partito democratico

“Sarò un bravo laico” intervista a Dario Franceschini di Marco Damilano

“Ovunque vada, l’applauso più forte lo ricevo quando parlo di laicità” spiega quasi stupito Dario Franceschini. Per forza, viene da rispondergli: per elettori stressati da mesi di interviste di Paola Binetti e non meglio precisate “posizioni prevalenti” è come il pane agli affamati. Il segretario uscente in corsa per le primarie, cattolico democratico, fa un passo in avanti: “Sul testamento biologico il Pd discuterà e deciderà: la posizione sarà una”. Si fa coraggio e prova a dire la sua su pillola Ru486, ora di religione, gay e coppie di fatto.

Il popolo del Pd chiede più laicità ai dirigenti del partito: c’è carenza della materia?

“Abbiamo fatto la scelta di un grande partito con la consapevolezza che non sarebbe stato identitario, nascendo dall’incontro tra filoni culturali diversi. Un tempo ci saremmo divisi su altre questioni, oggi sono i temi eticamente sensibili ad appassionare. Pochi anni fa nessuno avrebbe saputo fare distinzione tra accanimento terapeutico, eutanasia, alimentazione forzata, oggi sono questioni di dibattito politico. E in futuro saremo sempre più costretti a confrontarci con queste scelte”.

Il Pd su questi temi sembra diviso tra due strade: la spaccatura o il silenzio.

“Non è così. La tentazione di tutti, non solo nel Pd, è di sedersi sulla propria verità e di sbatterla in faccia agli altri. È un errore tragico: la nostra sfida è abbattere quel muro, sarebbe un contributo positivo che il Pd darebbe alla società italiana. Sulla cura delle malattie, la fine della vita, la libertà di ricerca, la libertà individuale i laici e i cattolici condividono le stesse speranze e le stesse paure. E noi dobbiamo muoverci secondo il rispetto della laicità dello Stato, previsto dalla Costituzione, accompagnato dal principio per cui nessun valore religioso può diventare automaticamente norma dello Stato, tanto più in una società ormai multireligiosa come la nostra. Il miglior baluardo della laicità è un partito come il nostro che fa la sintesi”.

La può fare lei, cattolico, sottoposto anche come politico alle pressioni della Chiesa?

“Per i credenti a quei principi va aggiunto un altro: l’autonomia delle scelte politiche. La Chiesa ha diritto di intervenire, non si può applaudirla quando parla di pace o di immigrazione e negarle la parola quando dice cose scomode sui temi etici. Ma la Chiesa non può dire a un parlamentare come deve votare: è una scelta che appartiene all’autonomia del politico. Su questo punto rivendico una coerenza: la raccolta di firme tra i deputati cattolici dell’Ulivo sulla legge sui Dico è stata considerata da molti l’atto di nascita del Pd”.

Caliamo i principi in terra. Sul biotestamento al Senato avete inventato la cosiddetta posizione prevalente per far convivere tutte le anime, alla Camera che farete?

“Discuteremo e decideremo. Fino a poco tempo fa su questi temi c’era solo la libertà di coscienza, in pratica significava che ognuno votava come voleva. La posizione prevalente è stata il superamento di quella linea. Ora i tempi sono maturi per un passo ulteriore: il Pd deve discutere, poi però deve decidere. La posizione del partito è una. Poi si rispetterà chi, in coscienza, laico o cattolico che sia, non si sentirà di condividerla”.

Sul punto chiave, il divieto di sospendere alimentazione e idratazione per il malato, il Pd come voterà?

“Sul caso di Eluana Englaro la cosa più bella l’ha detta il filosofo cattolico Giovanni Reale. La distinzione è tra farsi morire e lasciarsi morire. La prima è eutanasia, la seconda è la cosa più naturale nel senso comune, chiedere di essere portati a casa quando si è vicini alla fine. E in questo caso la scelta della sospensione delle cure non può che essere del diretto interessato o, in caso di sua impossibilità, di chi l’ha amato, i suoi parenti d’accordo con il medico. Non si può imporre con la forza alimentazione e idratazione come norme di legge. Lo Stato deve fermarsi fuori dalla camera di quella persona”.

La deputata Paola Binetti la pensa in modo diverso: si mette fuori dal partito?

“Non è un modo di discutere. Rispetto chi non la pensa come me e chi ha una posizione diversa dal partito. Non si può dire ?fuori? a chi ha un’altra idea”.

Ma Francesco Rutelli e altri parlamentari che pure appoggiano la sua candidatura sono lontani da queste posizioni. Non è una contraddizione?

