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«Troppa furbizia, Sig. Ministro!», di Manuela Ghizzoni

Colpisce la pervicacia con la quale il Ministro dell’istruzione mostra di non capire quali sono le reali condizioni della nostra scuola, posta tra il profondo disagio vissuto da molti insegnanti (e non solo i precari rimasti senza lavoro), la mancata risposte alle aspettative dei genitori, la precarietà che molti istituti devono gestire dall’assistenza ai ragazzi disabili all’assenza di risorse per le supplenze e il quotidiano funzionamento.
Tant’è, nell’ultimo anno le parole del Ministro (e dell’Esecutivo in generale) verso la scuola sono state di disistima, ostilità, negazione di quanto si è cercato di fare in tutti questi anni, in condizioni spesso difficili. E meno male che la scuola “vera”, quella che apre in questi giorni ed è costituita da 42.000 istituti che rappresentano una grande risorsa per la nostra società e per i nostri ragazzi, continuerà a funzionare “nonostante” i cambiamenti frettolosi, non discussi, imposti da un Governo che non sa esprimere un gesto di fiducia nei confronti degli insegnanti e della loro funzione. Cambiamenti prescritti con ripetuti decreti-legge e voti di fiducia, senza confronto alcuno con la scuola, la società civile e le forze di opposizione.
Prendiamo come esempio la scuola primaria, punto di forza del nostro sistema educativo, come attestato dai risultati internazionali e dal consenso dei genitori.
Perché il ministro ha sbandierato l’andamento delle iscrizioni e delle scelte dei genitori come prova della bontà delle decisioni prese dal governo? Vale la pena ricordare alcuni dati.
L’unico modello educativo prefigurato dal cosiddetto decreto legge sul maestro unico (il D.L. 137/08 convertito in legge 169/08), è la settimana di 24 ore, con un solo insegnante. Gli altri modelli (27, 30, 40 ore) nel decreto non sono nemmeno citati, ma hanno ugualmente subito un colpo gravissimo alla qualità della propria offerta formativa per l’abolizione delle compresenze e l’imposizione di un “maestro prevalente”, inserite di soppiatto solo successivamente in regolamenti e circolari attrattive.
In questi stessi atti amministrativi, il ministro ha definito che avrebbe assicurato alle scuole gli insegnanti per sole 27 ore, a prescindere dalle effettive richieste delle famiglie, sbandierate nel decreto 137 come criterio per l’attribuzione degli organici alle scuole. Le famiglie hanno espresso le proprie opzioni sul modello educativo ma il Ministero si è ben guardato dal soddisfarne le istanze.
La richiesta di tempo pieno da parte delle famiglie è risultata in aumento. E’ tutto da verificare che sia stata, anche se solo parzialmente, soddisfatta come annunciano gli spot ministeriali. Ciò perché le classi funzionanti a 40 ore settimanali, come classificano i tabulati regionali sull’organico di diritto, non necessariamente sono quelle a tempo pieno con la mensa, seppur impoverite dalla eliminazione delle compresenze. Ricordiamoci che i TEAM composti da 28 a 39 ore, che ora non esistono, più raggiungevano negli scorsi anni percentuali molto alte del’70% a livello nazionale del 87% nel sud e nelle isole. Quante classi con 40 ore settimanali di lezione accorpate alla meglio, e specie nel Sud frequentate con il “panino”, vengono ora spacciate per tempo pieno? Anche per il modello delle 30 ore, accompagnato da rientri pomeridiani, servizi di mensa, interscuola (tutte esigenze non contemplate dai regolamenti del MIUR) si è verificato un incremento sensibile di domanda.
L’opzione a 24 ore è stata scelta solo dal 3% dei genitori!
La vera verifica la faremo fra qualche giorno scuola per scuola sull’organico di fatto!
Abbia quindi l’onestà di riconoscere, la Gelmini, che il modello imposto alla scuola elementare italiana è stato respinto dal 97% dei genitori, che – tra l’altro – ora non trovano in classe quanto era stato promesso.
Che dire, poi, dell’insegnante-unico! Studiato su misura per una scuola anni ’50, con 24 ore al mattino tutto-compreso, non è compatibile con modelli più estesi, anche solo di 27 e 30 ore, perché occorre comunque sempre completare un team di docenti per far funzionare una classe, cercando di evitare la girandola di insegnanti. Era il team docente che assicurava unitarietà, condivisione, pari responsabilità dei docenti. Il teorema del “maestro-unico” non regge nemmeno di fronte a due modelli organizzativi di successo (i due insegnanti per la classe a tempo pieno, i due insegnanti in ogni sezione di scuola dell’infanzia), che i genitori chiedono con insistenza e che mal si conciliano con l’enfasi sulla “unica” figura di riferimento. Ciò che va bene nel tempo pieno e nella scuola dell’infanzia, perché improvvisamente non è ammesso nella scuola delle 27-30 ore? Lo stesso recente “Atto di indirizzo” lo dice chiaramente, riconoscendo alle scuole la necessaria autonomia organizzativa anche nelle forme di impiego dei docenti (art. 5 del Dpr 275/99), che devono essere coerenti con la pluralità di modelli orari possibili.
Caro Ministro, sia coerente con se stessa: nell’atto di indirizzo da lei firmato, lei scrive che non esiste “una verità pedagogica obbligatoria”! Ne prenda atto, smetta di seguire i consigli di cattivi “opinionisti”, e consenta alle scuole di poter realizzare una scuola migliore, ripensi a fondo alle sue scelte, modifichi i provvedimenti, metta a disposizione le necessarie risorse, dia un segnale forte di amicizia alla scuola ed ai suoi insegnanti.
da retescuole.net

