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Tagli alla scuola, a Modena mancheranno circa 350 insegnanti

L’allarme lanciato dal Partito democratico che promuove una campagna di mobilitazione in tutta la provincia. “Impossibile soddisfare le richieste del tempo scuola delle famiglie”

Saranno circa 231 i docenti in meno in provincia di Modena, quando, oltre a quelli già presenti, ne servirebbero almeno altri 125. Questo l’allarme lanciato dal Partito democratico di Modena che sarà impegnato a partire da oggi, venerdì 3 aprile, in una lunga campagna di mobilitazione in difesa della scuola, del diritto allo studio e del lavoro degli insegnanti. In Emilia Romagna i tagli all’organico di diritto saranno di 1359 unità, con un successivo taglio all’organico di fatto stimabile in 200 docenti. Questo a fronte di una crescita di 6291 alunni, numero destinato a salire visto il trend che da un decennio vede incrementi tra i 7 e i 10 mila ragazzi. Secondo i dati raccolti nelle scuole modenesi si stima un aumento di circa 1500 alunni, così suddivisi: 400 nuovi iscritti alle scuole elementari, 400 nuovi iscritti alle scuole medie e circa 700 alle scuole superiori. Solo nella scuola superiore si stimano 28 classi in più. Nella scuola dell’infanzia si richiedono invece 6 nuove sezioni, per le quali sarebbero necessari 12 docenti. Modena ha anche ‘bocciato’ il maestro unico proposto dal ministro Gelmini, scelto in tutta la provincia da solo 57 famiglie. Il tempo pieno è stato invece richiesto per ben 4.327 alunni, circa il 70 per cento delle domande. “I dati forniti – spiegano Mariangela Bastico, responsabile nazionale scuola del Pd, e Manuela Ghizzoni, capogruppo in commissione alla Camera – sono il frutto di proiezioni fatte in base ai dati regionali, perché ancora oggi dagli uffici scolastici regionali e provinciali non vengono resi pubblici i numeri ufficiali delle iscrizioni e delle classi, probabilmente per imposizione del ministro che ha scelto la strategia del ‘silenziatore’ sui problemi reali privilegiando gli spot pubblicitari. I tagli imposti dal governo alla scuola sono devastanti – proseguono le parlamentari – senza dimenticare che comporteranno la perdita del lavoro per centinaia di persone. La nostra regione – precisano – ha già razionalizzato la spesa al massimo possibile, come indicano i dati del ministero, non è in grado di assorbire ulteriori tagli a meno che il governo non voglia pregiudicare la qualità dell’offerta formativa. In questo modo – aggiungono – sarà impossibile soddisfare le richieste del tempo scuola delle famiglie”. Le due parlamentari del Pd accusano il governo di non aver chiesto alcun tavolo di confronto con le Regioni: “Non solo, tagliano 42 mila docenti in Italia senza ascoltare o fornire i dati agli Enti, come Provincie e Comuni, che dovranno poi garantire un servizio scuola ai cittadini. Ci chiediamo se questo sia il Federalismo che gli italiani avevano in mente. In questo modo – concludono – mettono a rischio l’eccellenza raggiunta dalla scuola modenese, ecco perché chiediamo a tutti coloro che hanno a cuore il diritto allo studio di partecipare alla nostra campagna di mobilitazione e firmare la petizione promossa dal Pd”.

[email protected], 3 aprile 2009

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