economia, partito democratico

“Ambiente Futuro. Scuola politica del PD”

In queste ore si sta concludendo ad Amalfi la Scuola Nazionale Ambiente Futuro del PD, organizzata dall’Area Formazione e Studi, Settore Formazione, in collaborazione con Area Ambiente, Ecologisti Democratici e Giovani Democratici. L’Ambiente come argine alla crisi economica ne stato è il filo conduttore.
Restituire all’Italia un futuro: la rivoluzione democratica vuole ripartire da Amalfi. Dalla tutela del nostro impareggiabile territorio, dal rispetto e la valorizzazione del nostro passato, dalla promozione di uno sviluppo sostenibile e al servizio dell’umanità. Tanti traguardi di un nuovo umanesimo riassunti in due sole parole: Ambiente e Futuro.
Mai come oggi le sorti delle nostre società sono legate alla capacità di formulare un nuovo
equilibrio tra natura e cultura. Dopo decenni di sviluppo indiscriminato che hanno ridotto
drasticamente le risorse e moltiplicato le ineguaglianze; dopo anni di deregulation e di speculazione che hanno generalizzato sprechi, irrazionalità e una delle crisi più acute della storia recente è il momento di proporre un nuovo governo del mondo. A partire dalla ricchezza delle differenze, dalla varietà irriducibile dei territori, dal rispetto delle persone, dell’ambiente naturale e sociale in cui si realizza la nostra vita civile.
La Scuola di formazione di Amalfi nasce da qui. Dall’analisi della crisi per elaborare soluzioni
condivise, diffondere le buone pratiche dello sviluppo locale tra amministratori e dirigenti, soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali. In modo tale che il Partito Democratico diventi esempio di buon governo e il centro di una rete dell’eccellenza nazionale.

Per leggere i sommari degli interventi e i commenti, clicca qui

1 Commento

  1. Redazione dice

    Una rivoluzione verde
    Possiamo farla. E’ compito del Pd, anche all’opposizione, esserne i protagonisti,perchè il rinnovamento non lo si aspetta. Le 4 proposte dei democratici.

    Dario Franceschini ha concluso la scuola di formazione sull’ambiente del PD con un lungo discorso a braccio.

    Ne pubblichiamo ampi stralci.

    La formazione è il modo migliore e più serio di fare politica. Ascoltandovi e guardando a voi, alla vostra generazione, sento un po’ di invidia, perché noi da ragazzi eravamo in un mondo immobile, diviso in blocchi, forse più stabile, ma sostanzialmente bloccato. Guardavamo ai nostri padri, che avevano avuto mille difficoltà più di noi e però, pensavamo, hanno avuto l’occasione di essere chiamati a grandi cambiamenti…

    Voi siete una generazione nata e cresciuta dopo la caduta del muro di Berlino, in cui sono caduti molti punti di riferimento ed è iniziata una storia nuova. Voi vi scoprite sulla rete, siete cittadini del mondo, e siete la generazione della globalizzazione, stagione in cui sta cambiando tutto, nascono nuovi punti di riferimento e ne cadono altri, tra aspetti negativi e grandi opportunità di cambiamento, come essere in mare aperto, con grandi rischi ma con la possibilità di decidere la rotta.

    La grande sfida della politica è guidare le trasformazioni del nostro tempo, e la bellezza è esattamente questa: accettare le sfide, anche le più difficili, e provare a vincere… Siamo in un momento in cui è tornata ciò che dopo gli anni ’90 sembrava essere venuto meno, ciò che la crisi e la globalizzazione ha fatto riemergere in modo inequivocabile… c’è una linea che attraversa le opinioni pubbliche di tutto il mondo, da una parte chi pensa che la globalizzazione sia destinata ad essere regolata dal mercato, e chi invece pensa che la globalizzazione debba essere controllatra dalle regole con gli anticorpi della politica e dei valori, introdotti dei limiti, e soprattutto che una società civile non può essere regolata daòlle regole del mercato, ma servono regole aggiuntivi.

    Questa opportunità noi dobbiamo coglierla, e liberarci della timidezza delle culture riformiste, rassegnate a gestire temi posti dalla Destra preoccupoandosi di presentarli in modi migliori, con forse più tutele e giustizia sociale.

    Ma che capacità può avere un modello corretto rispetto alla forza dirompente di un modello alternativo. La crisi ha fatto esplodere questa differenza e venire meno la preminenza del modello DX, soprattutto dell’america di Bush… oggi quella visione è venuta meno, dopo 20 anni di evoluzione dagli anni ’80.