3 Commenti

  1. Giovanna dice

    Lei ha ragione Ghizzoni: non può più essere che il Ministro dell’Istruzione sia “contro” e non “per”. Che segnala arriva ai ragazzi ai genitori e agli insegnanti? Cosa possono mai imparare i nostri ragazzi da questo continuo urlare a sfavore del Ministro Gelmini? Qui ci vuole un vero patto di amicizia, come lei si augura, altrimenti una generazione di asini e di anestetizzati sarà “il futuro” del nostro paese

  2. SCUOLA: SCRIMA (CISL), UFFICIO STAMPA MIUR MISTIFICA DATI
    (AGI) – Roma, 12 set. – “Non contento di avere smentito, qualche giorno fa, i dati che la stessa Amministrazione aveva fornito sulla consistenza dei precari non riconfermati, l’Ufficio Stampa del MIUR ha nuovamente dato sfogo alla sua fervida fantasia lanciandosi in una estrosa lettura dei dati relativi alla scelta dei modelli orari da parte delle famiglie degli alunni iscritti alla scuola primaria”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl-scuola, Francesco Scrima, in una nota diretta contro l’ufficio che si occupa della comunicazione del ministero della Pubblica Istruzione. “Ad essere manipolati, per la verita’, questa volta non sono soli i numeri, ma anche alcune disposizioni che appaiono inventate di sana pianta – osserva il sindacalista -. Ma procediamo con ordine. Dire che il 70% delle famiglie ha scelto il maestro unico, solo perche’ non ha chiesto il tempo pieno a 40 ore, sarebbe ridicolo se non si trattasse di una vergognosa mistificazione. Solo chi non ha la minima conoscenza di come abbia fino ad oggi funzionato la scuola primaria puo’ lasciarsi andare ad una simile affermazione, che in modo evidente travisa la realta’ dei fatti e le intenzioni espresse dai genitori, dai quali il modello a 24 ore con docente unico (cosi’ infatti era proposto nella CM sulle iscrizioni) e’ stato scartato quasi all’unanimita’. Quanto al fatto che il docente unico/prevalente sia quello necessariamente operante su tutte le tipologie orarie – prosegue Scrima – si fa davvero fatica a ritrovare tale prescrizione sia nel Regolamento sul primo ciclo, sia – da ultimo – nell’Atto di Indirizzo in questi giorni inviato alle scuole per la prima attuazione del Regolamento di cui sopra. E’ viceversa piu’ e piu’ volte ribadita la piena titolarita’ delle istituzioni scolastiche, nell’esercizio delle prerogative loro riconosciute in materia di autonomia organizzativa e didattica, a decidere sull’utilizzo delle risorse di organico loro assegnate e quindi a definire le modalita’ con cui si organizza, in ciascuna classe, l’intervento dei docenti in essa co-operanti”. Secondo il sindacalista, “un Ufficio Stampa ha, per definizione, il compito di scrivere e di informare: quello del MIUR avrebbe invece molto bisogno, stando alle sue ultime performance, di leggere e di informarsi bene su quello che produce il Dicastero di cui e’ portavoce. Se anche poi interpretasse il suo compito solo come produttore di spot, dovrebbe guardarsi dal cadere nel rischio della pubblicita’ ingannevole. Il suo ruolo a servizio di una Istituzione non lo consente, ne’ lo consente una politica che voglia essere seria e credibile”. (AGI)

