Giorno: 12 marzo 2010

"Il leader pd vinciamo nella maggioranza delle regioni", intervista a Pierluigi Bersani di Goffredo De Marchis

“È finita l´epoca degli steccati ora in piazza politica e società e difenderemo Napolitano” Bersani: Berlusconi non è più in grado di offrire un futuro. «Sono tranquillo». Pierluigi Bersani non teme che la manifestazione di domani possa virare in un attacco a Napolitano per la firma del decreto salva-liste. «A Piazza del Popolo renderemo esplicito il fatto che il presidente della Repubblica non ha alcuna responsabilità in quella scelta». Non solo non è preoccupato, ma considera il raduno l´occasione per siglare la pace tra il Pd e i movimenti. I dubbi sulla partecipazione al primo corteo del popolo viola sono ormai un ricordo del passato. «Fischi a me o al partito? Non avremo questo problema. Per un motivo molto semplice: le cose cambiano. Chi prima ci chiedeva di aiutarli a protestare adesso ci chiede di portarli da qualche parte. Loro stanno maturando, ma stiamo maturando anche noi. Non vogliamo più escludere. Anzi. A me piace l´idea di mescolare la voce della politica e la voce della società civile». Questa piazza guarderà anche allo sprint delle …

Per una Scuola di qualità

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha aperto ieri i lavori di una importante iniziativa che si svolta a Reggio Emilia, città che insieme a Bologna, ha ospitato la prima giornata di mobilitazione nazionale per la scuola indetta dal Partito Democratico. Dall’11 al 24 marzo infatti si susseguiranno una serie di incontri nelle principali città d’Italia, per discutere ed affrontare le problematiche della scuola pubblica italiana. A seguire gli interventi del candidato presidente dell’Emilia-Romagna, Vasco Errani, del segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini e di Francesca Puglisi, responsabile Scuola Segreteria nazionale PD. La parola è stata poi data ai protagonisti della scuola stessa: insegnanti, studenti, personale tecnico, che sempre più vedono sacrificata la qualità dell’istruzione e del proprio lavoro a favore della necessità di fare cassa del Governo. Tagli insostenibili e deleteri, che hanno messo in ginocchio l’intero sistema scolastico italiano. Quella di ieri è stata inoltre un’occasione per affrontare i grandi temi che in queste settimane agitano il panorama politico e democratico del Paese. Il Segretario, ha risposto così a chi gli chiedeva …

Trani: Berlusconi, Innocenzi e Minzolini indagati "Pressioni su Tg1 e Agcom, concussione"

Il Cavaliere si è anche lamentato per la presenza di Scalfari e Mauro nel programma della Dandini. Masi al telefono: “Manco nello Zimbabwe”. Calabrò: “Nessuna censura”. Innocenzi annuncia querele. Silvio Berlusconi, il membro dell’Agcom Giancarlo Innocenzi e il direttore del Tg1 Augusto Minzolini sono indagati per concussione dalla procura di Trani, l’inchiesta è nelle mani del sostituto procuratore Michele Ruggiero. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza. I magistrati della Procura non hanno voluto commentare la notizia: “Oggi e domani non diciamo nulla, è inutile fare domande”. Il retroscena. Il premier voleva mettere il bavaglio ad Annozero. Lo scrive oggi in prima pagina il Fatto quotidiano, citando l’inchiesta, durante la quale – in maniera del tutto casuale – sarebbero state intercettate le telefonate che dimostrerebbero le pressioni e gli interventi di Berlusconi contro la trasmissione di Santoro. Nelle intercettazioni che risalirebbero a circa tre mesi fa, legate a un’inchiesta su carte di credito e tassi di usura, si leggono, a margine del fascicolo, i nomi di Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (membro dell’Agcom) e del …

"Gelmini mani di forbici. Genitori e studenti in piazza contro i tagli", di Maristella Iervasi