    Con la presidenza di Obama, ha vinto con un modello totalmente alternativo, una gerarchia di valori rovesciata rispetto alla dottrina Neocon degli ultimi 8 anni. Multilateralismo, temi sociali, ambientali, mentre altri pensavano la competizione di mercato avrebbe

    Obama ha vinto mettendo in campo una gerarchia di valori rovesciata, ciò che si aspettano le opinioni pubbliche occidentali… dobbiamo fare vedere le differenze. E’ l’opportunità per noi di fare un partito in un tempo nuovo, in un periodo in cui si può ridiscutere tutto… dobbiamo avere il coraggio di mettere in discussione anche i capisaldi delle nostre culture politiche, cogliendo le opportunità che la crisi ci offre e offre al mondo della politica… decidere quale modello sociale si vuole costruire, capire quali sono i punti di riferimento rispetto ai quali adottare scelte di breve lungo periodo…

    I problemi globali possono essere affrontati solo con risposte globali, terrorismo, imigrazione ambiente, terrorismo… non sono sufficienti risposte nazionali, a meno di non condannarsi all’inefficienza totale di queste misure… questo vuol dire che i vecchi strumenti non funzionano più, ad esempio il G8, un’istituzione che fa riferimento ad un mondo in via di superamento, laddove il G20 è la minima dimensione possibile per discutere dei problemi globali. L’ultimo G20 ha dimostrato che i governi hanno già questa consapevolezza…

    Ho visto un certo nervosismo del Presidente del Consiglio, ma io ho l’impressione che gli altri vadano al G20 per decidere, lui per divertirsi, quasi fosse in gita scolastica. Gli altri sentono il peso della responsabilità di scelte che hanno effetti a livello globale, mentre lui fa come in gita scolastica. Ieri ha minacciato di prendere misure dure, ma perché sa che il suo ciclo politico sta inesorabilmente finendo. E’ il nervosismo tipico di chi capisce che dopo tanti anni nessuno ha più paura delle sue minacce.

    Temi gloabali richiedono rispose globali, ma anche in queso caso bisogna fare un passo in più. Non bastano gli incontri dei governi, decisioni devono essere accompagnate da riflessioni politiche globali e comuni.

    Forze politiche simili facciano nascere famiglei politiche con luoghi politici permanenti in cui parlare e discutere… siano esse forze di matrice socialista, il partito democratico americano, il partito democristiano cileno…

    In Cile ho visto leader mondiali usare tutti la stessa parola per definirsi, e cioè Progressisti. C’è la consapevolezza che bisogna riconoscersi e parlarsi da simili… il Pd per un certo punto di vista è più avanti, perché il mescolamento delle varie identità lo abbiamo già fatto… Certo c’è da lavorare ancora, ma la prospettiva in Italia, in Europa e nel mondo è che bisogna costruire un luogo di incontro di forze politiche affini.

    Stiamo per affrontare le elezioni europee, ma si parla poco di Europa. Dobbiamo rivendicare con forza la culture europeista del nostro partito, soprattutto dopo anni di euro scetticismo cavalcato dalla destra. Noi siamo europei, i giovani di oggi sono già europei… Perché quella è la dimensione dei nostri problemi e delle nostre opportunità, per le imprese, per le politiche, per il lavoro.. senza dimenticare che l’Europa ha salvato l’Italia.

    Europa come bandiera del partito democratico, ma non avrebbe senso avere solo un rappresentante europeo ai vertici internazionali? Difendiamo l’Europa e l’idea dell’allargamento, anche con il meccanismo delle velocità differenziate, ma andare avanti tutti insieme. Sappiamo il ruolo importantissimo che avrà il PE, che sarà il luogo in cui si decideròà il futuro dell’Italia ed Europa, per questo manderemo solo persone autorevoli che resteranno per tutta la legislatura a rispettare il loro mandato di parlamentari europei, perché devono farsi valere là, non nel loro paese.

    Per questo non ho accettato la sfida di Berlusconi, e per questo continueremo a scegliere la competenza e quella strada che manca da tempo nella politica italiana, la strada della serietà, non come ùberlusconi e purtroppo anche Di Pietro che si sono candidati.

    Ma la crisi da altre straordinarie opportunità, cioè spingere i singoli paesi a investire sulle loro peculiarità, per l’Italia la bellezza e la ricchezza del territorio, la ricchezza del nostro capitale umano, la capacità di costruire la qualità, per le imprese, per i nostri prodotti…

    La lotta contro i mutamenti climatici, investimenti sulla green economy sono fondamentali per tutto il mondo, ma per l’Italia significa investire sui nostri punti di forza, il turismo, lo sviluppo, le tecnologie, la cultura, il sistema di tutela sociale… investire sulla nostra vocazione, per essere vincente nell’economia globale.