“Il Pd vive e ha motivo di esistere proprio perché al suo interno convivono diverse sensibilità. E se qualcuno mi sostiene nella corsa alla segreteria lo fa per la complessità delle proposte che avanzo, non solo su temi etici ma sulle alleanze, sull’idea di partito. Altrimenti cadiamo nello schema di fare un congresso solo sulla questione della laicità, sarebbe assurdo”.

Ignazio Marino, il terzo candidato, ne ha fatto una bandiera, con buoni risultati…

“È un errore caratterizzarsi sulla vita e sulla morte come strumenti di battaglia congressuale. Significa rialzare quel muro che tutti dovremmo abbattere”.

Nell’Inghilterra del Labour depenalizzano il suicidio assistito, in Spagna c’è la legge sull’aborto a 16 anni voluta dai socialisti, Obama dà il via libera alla ricerca sulle cellule staminali embrionali. Non le sembra che in questo campo il Pd sia fuori linea nella sinistra progressista mondiale?

“Sono temi delicati e diversi tra loro. Ritengo, per esempio, che il suicidio assistito sia una forma di eutanasia cui opporsi senza esitazioni…”.

Molti elettori del Pd, però, sospirano: perché da noi non c’è Zapatero?

“Chi aderisce al Pd condivide la consapevolezza che questioni come queste non possono più essere confinate in un angolo dell’agenda politica e accetta il confronto. Di una cosa sono convinto: l’individualismo sfrenato è l’opposto del progressismo. In Italia l’incontro tra i cattolici democratici e la sinistra riformista è avvenuto sul terreno della solidarietà, è il patrimonio del sentire comune della base del Pd. È questo che ci distingue dai disvalori della destra”.Pillola abortiva Ru486, la destra chiede un’inchiesta del Parlamento: lei è favorevole o contrario? “C’è una legge sull’aborto che nessuno mette in discussione. Se c’è un modo meno invasivo per la donna di un intervento chirurgico perché opporsi? Bisogna certo evitare che essendo una pillola venga vissuta come un contraccettivo. Ma questo dipende dal modo di usarla”.L’ora di religione: gli insegnanti di religione vanno esclusi dagli scrutini come prevede la sentenza del Tar? O ha fatto bene il ministro Gelmini a presentare ricorso?”È una materia che attiene ai rapporti tra Stato e Chiesa regolati da un Concordato. E fino a che esiste l’ora di religione va valutata come una materia uguale alle altre. Perché estraniare un docente dalla valutazione complessiva di uno studente?”.

La deputata Pd Paola Concia ha denunciato l’assenza degli omosessuali nei dibattiti della festa del Pd. C’è spazio per la cultura gay nel Pd targato Franceschini?

“La lotta contro tutte le intolleranze è nel nostro Dna, ci mancherebbe altro che facessimo una discriminazione per genere o orientamento sessuale nel nostro partito”.

Coppie di fatto: riprenderete la battaglia?

“In termini di contenuti, sì. Il riconoscimento dei diritti dei conviventi a ereditare, ad avere la titolarità di contratti di affitto, di curare il proprio convivente, non indebolisce affatto la famiglia fondata sul matrimonio. Sull’opportunità politica ho qualche dubbio: in questo Parlamento la destra ha la maggioranza, potrebbe essere un boomerang. Si parte per allargare i diritti e si rischia di restringerli”.

La destra berlusconiana è ancora la capofila dei valori cattolici?

“La destra ha scelto spregiudicatamente di cavalcare i valori per qualche voto, salvo smentirli sul piano dei comportamenti personali e di dare una clavata in testa al direttore del quotidiano dei vescovi alla prima presa di distanza. È un altro inganno che sta per finire”.
L’Espresso 23.09.09

