Giorno: 11 marzo 2010

Il Partito Democratico dell'Emilia-Romagna in piazza con i lavoratori

Stefano Bonaccini parteciperà alla manifestazione, promossa dalla CGIL per domani, 12 marzo, a Modena, Marco Lombardelli e Luigi Mariucci saranno presenti a Bologna, Gian Luca Rivi a Reggio Emilia. La crisi in corso investe la politica, l’economia, i sistemi di protezione sociale, le certezze, il futuro di lavoratori e famiglie. Per uscire da questa situazione bisogna avere il coraggio di cambiare, di innovare, di riformare. Il centro destra sta invece navigando a vista rispondendo inadeguatamente alle pesanti ripercussioni sociali ed economiche in atto e minimizzando la portata della situazione. I dati parlano di una diminuzione del PIL tra le più elevate degli ultimi 40 anni, di 700 mila disoccupati in più e del calo di più di un terzo della produzione industriale. Manca una politica industriale adeguata e i tavoli di crisi aperti presso il ministero sopravvivono senza logica. Bisogna mettere in moto tutte le energie presenti in questo Paese e nel territorio, nel mondo del lavoro e in quello dell’impresa, virando dalla disastrosa politica economica del governo che non lavora per allargare diritti e …

"Mali culturali. Così sono state svuotate le soprintendenze", di Carlo Alberto Bucci e Francesco Erbani

Tagli ai budget, blocco delle nomine, concorsi senza fine, sedi vacanti, commissariamenti. Dovrebbero tutelare il patrimonio pubblico e invece sono al collasso. Il Tar ha annullato la prova che doveva assegnare quindici posti. Mantova, Torino e Siena sono alcune delle città rimaste senza dirigenti Tagli fino al 50 per cento dei budget, con archeologi che non possono andare in missione e restauratori che non riescono a rinnovare gli strumenti per mancanza di fondi. Soprintendenti andati in pensione e mai sostituiti, lasciando sguarnite ben otto sedi che vengono assegnate, ad interim, a colleghi già oberati di lavoro. Un patrimonio umano sempre più vecchio e demotivato, con il blocco del turn over e i concorsi per le nuove (poche) assunzioni appesi al filo dei ricorsi. Così, bloccate dai tagli e stressate dai commissariamenti, le soprintendenze italiane stanno per collassare. «Sono già collassate», confessa un alto dirigente dei Beni culturali. A Mantova, la città di Palazzo Ducale e di Palazzo Tè, di Mantegna, dell´Alberti e di Giulio Romano, non c´è più un soprintendente storico-artistico. Ad agosto è andato …

"Ronde, clandestinità e centri: l’Onu mette sotto accusa l’Italia", di Umberto De Giovannangeli

L’Alto commissario per i diritti umani interviene al Senato e denuncia la politica sui migranti: «Alimenta paura e sfiducia». Un j’accuse pesante contro le norme contenute nel pacchetto sicurezza varato dal Governo italiano. A pronunciarlo è l’Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, Navi Pillay, parlando ieri alla Commissione diritti umani del Senato. Nel mirino dell’Alto commissario in particolare l’aggravante di clandestinità, l’istituzione delle ronde, i militari in città, le condizioni all’interno dei Cie (centri di identificazione ed espulsione). «I migranti spiega sono spesso percepiti come una minaccia alle comunità esistenti ed in alcuni Paesi c’è il rischio di tenere la migrazione all’interno dei confini della sicurezza. Si tratta di un approccio riduttivo che alimenta sfiducia e paura». Ha quindi criticato l’istituzione delle ronde e la decisione di usare militari per la sicurezza delle città. «Quando sottolinea vengono chiamate militari a presidiare le strade e volontari per la sicurezza si danno risposte molto visibili alla migrazione ma a soffrire è la tutela dei diritti». Inoltre, aggiunge, «i politici devono astenersi da dichiarazioni discriminatorie nei confronti …