    Noi pensiamo che l’Italia debba essere leader mondiale nella rivoluzione verde, ma siamo indietro e questo governo non fa nulla per recuperare la differenza… ed è chiaro che rispetto alla nostra vocazione abbiamo un drammatico ritardo. Anche perché il nostro paese già ha perso il treno dell’informatica negli anni ’80, anche se allora eravamo all’avanguardia…

    Oggi nel mondo l’economa verde può essere ciò che l’informatica è stata per gli anni ’80… Servono scelte strategiche, investire nella ricerca, finalizzare su questo il sistema formativo, serve aiutare le imprese, in tutto il Paese, e capire che proprio il Sud può essere elemento trainante per lo sviluppo di tutto il Paeese…

    Ad esempio è giusto aiutare il settore automobilistico, ma è il momento di puntare sul ferro, non sulla gomma… scelte strategiche di questo tipo influenzano la quantità della nostra vita, che pesano sulla quotidianità di tutti noi. Scelte strategiche che hanno bisogno di tempo, ma anche scelte immediate, su cui noi puntiamo e dovremmo forse impegnarci di più, come un grande piano di riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici, investendo sul risparmio energetico, investimenti sul trasporto pubblico, sui treni dei pendolari, non solo alta velocità, dire con chiarezza no al nucleare ma si ad un grande investimento sulle energie rinnovabili, raddoppiandone in 10 anni la quantità prodotta, aiutando la nascita di industrie nazionali del settore, riqualificazione energetica degli edifici privati e lotta all’abusivismo, altro che piano casa di questo governo.

    Dobbiamo guidare una grande rivoluzione verde, è il compito del Pd, e possiamo farlo anche all’opposizione, perché siamo presenti nelle regioni, negli enti locali, e dobbiamo per questo essere coerenti sia come partito che nelle scelte di vita individuale di ognuno di noi.

    Noi progressisti sappiamo che nella crisi i dirigenti, chi ha responsabilità di governo, deve occuparsi di chi non ce la fa. Non abbiamo paura di dire che ci sono i poveri, gli sfruttati, i deboli, perché ci sono, e per questo abbiamo proposto l’assegno mensile di disoccupazione e non ha alcuna altra forma di protezione. Gennaio e Febbraio 370 mila persone hanno perso il lavoro, e non han no protezioni e sono costretti a chiedere prestiti, ad andare in debito, e lo stesso vale per moltissime imprese… E poi ci sono i poveri, moltissimi italiani, famiglie, persone che hanno perso il lavoro e sono moltissimi… non ci deve essere differenza tra Destra e Sinistra di fronte a questa emergenza sociale… la crisi ci chiam a dare risposte a questa crisi.

    Dalla crisi può uscire un’Italia disgregata, oppure un’Italia più unita, più solidale, più aperta e che reagisce indignata di fronte alla povertà, che riscopre un patto tra generazioni, che recuperi il senso di essere una comunità nazionale…

    Il nostro compito adesso è fare opposizione, ma noi dobbiamo anche costruire il partito e dobbiamo farlo partendo dalla convinzione che se portiamo il confronto politico sulla tutela degli interessi perdiamo e che se lo spostiamo sui valori vinciamo.

    Dobbiamo sceglierà la strada della verità e della serietà, investire sul partito e sulla qualità dei nostri militanti e dirigenti… sappiamo che serve tempo e sudore, dobbiamo pretendere che torni il rigore morale nella scelta dei dirigenti, che torni la preparazione di chi si candida, per questo continueremo ad investire sulla formazione politica. Per questo siamo venuti qui in Campania dove il centro sinistra a sbagliato a parlare di ambiente e rifiuti…

    Vi ho visto e osservato, apprezzato la vostra voglia di studiare, di essere preparati. Noi non faremo dei provini per individuare i più telegenici… da noi emergeranno quelli che hanno studiato e lavorato di più, e vi chiedo tornate a casa, organizzate corsi sui temi che abbiamo affrontato, costruite e aprite i circoli, come una cosa nuova, diversa dai nostri partiti di provenienza, fate in modo ceh le discussioni siano su ciò che volete fare per il domani, mai costruite intorno a cognomi dei leader nazionali.

    Il rinnovamento vero non si sta ad aspettarlo, lo si fa mandando via chi merita essere mandato via… abbiamo ma soprattutto avete davanti mesi e anni di sfide affascinanti, spazzate via debolezze e ipocrisie… facciamo tornare nella politica italiana la speranza e la consapevolezza di poter vincere, di potere battere questa Destra…

    Il Pd è nato per cambiare tutto e noi insieme cambieremo tutto!!

I commenti sono chiusi.