4 Commenti

  1. Carmen dice

    @ Manuela Ghizzoni, Deputata della Repubblica

    Non era mia intenzione essere aggressiva, però le garantisco che le mie intemperanze sono nulla rispetto a ciò che purtroppo noi cattolici subiamo quotidianamente in rete. Evidentemente è vero che gli estremismi si alimentano tra loro, e quando il clima è avvelenato ne risentiamo tutti. Me ne scuso. Oltretutto, ad essere sincera, non mi ero accorta del fatto di stare parlando a una deputata, ma pensavo che questo fosse semplicemente uno dei tanti forum di discussione del PD.
    Comunque, per quanto riguarda ciò che lei dice sull’alternanza, il punto non è che io non la ammetta o che non la si voglia ammettere, e però l’alternanza è un’eventualità, non un fatto dovuto. Di certo non si ha alcuna nostalgia per il passato fascista e non vedo perché se ne dovrebbe avere. I partigiani che lei ricorda, mi permetta, direi che combatterono per la Patria, di qualunque colore essi fossero, ed è all’ideale della Patria che va assegnato il merito di aver ispirato la loro lotta. Chi combatté esclusivamente per altre motivazioni tradì il suo stesso impegno partigiano nel colpire altri partigiani, nonché civili inermi, come anche purtroppo accadde. E comunque non si può negare che nella dialettica degli schieramenti che si crearono fu poi la DC a garantire in modo solido la nostra posizione dalla parte delle democrazie occidentali.
    Per quanto riguarda il dialogo e il confronto, io non credo che il problema sia quello della difficoltà a confrontarsi sulla laicità, ma piuttosto sulla laicità come la si intende da parte di certo correntone “laicista”, che esclude di suo il confronto in quanto pretende di parlare a voce unica e secondo degli a priori, sostenendo posizioni preconfezionate alle quali gli altri dovrebbero semplicemente accodarsi. Questo non dispone affatto al dialogo. Un a priori è quello secondo cui, poste le opzioni A, B e C, l’opzione A è l’unica da considerarsi laica, mentre le altre sono clericali. Le chiedo, quando a una mia opinione non mi sento rispondere: “guarda che non sono d’accordo con te per questo, per quest’altro e per quell’altro motivo”, e invece mi sento rispondere: “la tua non è un’opinione laica, la tua è un’opinione clericale dovuta all’ingerenza del Vaticano”, a quel punto che fondamento di dialogo c’è più? Dove sta il dialogo? Dove può stare? Mi sembra che oramai si proceda sempre più verso uno stravolgimento delle posizioni in campo e verso una facile schematizzazione delle cose, in modo da poter motivare le proprie posizioni su delle pretese che a mio avviso non hanno assolutamente nulla di laico. Evidentemente non è solo a 22 anni che si ritiene di possedere la verità in tasca (riferimento all’intervento di Simona). Questo è l’esatto contrario di quella che dovrebbe essere la laicità, ed è l’esatto contrario di quello che dovrebbe essere il fondamento di un dialogo democratico. Io non sono di destra, sono di centro. E alle elezioni 2006 votai per il centro-sinistra. Era la prima volta che votavo, avevo 18 anni, e vedevo semplicemente che c’era un progetto di convergenza tra elettorato cattolico ed elettorato di sinistra (ciò su cui in seguito si sarebbe fondato il nascente PD, almeno a parole), la qual cosa non mi sembrava affatto strana, poiché già negli anni precedenti avevamo manifestato insieme contro la guerra. Allora si videro movimenti e associazioni cattoliche e partiti e associazioni di sinistra tutti insieme nelle piazze e nelle strade a manifestare con la bandiera della pace, e c’ero anch’io, coi miei genitori e gente della parrocchia. Ma dopo le elezioni del 2006 non mi ci è voluto molto per capire che stava andando tutto a rotoli, in quanto vedevo che si stava avviando una campagna anticlericale senza precedenti, in modo del tutto paradossale e a dispetto del fatto che ci fosse quel benedetto progetto di convergenza. Ma poi dico io, è mai possibile che non si sia fatto nient’altro in questi anni che fomentare tutti quelli che potevano essere i motivi di tensione tra i due elettorati, anziché valorizzare i temi comuni? Com’è che la si è buttata così tanto sui temi etici, e oltretutto nel modo peggiore che si potesse fare, mentre non si è fatto nulla o quasi per valorizzare i temi comuni, come ad esempio i temi sociali? Non dico che non si sarebbero dovuti trattare i temi etici, ma il punto è che c’è stato un vero e proprio accanimento e un arroccarsi su posizioni di autentico anticlericalismo del tutto fuori luogo. Alle volte mi viene da pensare a tutto questo come al risultato di un vero e proprio sabotaggio interno. Le conseguenze peggiori le si sono viste alla base, e già soltanto girando per internet se ne possono riscontrare migliaia di esempi eloquenti. Voi forse neanche ve ne rendete conto, ma la parte peggiore del vostro elettorato ha fatto fin troppo la voce grossa grazie al contesto di battaglia laicista degli ultimi anni, e si è visto di tutto: insulti al Papa e alla Chiesa, video di bestemmie, articoli blasfemi, siti su siti che puntano a denigrare, a calunniare, a sputacchiare e a deridere la Chiesa, la fede cristiana e le persone stesse dei credenti. Tutto questo nell’illusione che ciò rappresenti un prova di forza, quando in realtà non condurrà a nulla, perché come saggiamente si dice: “non è per le scarpe sporche che non si è ammessi nel salotto buono, ma per il fatto di prendere a calci la porta”. Il tono cambia di poco quando ci