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“Per Brunetta gli studenti sono dei guerriglieri”, di Simone Collini

Altro che il «fannulloni» dedicato agli statali. Per gli studenti Renato Brunetta ha scelto un termine ancora più simpatico: «Guerriglieri». Il ministro della Pubblica amministrazione è a Palazzo Chigi per una conferenza stampa insieme alla collega all’Istruzione Mariastella Gelmini: snocciola cifre e percentuali senza dilungarsi in spiegazioni e dettagli, tipo che le assenze per malattia nelle scuole sono calate negli ultimi due mesi del 32,45%, che così si sono risparmiati tra i 200 e i 250 milioni, che non dovendo ricorrere alle supplenze si creerà anche meno precariato…
Poi gli viene richiesto un commento sulla protesta che sta montando nel mondo della scuola, e il ministro fa ancora di meglio. Dicendo: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».
Non ci vuole molto perché arrivi una valanga di critiche, dal mondo politico, da quello studentesco, dalle forze di polizia. Beppe Fioroni invita il ministro Gelmini, «persona moderata», a prendere le distanze: «Additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva», dice il responsabile Educazione del Pd chiedendole le scuse per conto del governo. Il capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera Massimo Donadi parla di «corto circuito tra il cervello e la lingua del ministro Brunetta» («non c’è altra spiegazione per giustificare le affermazioni nei confronti dei ragazzi dell’Onda, parole incendiarie da piccolo duce»), mentre secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero «che il ministro Brunetta vesta i panni anche del manganellatore rispetto agli studenti dell’Onda caricati dalla Polizia a Roma la dice lunga sull’idea di democrazia, libertà e rispetto del dissenso di Brunetta e del governo di cui fa parte»
Il ministro Gelmini si produce in un impervio tentativo di giustificazione: «Brunetta, come tutti sanno, a volte usa toni forti e provocatori». La titolare per l’Istruzione si augura che episodi come quelli di mercoledì alla Sapienza non si ripetano più: «Il diritto di manifestare va sempre rispettato, ma la democratica dimostrazione del dissenso non può mai trascendere nella violenza, che non può mai essere accettata. In questo senso credo vadano interpretate anche le dichiarazioni del ministro Brunetta». Il ministro della Pubblica amministrazione, dice per lui la Gelmini, «certamente condivide la preoccupazione per quanto è avvenuto e l’auspicio che l’università sia sempre il luogo del dialogo e non della violenza».
Ma la pezza non regge, perché non contento del vespaio sollevato, Brunetta torna qualche ora dopo sull’argomento e anziché stemperare, approfitta delle telecamere di Sky per dire: «Mi son sbagliato, gli studenti dell’Onda non hanno neanche la dignità dei guerriglieri, che sono una cosa seria. Questi sono quattro ragazzotti in cerca di sensazioni violente che non rappresentano nessuno e che fanno perdere tempo alla polizia, che dovrebbe essere impegnata per cose ben più serie».
E sono proprio le forze dell’ordine, chiamate in causa, a lanciare un appello: i politici, dice l’Associazione nazionale funzionari di polizia, «moderino i termini» perché le loro parole sopra le righe «corrono il serio rischio di tradursi inevitabilmente in pietre e molotov contro poliziotti e carabinieri, costretti a gestire situazioni sempre più difficili».
Brunetta definisce gli studenti «guerriglieri, e verranno trattati come tali». Fioroni: «Irresponsabile soffiare sul fuoco». L’Associazione funzionari di polizia: «I politici moderino i termini, altrimenti si corrono seri rischi».
L’Unità 20.03.09

