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Scuola, Pd: tagli sciagurati mortificano scuola pubblica

“I tagli al personale scolastico sono un chiaro attacco al diritto allo studio e alla qualità dell’offerta formativa pubblica”.
Così le deputate del Pd della commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia che aggiungono: “nonostante gli annunci, il governo ha confermato interamente i tagli previsti dalla manovra finanziaria, che prevedono un riduzione dell’organico scolastico di circa 42.000 unità (11.350 nella scuola superiore, 15.500 nella scuola media, 10.000 nella scuola primaria). Si tratta di misure che mortificano la scuola pubblica e che dimostrano il cinismo del Governo che mette in discussione la qualità della formazione dei giovani e ne pregiudica il futuro.
Inoltre – sottolineano – sono tagli privi di alcuna motivazione, se non quella meramente ragionieristica, visto che, escludendo le scuole superiori, le iscrizioni dimostrano un chiaro incremento degli alunni (+4.000 alle elementari e +10.500 alle medie).
Il governo – sottolineano – conferma le scelte sciagurate già prese la scorsa estate e già bocciate categoricamente dalle famiglie, dagli studenti e dagli insegnanti. Ci auguriamo un ripensamento e un atto di autonomia da parte del ministro Gelmini che finora sarà ricordato solamente per provvedimenti dagli effetti disastrosi sull’istruzione pubblica e sulla qualità dell’offerta formativa”.

Roma, 24 marzo 2009

3 Commenti

  1. La redazione dice

    Scuola, saltano 40 mila docenti

    Saranno più di 40 mila i tagli all’organico dei professori nelle scuole, sono previsti dalla circolare che sarà emanata presto dal Ministero dell’Istruzione. Quasi la metà dei docenti che non si ripresenteranno in classe l’anno prossimo è concentrato in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Sta tutto nelle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l’anno scolastico 20009-2010 che prevede 37 mila tagli nell’organico di diritto (docenti previsti per il numero delle classi nelle scuole) e altri cinquemila in quello di fatto (supplenti e insegnanti precari che entrano in classe spesso con nomina del preside): 42 mila posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una «uscita» in due fasi.

    In base al provvedimento – una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti – ci sarà una riduzione di diecimila insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie inferiori e altri 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche). Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell’anno scolastico in corso (circa 90.500 unità).

    Se da una parte i docenti diminuiscono, dall’altra aumento gli studenti: sono 4.120 alunni in più nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado (licei e istituti professionali) diminuiscono di 26.700i.

    Nel provvedimento (una ventina di pagine con tabelle) si sottolinea l’esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità «anche nell’ottica, ove possibile, dell’estensione del tempo pieno».

    A questo proposito «l’organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell’organico assegnato per l’anno scolastico 2009-2009» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per la lingua inglese e la religione cattolica, nonché dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l’offerta formativa della scuola» e dunque i maestri che «avanzano» possono essere utilizzati anche per una estensione del tempo pieno.

    Per quanto riguarda l’inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell’ambito della scuola interessata che a livello provinciale».

    La conferma dei tagli è venuta al termine di un incontro che si è svolto ieri a Viale Trastevere con i sindacati di categoria. Quasi immediata la reazione dei sindacati: «Con i tagli indiscriminati – dice Massimo di Menna della Uil scuola – si rischia di danneggiare la qualità dell’offerta formativa e il lavoro delle scuole. Vengono meno anche 15 mila posti di personale amministrativo una quota che al netto dei pensionamenti, si traduce in 28 mila precari che nel prossimo anno scolastico potrebbero non avere più un incarico nella scuola». «E’ un attacco al diritto allo studio – ribatte la Cisl – i tagli mettono in ginocchio la scuola e a rischio il posto di lavoro di tanti precari per i quali il Governo deve dare un’immediata risposta, prorogando tutte le supplenze annuali ed immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti disponibili».

    La Stampa, 25 marzo 2009

  2. La redazione dice

    Ecco i tagli ai docenti: 42mila in meno, il 40% al sud

    Puntuali come il Frecciarossa che ieri ha portato Berlusconi da Roma a Milano arrivano anche i tagli annunciati agli organici scolastici. La bozza del provvedimento (una ventina di pagine e alcune tabelle) circolata ieri prevede la conferma dei 42 mila posti in meno decisi in Finanziaria, e la loro distribuzione. Eccola: 10 mila insegnanti in meno nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori, nonché un taglio di 245 presidi per la riduzione delle autonomie scolastiche. Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell’anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado, mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti.
    Ma la cosa più significativa è la distribuzione dei tagli: il 40% si realizzerà in quattro regioni del sud, Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. Nel provvedimento (una ventina di pagine a cui sono allegate alcune tabelle) si sottolinea l’esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità «anche nell’ottica, ove possibile, dell’estensione del tempo pieno».
    A questo proposito «l’organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell’organico assegnato per l’anno scolastico 2009-2009» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l’insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l’offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l’inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell’ambito della scuola interessata che a livello provinciale».

    Il Manifesto, 25 marzo 2009

  3. La redazione dice

    Scuola, saltano 37 mila insegnanti

    Saranno circa 37 mila i tagli dei professori dell’organico di diritto previsti dalla circolare che sarà emanata presto dal Ministero dell’Istruzione. La conferma è venuta al termine di un incontro che si è svolto a Viale Trastevere con i sindacati di categoria. Fermo restando che si tratta di dati relativi all’anno scolastico 2009-2010, si deve considerare che sono in cantiere anche altri 5 mila tagli del cosiddetto «organico di fatto».

    DECIMATO IL SUD – Secondo i dati forniti ai sindacati, nella scuola elementare i tagli dei docenti riguarderebbero 10 mila posti, nelle medie oltre 15.500, nella scuola secondaria oltre 11.350. Sempre nella stessa riunione sono stati forniti i dati delle previsioni degli alunni: nella scuola primaria è previsto un aumento di 4 mila unità, nella secondaria di primo grado ci saranno 10.500 studenti in più, mentre nella secondaria di secondo grado continua la flessione demografica con un meno 26.700. Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell’anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). Il 40% dei tagli sull’organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria.

    INGLESE E TEMPO PIENO – Nel provvedimento (una ventina di pagine a cui sono allegate alcune tabelle) si sottolinea l’esigenza che le Regioni e gli enti locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità «anche nell’ottica, ove possibile, dell’estensione del tempo pieno». A questo proposito «l’organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell’organico assegnato per l’anno scolastico 2008-2009» precisando che «le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l’insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonchè dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l’offerta formativa della scuola» e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l’inglese potenziato, potrà essere autorizzato «compatibilmente con le disponibilità di organico» e «solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell’ambito della scuola interessata che a livello provinciale».

    Corriere della Sera, 25 marzo 2009

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