si ritrova a discutere nella vita reale. Allora se ne sentono di ogni genere, e il tormentone più in voga è: “La Chiesa deve farsi i fatti suoi!” Farsi i fatti suoi? E quali sarebbero i fatti suoi? Davvero si pensa che il Cristianesimo possa consistere nel “farsi i fatti propri”? Si tratta forse di starsene rintanati a pregare, escludendosi dalla vita civile, come se si fosse un corpo estraneo alla società? E da dove proviene in un contesto democratico questa pretesa secondo cui qualcuno dovrebbe “farsi i fatti suoi”? Ma poi è che in genere si parla con una tale incompetenza! Si fa confusione tra Cei e Vaticano, e quando parla il Cardinal Bagnasco mi sento dire che rappresenta “uno Stato straniero”, si cita la Costituzione a sproposito, per cui mi sento dire che “in uno Stato laico la Chiesa non dovrebbe intervenire sui temi etici”, e non è un caso che lo stesso Franceschini debba puntualizzare che non è qui la questione, per quanto poi lui stesso cada nell’errore, a mio avviso, di ritenere che il politico debba essere impermeabile alle istanze espresse dalla Chiesa. Ma tornando alla base elettorale, quello che un certo chiacchiericcio in giro mi sembra non cogliere è che se la Chiesa interviene sui temi etici lo fa nell’ambito di un dibattito pubblico, che non è “cosa dello Stato” ma della società, e a me sembra che non si abbia alcuna padronanza di un certo concetto che dovrebbe essere considerato ovvio in un sistema liberale e democratico, e parlo del concetto della separazione tra società e Stato, che sono due cose differenti. Lo Stato sarà anche laico secondo Costituzione (o meglio, indipendente dalla Chiesa, art. 7), ma la Costituzione italiana è Costituzione dello Stato, non della società, la quale è semplicemente ciò che è, e nessuna legge può stabilire cosa debba essere. E mi sembra che non si comprenda che i temi etici non attengono alla politica in senso stretto, e che di certo non vanno intesi come una prerogativa esclusiva della politica per il semplice fatto che la politica se ne occupi. Non sono una “cosa della politica”, ma appartengono al dibattito pubblico ancor prima che alla politica, e dunque alla società, e riguardano la società nel suo assetto morale, cosa verso la quale a nessuno si può chiedere indifferenza e silenzio. Del resto, se non ci si può pronunciare sui temi etici, in cosa dovrebbe consistere la libertà d’espressione? Nel parlare delle previsioni del tempo? Che dialogo c’è quando vedo utilizzare la Costituzione come una clava contro il diritto alla libera espressione, cosa che in realtà tradisce lo spirito stesso della Costituzione? Che dialogo c’è quando sento parlare con autentico senso di beffa? Quando sento parlare di “teocrazia”, quando vedo i Radicali col cartello “no vatican no taleban”, quando vedo che le parole del Papa vengono volutamente travisate per costruire accuse nei suoi confronti? Qui non c’è dialogo, qui c’è la riduzione dell’altro a una caricatura mostruosa e grottesca da prendere a sassate, e se io stessa sono caduta nel corrispettivo di questo genere di intemperanze è perché ho dovuto affilare le unghie. Come dicevo, gli estremismi si alimentano tra loro, ed è davvero un’amara considerazione, anche autocritica. Ma a me personalmente questo non impedisce di vedere poi le cose con una certa lucidità, a differenza di chi vive esclusivamente del clima di lotta in corso ed è in grado di fare soltanto discorsi da centro sociale o da adolescente che fa l’occupazione a scuola. Un vostro rischio è che vi rimangano solo questo genere di persone, ed è il rischio di una deriva culturale alla base. Rischiate di perdere i migliori, se ciò non sta già accadendo, e di rimanere con una base di elettori che con la stessa propensione allo sputacchiamento che ha preso piede in questi anni si rivolgerà contro voi stessi, se anche questo non sta già accadendo.
    Sta di fatto che la partita politica si gioca al centro, tra gli elettori moderati. Mi permetta di osservare che dalla sinistra di voi avete da conquistare solo un margine limitato di voti, di un 3-4%, ma poi è al centro che vi si aspetta, e qui una vostra prospettiva sembrerebbe essere quella di un’alleanza con le forze moderate (UDC + Alternativa per l’Italia), la qual cosa d’altro canto significherebbe per voi il naufragio del progetto PD e del bipartitismo, e il ritorno all’Ulivo ma con una presenza cattolica più ampia, deludendo oltretutto le aspettative di chi ha votato Bersani alle primarie in quanto “più di sinistra”. A me personalmente non dispiacerebbe come prospettiva, poiché io non voglio affatto un cattolicesimo partitico che si identifichi con una forza politica ben determinata, ma piuttosto una distribuzione delle varie anime del cattolicesimo in tutti gli schieramenti, poiché noi cattolici siamo di fatto una presenza eterogenea nel paese e come tali è giusto essere rappresentati. Però da parte vostra non potrete non riconoscere di aver fatto un giro in tondo con molte perdite, e soprattutto (spero) di dover reimpostare le vostre modalità dialogiche su tutt’altro registro rispetto a quanto fatto finora, se non altro evitando che a fare la voce grossa sia chi non ha competenza o mandato, né responsabilità politiche di cui tener conto, e questo penso che lo si possa fare soltanto assumendo posizioni chiare e senza ambiguità argomentative o forzature.
    La ringrazio per la libertà d’espressione concessami e le rinnovo le mie scuse per le intemperanze mostrate.