3 Commenti

  1. Luigi dice

    DICHIARAZIONE DI SOLIDARIETA´ DELLA RETE NAZIONALE DEI PRECARI DELLA SCUOLA AGLI STUDENTI UNIVERSITARI DELLA SAPIENZA
    Nella giornata di ieri si è svolto lo sciopero dei settori della
    conoscenza, scuola, università e ricerca, indetto dalla FLC CGIL. La
    Rete Nazionale dei Precari della Scuola ha deciso di aderire e
    partecipare alla manifestazione statica che si è tenuta a P.za S.S.
    Apostoli e, alcuni di noi, al corteo organizzato dagli studenti
    universitari. All´uscita della città universitaria il corteo è stato
    bloccato da un imponente schieramento di poliziotti in assetto
    antisommossa, mentre alcuni studenti trattavano con agenti dei
    carabinieri per tentare di proseguire è partita, improvvisamente, una
    carica violentissima che ci ha ricacciati all´interno della città
    universitaria, alcuni ragazzi sono rimasti feriti, per fortuna non
    gravemente. Nessun tentativo di uscire dalla città universitaria è
    valso perché la celere, nel frattempo, aveva bloccato tutte le uscite.
    La Rete Nazionale dei Precari della Scuola esprime piena solidarietà
    agli studenti caricati dalle forze di polizia mentre esercitavano il
    loro diritto costituzionale a manifestare. Dato che le cariche sono
    state giustificate dal protocollo sulle manifestazioni definito dal
    sindaco di Roma e sottoscritto dalle principali confederazioni
    sindacali, che limita gli spazi ed i modi attraverso i quali poter
    esercitare il diritto a manifestare, è indispensabile un immediato
    chiarimento. Chiediamo, quindi, alla CGIL di prendere una posizione
    netta e di ritirare la firma dal protocollo.
    RETE NAZIONALE PRECARI DELLA SCUOLA

  2. Daniela dice

    Certo le parole di Brunetta lasciano a bocca aperta. Rileggendo l’articolo di Collina, quello che più mi sconcerta sono le parole dell’Associazione funzionari di Polizia e cito testualmente “I politici moderino i termini altrimenti si corrono gravi rischi”. Il messaggio, naturalmente rivolto a Brunetta, dovrebbe allarmare almeno i suoi compagni di partito: non possiamo permetterci, oltre a Berlusconi, anche un Ministro che non riflette sulle conseguenze delle sue parole, ma non solo, rincara la dose.
    Questo modo insolente, ruvido, ignorante, da curva da stadio di gestire il “fare politica” non potrà che farci tanto male.

  3. Redazione dice

    Dal sito del Partito democratico

    Brunetta si levi l’elmetto
    Il ministro della PA definisce gli studenti dell’Onda “guerriglieri”. Franceschini: “Brunetta si morda la lingua e chieda scusa”.

    “Gli studenti dell’Onda sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Se è ancora vero che le parole sono importanti, allora questa frase, pronunciata dal ministro della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, è come un macigno per qualsiasi paese democratico. Specialmente se si pensa che sono riferite a degli studenti. Cittadini che, come molti altri in questi mesi, hanno deciso di protestare contro una riforma che rifiutano e contro un disagio sociale che il governo non sembra intenzionato a risolve, ma che anzi favorisce.

    “Il ministro dell`Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta: il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere”. E’ quanto afferma il responsabile Educazione del Pd, Giuseppe Fioroni secondo il quale “additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva”.

    Sconcerto anche da parte della giovane deputata del PD Marianna Madia, “Alle proteste degli studenti che esprimono un disagio causato dalle condizioni della scuola e dell’università in Italia, – afferma la parlamentare – Brunetta risponde con una logica di guerra. Ma per uscire dalla crisi il nostro paese non ha bisogno del conflitto sociale ma del rilancio di un’economia di pace, fondata sulle politiche pubbliche per l’istruzione, la formazione e la ricerca. Brunetta si levi l’elmetto e con il governo dia risposte serie ai problemi del nostro sistema formativo. Inoltre appare scontato che con le sue parole il ministro non fa altro che alimentare le tensioni esistenti”.

    Il segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini ha commentato così l’accaduto: “Brunetta dovrebbe ricordarsi che e’ un ministro, dovrebbe mordersi la lingua prima di insultare gli studenti che manifestano pacificamente contro i tagli alla scuola. Dovrebbe chiedere esplicitamente scusa e provare a dare risposte alle loro richieste”

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