Perchè le regole sono la democrazia

Articoli di Carlo Galli, Filippo Ceccarelli e Nadia Urbinati, e una definizione di “democrazia” di Norberto Bobbio “Perché le regole sono la democrazia” di Carlo Galli Un triste destino ha colpito le due categorie centrali della metafisica occidentale, sostanza e forma. Dal loro significato originario – elaborato da Platone e Aristotele – , che indicava rispettivamente il fondamento di tutto ciò che è, e gli schemi razionali del suo configurarsi, sono giunte a essere sinonimo, nell´attuale discorso pubblico italiano, di “contenuto reale” e di “apparenza superficiale”. Un impoverimento che ha anche un forte valore polemico, e che riprende, semplificandola e distorcendola, una dialettica autentica che si è storicamente manifestata – con altri nomi e altri concetti – all´interno della teoria politica. Infatti, la politica non si esaurisce certo nelle forme giuridiche, nella norma, nella procedura, nelle istituzioni. E soprattutto la democrazia è anche sostanza: implica infatti, alla radice, la pienezza del popolo, la sua presenza sulla scena politica come identità, come fonte della sovranità, come origine e fondamento del potere. C´è, nella teoria democratica moderna …

Appello del Partito democratico per la scuola pubblica

Per quei maestri e insegnanti che la mattina accolgono i nostri figli con il sorriso e con ostinata passione per la loro educazione, nonostante tutto. Per una Scuola Pubblica che unisce e non divide il Nord dal Sud, il bianco dal nero, il ricco dal povero. Per chi nella scuola dell’obbligo sa incoraggiare e non selezionare. Per quei bambini e ragazzi che a settembre non troveranno più la propria maestra o professoressa, perché precaria. Per chi pensa che nella cartella dei propri figli, ci debba mettere solo libri e quaderni e non sapone e carta igienica. “Scuola” è la parola che disegna il futuro. E’ strumento di uguaglianza e libertà. Dove si produce e trasmette il sapere, si coltivano le intelligenze e la creatività, per non omologarsi ad un consenso acritico. Dove si offrono a tutti gli strumenti più adeguati per affrontare la vita. E’ il luogo in cui la democrazia mette le sue radici più vigorose. Per questo la Scuola non è solo un capitolo del Bilancio dello Stato, ma il più grande investimento …

"Sacconi: la cig lunga non serve. Lavoratori a casa senza tutele", di Bianca Di Giovanni

Il governo dice no alla proposta bipartisan di allungare la cassa integrazione di sei mesi Per il ministro gli strumenti ci sono già. Opposizione: vergognoso, non vede la crisi «Il suo no alla cig – dichiara Fulvio Fammoni, segretario confederale Cgil – conferma la concezione di inutilità del ruolo del parlamento e la pervicacia nel non dare risposte adeguate alla crisi e alle ricadute che questa provoca sul lavoro». Maurizio Sacconi ha detto no: il governo darà parere negativo all’emendamento bipartisan che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 12 a 18 mesi in forma sperimentale nel biennio 2010-11. Nonostante la crisi, nonostante l’emorragia continua di posti di lavoro. Per il ministro quella norma – nata da un’intesa tra maggioranza e opposizione in commissione Lavoro alla Camera – è semplicemente inutile. Inutili sei mesi in più di tutele senza passaggi burocratici in mezzo? Per Sacconi è così. Al «no» del ministro è partita una raffica di reazioni. «Sacconi si vergogni, sulla cig è provocatorio» attacca Antonio Di Pietro. «La verità è che il ministro …

"Il potere irresponsabile", di Massimo Giannini

Dall’abuso al “sopruso”. Dalle regole violate alle “violenze subite”. La vera “lezione” che il presidente del Consiglio ha impartito all’Italia democratica (e non certo alla inesistente “sinistra sovietica”) è stata esattamente questa: l’ennesima, rancorosa manipolazione dei fatti, seguita dalla solita, clamorosa inversione dei ruoli. Del disastroso pastrocchio combinato sulle liste elettorali non sono “colpevoli” i dilettanti allo sbaraglio del Pdl che hanno presentato fuori tempo massimo documenti taroccati e incompleti, ma i radicali tafferuglisti e i giudici comunisti che li hanno ostacolati. Del pericoloso pasticciaccio deflagrato sul decreto legge di sanatoria non deve rispondere il governo che l’ha varato, ma i legulei “formalisti” del Tar che l’hanno ignorato, i parrucconi costituzionalisti che l’hanno bocciato e i bugiardi giornalisti che l’hanno criticato. Ancora una volta, come succede dal 1994 ad oggi, lo “statista” Berlusconi evita accuratamente di assumersi le sue responsabilità di fronte al Paese. La sua conferenza stampa riassume ed amplifica la strategia della manipolazione politica e semantica sulla quale si fonda l’intero fenomeno berlusconiano: schismogenesi (provocazione del nemico) e mitopoiesi (idealizzazione di sé). Non …