La scuola va rotoli. E lo sanno bene i genitori che sono scesi in piazza a Roma e in tutt’Italia con sciarpe “multistrato” di carta igenica. “Gelmini mani di forbici: meno ore, meno soldi, meno lavoro”, recita il cartello che porta sul petto Giovanna, insegnante dell’elementare Falcone-Borsellino. Mentre Michela, docente precaria, distribuisce “diplomi” strappando strati da un rotolo di “nefandezza”. “Così ci ha ridotto la “maestra unica” dell’istruzione”, precisa Gabriele, papà di una bimba di 8 anni che sfila in corteo con i suoi compagni di classe. La povertà della scuola italiana è talmente lampante che la carta igenica è il nuovo simbolo della protesta. “Ma nelle aule scolastiche manca pure quella, oltre tutto il resto” – si affretta a sottolineare Andrea Pioppi, maestro di italiano del 45° circolo didattico della Garbatella. Scuole in bancarotta, scuole fatiscenti. Istituti che restono in piedi solo grazie al contributo delle famiglie, che rischia però di trasformarsi in una imposizione. Per non essere costrette a chiudere i portoni in faccia agli studenti, per non consegnare le chiavi alla Gelmini …

Riforma Gelmini e materie scientifiche: «Sarà una strage», di Chiara Affronte

Bologna e provincia perderanno un numero esorbitante di ore di materie scientifiche, ai licei e negli istituti. Un calo a cui, con molta probabilità, corrisponderà un taglio di docenti in quelle aree: l’ipotesi è di 150 circa. La riforma Gelmini si ripercuote sopratutto su quelle materie e, negli istituti tecnici, su quelle caratterizzanti l’indirizzo. Così, visto che l’unico aumento evidenziabile di ore scientifiche si avrà solo nei licei ribattezzati delle “scienze applicate”, Bologna non se ne accorgerà neppure, visto che la previsione è che in città solo uno scientifico potrà funzionare con questa opzione, il Copernico (gli altri probabilmente, in provincia, saranno l’Alberghetti di Imola e il Fantini di Vergato). A mettere nero su bianco i numeri un’elaborazione di dati ministeriali curata da Antonella Andracchio con il coordinamento scuole superiori e il coordinamento precari scuola di Bologna. Sotto le due torri, inoltre, riflette Andracchio – chimico con più abilitazioni in tasca – «perderà di molto la possibilià di studiare in istituti tecnici caratterizzanti ». Un esempio è l’Istituto Pacinotti, una scuola dove, ad oggi, sono …

Par condicio, il Tar boccia lo stop ai talk show

Bersani: “Viale Mazzini prenda atto e tornino i programmi”. Rizzo Nervo: “In onda le trasmissioni”. Stop al regolamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella parte che blocca i talk show in periodo elettorale. Il Tar del Lazio ha accolto la richiesta di Sky e Telecom Italia Media che chiedeva la sospensione del regolamento varato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che disciplina la par condicio in vista delle Regionali. Una regolamentazione così stringente per i talk show, da portare al loro stop nell’ultimo mese di campagna elettorale. A questo punto il cda della Rai è stato convocato in seduta straordinaria lunedì prossimo 15 marzo alle 12. Era stato il Cda infatti a decidere la sospensione dei talk show in applicazione delle regole della Vigilanza. Nella loro richiesta di sospensiva, Sky e Telecom italia aveva ricorso al Tar contro la delibera che limitava l’informazione politica durante la campagna elettorale. In questo Agcom si era mossa in analogia con quanto previsto dal regolamento per la Rai, che sottoponeva tutti i programmi di informazione alle regole della …

"Alla fine il conto arriverà", di Mario Deaglio

Quando si fa politica e si è nel mezzo di una campagna elettorale densa, come l’attuale, di incidenti di percorso, è purtroppo facile lasciarsi prendere dalla retorica e far passare in secondo piano, o addirittura maltrattare, le cifre della situazione economica. Proprio per questo si fa un giusto servizio ai lettori mettendo sobriamente a fuoco la situazione, anche se così si richiede loro di confrontarsi con le cifre, peraltro solo apparentemente aride, che pongono in luce le difficoltà oggettive di oggi. Fatto pari a 100 il valore del 2005, la produzione industriale italiana raggiunse il suo massimo pre-crisi nell’aprile 2008 con il valore di 108,9. La crisi la fece letteralmente precipitare, tanto che nel marzo 2009 si toccò il valore straordinariamente basso di 81,1 con una contrazione del 26 per cento. La risalita successiva appare troppo lenta: ha portato l’indice di gennaio al valore di 87,9, (-19 per cento rispetto ai livelli pre-crisi) e se continueremo a questa velocità ritorneremo ai livelli di anni che oggi ci sembrano dorati non prima della fine del 2013. …