Giorno: 26 marzo 2010

“Bene la Sicar ma il governo continua a negare la crisi”

Soddisfazione dell’on. Ghizzoni per l’esito della vertenza ma preoccupazione per il futuro La deputata carpigiana Manuela Ghizzoni, che in più di un’occasione è intervenuta nel corso della vertenza della Sicar, incontrando anche proprietà e lavoratori in lotta, esprime la propria soddisfazione per la conclusione della vicenda ma sottolinea le preoccupazioni per il futuro. “Finalmente – dichiara la parlamentare del Pd – e grazie al ‘Patto per attraversare la crisi’ siglato nella primavera del 2009 tra Regione Emilia-Romagna, Associazioni d’Impresa e Sindacati, è stato possibile trovare una prima soluzione positiva alla complessa vicenda della Sicar di Carpi con la previsione della Cigs per altri sei mesi, la mobilità con incentivi e altre misure accolte con favore dai lavoratori. Resta la preoccupazione per il futuro – aggiunge Ghizzoni – perché molte imprese, come accaduto per la Sicar , stanno raggiungendo il termine di utilizzo degli ammortizzatori e il ricorso a quelli in deroga della Regione è ancora l’unica strada possibile per continuare a garantire tutele ai lavoratori. Penso ad esempio alla Steton e alle altre aziende del …

"Il pericolo", di Mario Pirani

Correva l´anno 1952 e Roma venne chiamata ad eleggere il suo Consiglio comunale. Erano elezioni normali. La guerra era finita da sette anni, nel 1947 si era ricominciato a votare. La Costituzione era stata approvata con l´unità di tutti i partiti antifascisti, che nel 1948 si erano divisi e contrapposti: a sinistra i comunisti e i socialisti, al centro-destra la Dc e i partiti laici minori (social-democratici, repubblicani e liberali). Tra questi due schieramenti, divisi anche sul piano internazionale, gli uni con l´Urss, gli altri, orientati dall´America e dal Patto Atlantico, si svolgeva il confronto. Un confronto anche asperrimo ma che mai superò i limiti della convivenza democratica. All´estrema destra, fuori di quello che si chiamava l´«arco costituzionale», i monarchici e l´Msi che allora si richiamava apertamente al fascismo repubblichino di Salò avevano un diritto di tribuna in Parlamento e nel Paese, ma non potevano aspirare a tornare al governo poiché rappresentavano esplicitamente quei valori politici, o, meglio, quei disvalori (tirannia, guerra, monarchia, razzismo) , da cui gli italiani si erano liberati solo qualche anno …

Regionali, Parlano i candidati del centrosinistra

Pubblichiamo di seguito, regione per regione, le interviste realizzate da l’Unità ai candidati governatori del centrosinistra Emilia-Romagna – Vasco Errani: «Coesione sociale e innovazione, così sfidiamo la crisi», di Gigi Marcucci Noi non vogliamo vincere a tavolino. Mi auguro, come è successo per la Polverini, che il Tar possa risolvere la questione sorta anche in Lombardia, nel pieno rispetto delle regole». Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e candidato dal centrosinistra alla terza riconferma, segue sul Televideo l’evoluzione del pasticcio elettorale sorto con la presentazione delle liste. Respinge l’ipotesi di barattare le elezioni a Bologna, necessarie dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono, travolto da un’inchiesta giudiziaria, con lo stravolgimento delle norme. «Bologna è un’altra storia: bisogna decidere se con un atto di responsabilità di tutte le forze politiche, si decide di dare ai cittadini la possibilità di eleggere il loro sindaco». Niente a che fare con la questione delle liste, dove ci sono «regole e scadenze» che evidentemente non sono state rispettate. Poi Errani torna alla sua campagna elettorale, ai tentativi d’assalto alla «regione …

