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"La crisi e gli struzzi", di Cesare Damiano*

Nascondere la testa sotto la sabbia, come sta facendo il governo, non aiuta ad affrontare la crisi. I dati Istat sull’occupazione sono drammatici. Non solo perché l’8,6 per cento rilevato a gennaio rappresenta il dato peggiore dal 2004,maperché questi dati indicano un trend negativo che non accenna a rallentare. Nel 2009 si sono persi 307mila posti di lavoro e a questi, nel corso del 2010, se ne andranno ad aggiungere altre centinaia di migliaia. La lenta risalita dell’economia di cui parla Berlusconi. è una pia illusione, o ancor meglio, un inganno.
Se anche ci fosse, non produrrebbe risultati tangibili sull’occupazione ancora per molto tempo. In una situazione così, accanto all’avvio di una seria politica industriale e alla difesa delle tutele (a cominciare dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori) è fondamentale definire una proposta in tema di ammortizzatori sociali che abbia come primo obiettivo quello di dare risposte concrete ai lavoratori travolti dalla crisi. Il Pd ha lavorato per mesi in questa direzione e nei giorni scorsi ha ottenuto un significativo, anche se parziale, risultato. In commissione Lavoro della Camera è stato approvato all’unanimità, quindi anche dal centrodestra, un testo che – oltre a prevedere la corresponsione dello stipendio, attraverso un fondo Inps, a quei lavoratori che per difficoltà aziendali non vengono pagati (vedi Eutelia) e a migliorare le tutele per i lavoratori a progetto licenziati – prolunga da 12 a 18 mesi la durata della cassa integrazione ordinaria (noi avevamo chiesto che venisse portata a due anni). Contro questa proposta si è subito scagliato il ministro del Lavoro Sacconi. Si è trattato di un comportamento molto grave. Definendo il provvedimento inutile, il ministro dimostra di non comprendere la profondità della crisi e di non voler accogliere gli strumenti di tutela richiesti da tutte le parti sociali. Ci troviamo di fronte a un ministro autoreferenziale che ritiene inutile tutto quello che non decide lui, fino a ripudiareuna proposta unitaria della commissione Lavoro smentendo gli esponenti del suo stesso partito. A dar manforte a Sacconi è scesa in campo anche la Ragioneria dello Stato che parla di “onere rilevante” per le finanze pubbliche. Il governo dovrebbe spiegare agli italiani come mai destinare tre miliardi di euro all’anno per eliminare l’Ici sulla prima casa a favore dei più ricchi sia del tutto compatibile con i conti dello Stato, mentre distribuire risorse per gli ammortizzatori sociali, per il reddito dei lavoratori e pensionati e sostenere lo sviluppo delle imprese, è considerato uno spreco insostenibile. Mentre il Pd avanza le sue proposte sugli ammortizzatori sociali, che vuole discutere e votare immediatamente nell’aula della Camera, il governo di fronte alla crisi continua con la politica dello struzzo e smentisce la sua stessa maggioranza.
*deputato Pd già Ministro del lavoro
L’Unità 14.03.10

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