  3. QUANTE MENZOGNE SULLA SCUOLA
    Ascoltiamo esterrefatti l’ennesima “verità” del ministro Gelmini sugli effetti della “riforma” scolastica: 50.000 posti di tempo pieno in più, scelto dal 30% della famiglie italiane, maestro prevalente di riferimento scelto dal 70% della famiglie.
    E così, stravolgendo completamente la realtà delle cose, il Ministro si autopromuove con un bel 10 e lode.
    Cosa accade in realtà: tutte le scuole subiscono tagli di organico e devono farvi fronte ricorrendo al famigerato “spezzatino” o riducendo il tempo scuola, il tempo pieno viene completamente saccheggiato delle sue risorse. A Cesena la situazione più critica è quella del II circolo, 2 posti comuni , 1 di lingua inglese, 2 di sostegno in meno. Tutti i plessi del circolo fanno fronte alla riduzione di organico con vari spezzoni orari, nessuna risorsa per le emergenze supplenze per le quali, come è noto, le scuole non hanno ricevuto finanziamenti.
    Alla scuola D. Alighieri tutte 5 le classi di tempo pieno vengono depredate per coprire, con gli stessi insegnanti, altre classi rimaste senza docenti: le classi prima e seconda a tempo pieno non avranno 2 docenti , ma 1 e un po’ che andranno a completare il loro orario in seconda o terza o quarta o quinta, al tempo stesso riceveranno da altre classi vari spezzoni orari. Crediamo che bimbi che trascorrono a scuola 40 ore settimanali meritino ben altro: la possibilità di svolgere attività in piccolo gruppo, uscite didattiche, informatica, che abbiano in sintesi la possibilità di differire il tempo scolastico, per loro rimane solo il tempo del banco.
    Nelle scuole del V circolo le classi prime usciranno nei pomeriggi un’ora prima dei compagni delle altre classi, altre scuole del distretto cesenate ridurranno di un pomeriggio o tenteranno di fare solo orario antimeridiano per far fronte anche al taglio del personale ausiliario. Copertura a spezzatino in tutti i circoli, nessuna classe di tempo pieno in più e infine, mentre la Gelmini dichiara “più inglese”, tagli anche agli insegnanti specialisti di L2, buttando all’aria anni di formazione specifica e garanzia di qualità di insegnamento.
    Quanto poi alla seconda affermazione del Ministro, “il 70% delle famiglie ha scelto il maestro unico di riferimento”, come se questo fosse il modello da lei voluto, dobbiamo ricordare/le che la sua scuola è quella del maestro unico a 24 ore settimanali e che le famiglie in blocco l’hanno respinta, che il maestro unico di riferimento compare solo nelle uscite giornalistiche successive alla massiccia mobilitazione nel paese contro il suo modello scolastico, che le risorse di organico assegnate sono del tutto insufficienti tanto da dover ricorrere a tutte le forme di ingegneria scolastica per garantire il servizio scolastico.
    Questa la scuola dell’era Gelmini, una scuola senza identità, snaturata dai tagli sul modello organizzativo che l’hanno resa di qualità.

    Comitato “Art 3, per una scuola di tutti e di ciascuno”

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