fare, e dire dove si vuole andare. Non ho dubbi che comunque dovremo dialogare. Ci vuole un governo politico sorretto da una maggioranza politica. Abbiamo questo diritto-dovere». Per questo il Pd, spiega, si «metterà di traverso» per fermare la legge a cui punta il Pdl. La soglia al 42,5% per il premio di maggioranza, «messa lì senza dire altro è un …

“Quanto vale la luce in fondo al tunnel”, di Eugenio Scalfari

La novità della giornata di ieri è una dichiarazione di Monti del tutto inattesa. Ha raccomandato di non perder tempo a discettare sulla futura “premiership” ma di discutere piuttosto sui contenuti e sulle riforme che si debbono ancora fare fino alle elezioni del prossimo aprile. Ancora una volta questa dichiarazione è in piena concordanza con quella di Mario Draghi nel discorso da lui pronunciato in occasione del compimento di un anno dalla sua nomina alla guida della Bce; anche Draghi ha battuto e ribattuto sul tasto delle riforme che sono a suo parere la sola via per rafforzare l’euro e portare fuori dalla crisi economica sia l’Europa sia l’intero Occidente. La sortita di Monti è diretta ai partiti e all’intera classe dirigente italiana a cominciare dalle forze sociali. Ma a quali partiti in particolare si dirige il premier? L’esortazione a non insistere sul tema della futura “premiership” riguarda soprattutto quelle parti politiche che fanno del Monti-bis un elemento primario della loro campagna elettorale: l’Udc di Casini, Montezemolo e tutti coloro che chiamano a raccolta i …

"Quanto vale la luce in fondo al tunnel", di Eugenio Scalfari

La novità della giornata di ieri è una dichiarazione di Monti del tutto inattesa. Ha raccomandato di non perder tempo a discettare sulla futura “premiership” ma di discutere piuttosto sui contenuti e sulle riforme che si debbono ancora fare fino alle elezioni del prossimo aprile. Ancora una volta questa dichiarazione è in piena concordanza con quella di Mario Draghi nel discorso da lui pronunciato in occasione del compimento di un anno dalla sua nomina alla guida della Bce; anche Draghi ha battuto e ribattuto sul tasto delle riforme che sono a suo parere la sola via per rafforzare l’euro e portare fuori dalla crisi economica sia l’Europa sia l’intero Occidente. La sortita di Monti è diretta ai partiti e all’intera classe dirigente italiana a cominciare dalle forze sociali. Ma a quali partiti in particolare si dirige il premier? L’esortazione a non insistere sul tema della futura “premiership” riguarda soprattutto quelle parti politiche che fanno del Monti-bis un elemento primario della loro campagna elettorale: l’Udc di Casini, Montezemolo e tutti coloro che chiamano a raccolta i …