Al centro il lavoro

Torino, 5.15 ai cancelli della Fiat a Mirafiori. Inizia all’alba l’ultima giornata di campagna elettorale di Bersani che ha incontrato gli operai in entrata alle carrozzerie: “Voglio chiudere qui la campagna elettorale per segnalare cosa abbiamo fatto: non c’è stato luogo, città, regione nella quale non siamo andati, ogni giorno, davanti a una fabbrica, in un quartiere popolare, a incontri con i lavoratori perché voglio che il lavoro torni al centro della nostra discussione pubblica. La crisi non è passata, oggi siamo davanti a una grande fabbrica ma potremmo essere davanti a laboratori artigianali, aziende agricole: dobbiamo reagire con una politica economica che dia lavoro, fare investimenti, mettere un pò di soldi in tasca alla gente”. Purtroppo la crisi economica non è finita: “Ne abbiamo ancora un bel pezzo davanti e spero che dopo le elezioni arrivi un segnale affinché si parli di problemi veri, ne abbiamo un sacco. Dal risultato del voto mi aspetto un incoraggiamento a che le politica torni a occuparsi di lavoro, di temi sociali, e sento che questo tema viene …

"E il Pdl copia il modello Lega", di Giovanni Cerruti

Non solo i voti. Anche le parole, anche le cerimonie, perfino le liturgie pagane della politica. Lega e Pdl, con le elezioni sempre più vicine, si confondono e magari confondono. Per diventare primo partito del Nord, come Bossi crede e spera, deve rosicchiare consensi al Pdl. E Berlusconi, che vuol resistere, finisce sul copia&incolla delle invenzioni e dei linguaggi leghisti. Gli stessi, e non solo lui, che per anni ha deriso. Buon ultimo, dopo una marcia iniziata 14 anni fa, è arrivato il «gazebo», quello che aveva rimpiazzato la «gabina elettorale», con la g, alla lombarda. Obbedendo all’ordine di Bossi, scendendo dal Po a Venezia, il 15 settembre 1996 i leghisti erano entrati per la prima volta nei «gazebo» per decidere la nascita della loro Padania. Un anno più tardi per votare il Parlamento del Nord, preso in affitto dalle parti di Mantova. Folklore, battute, risate. E adesso non c’è giorno, non c’è intervista senza il gazebo. Berlusconi ci vuol mandare i cittadini «che dovranno decidere se vogliono il Premier o il Presidente della Repubblica …

"Gli esiliati della tv", di Curzio Maltese

Lo Zimbabwe televisivo nel quale ci ha precipitato l’ossessione del premier ha toccato nella settimana elettorale il massimo di squallore. Alla vigilia del voto, i principali tg pubblici e privati, ormai entrambi di Berlusconi, sembravano cinegiornali dell’Istituto Luce. La ponderatissima Autorità si è vista costretta a multare per centomila euro il Tg1 e il Tg5 a causa dell’evidente sproporzione di spazi dedicati al partito del premier rispetto all’opposizione. In crisi nei sondaggi, incapace ormai di riempire le piazze reali, Berlusconi ha deciso di occupare per intero la piazza mediatica, con un vero e proprio golpe televisivo. Per arrivare a questo risultato, ha dovuto stravolgere le regole come mai in precedenza, con una complicità strisciante della corte. La par condicio è stata tirata come un elastico fino a esplodere nella censura totale dei programmi scomodi. La natura mollemente governativa del Tg1 è stata geneticamente mutata fino a trasformarlo in una specie di supplemento video dei pieghevoli elettorali. Una vergogna mai toccata in mezzo secolo di Rai. Il principale telegiornale pubblico usato come un manganello contro la …

430.000 posti di lavoro persi in un anno. E la crisi sarebbe passata?

Fassina: “Berlusconi, lasci stare i numeri di piazza San Giovanni, legga i numeri dell’Istat”. Disoccupazione record e Treu denuncia: “mezzo milione di cassintegrati”. 430.000 posti di lavoro persi in 12 mesi, la disoccupazione che sale all’8,6% nell’ultimo trimestre del 2009 con 2.300.000 persone in cerca di occupazione. C’è ancora chi dice che la crisi è passata? Per l’economia italiana è la più seria del dopoguerra e lo dice l’ISTAT non dei profeti di sventura. Tanto più che il PIL è al -5,1 %, il dato peggiore dal 1971 e in questi due anni, il governo Berlusconi ha dimostrato di non avere una politica economica. Stefano Fassina, responsabile economia del Partito Democratico, è sferzante con il governo: “Caro presidente . Caro ministro Sacconi smetta di picconare i diritti costituzionali del lavoro e dica ai lavoratori, ai professionisti e agli imprenditori italiani perché non si fa la riforma degli ammortizzatori sociali. Dite perché non si fa politica industriale, perché non si sostengono gli investimenti dei Comuni e delle imprese. La crisi è globale, ma gli errori di …