    Carmen, 22 anni, Salerno

  2. Simona dice

    simona 54 anni

    Mi soprende che a 22 anni una donna, una ragazza, abbia tanta rabbia in
    corpo da non permetterle di esprimere le proprie idee senza
    recriminazioni, tra l’altro assolutamente non imputabili al partito
    democratico o ai politici di questo schieramento, senza obiettività ma
    solo per fare un commento “colorato”.
    A 22 anni si ha la spocchia e la convinzione di essere nel giusto.
    Nessun dubbio, nessun confronto, nessun ascolto: hai la verità in tasca!
    Se commentare una intervista su questo sito diventa solo un modo per
    sfogare la propria rabbia e chiudersi a qualsiasi tipo di confronto,
    allora cara Carmen forse sbaglia obiettivo. Se invece vuole interagire con l’altro, deve cercare di essere più disponibile.
    In ogni caso solo una parola su quello che ha scritto:
    E’ sicura di trovare nella destra che ci governa quei valori cattolici a
    cui fa riferimento? La lega con il suo razzismo e la sua “falsa” politica
    di attenzione ai bisogni della gente la rappresenta? Un partito che è
    impegnato solo ad accontentare le necessità di un premier che assomiglia
    sempre di più a quei nomi che lei ha citato nel suo commento, è uno
    schieramento che governa per le e per tutti i giovani come lei?

  3. Sig.ra Carmen
    la mia laicità e il mio spirito democratico, come vede, arriva fino al punto di pubblicare il suo lungo commento, nonostante con ‘eleganza’ lei dica che possiamo “sbraitare” (sic!) finché vogliamo, “tanto siete (siamo) solo una minoranza, e sempre più una minoranza continuerete a diventare”. Lo prendo come un suo legittimo auspicio (che naturalmente non condivido), anche se dal tono del suo commento mi viene da pensare che appartenga proprio alla sua Weltanschauung. Una visione del mondo e della politica che non ammette alternanza al potere. Bell’idea di democrazia! E quando mancano i fondamentali, diventa difficile confrontarsi anche sulla laicità. Comunque, per stare al commento, lei scrive che nessuno “le tapperà mai la bocca” e non sarò certo io a farlo, neppure virtualmente non pubblicando il suo commento. Quella bocca nel nostro Paese fu tappata per vent’anni e i comunisti italiani che lei cita, insieme alle altre forze antifasciste (democristiani, liberali, socialisti, repubblicani, azionisti) hanno consentito (pagando spesso con la vita) al nostro popolo di riprendersi la parola. E hanno consentito che si facessero le elezioni del 1948, da lei citate, e tutte le successive. E hanno difeso uno Stato “autenticamente democratico”.
    Non vorrei che la discussione sulla laicità fosse un preteso e tradisse la sua nostalgia per un passato che io non vorrei proprio rivivere e che nessun democratico rimpiage.
    Manuela Ghizzoni

  4. Carmen dice

    Ma per favore! Oramai si recitano solo slogan e frasi a pappagallo parlando di laicità e di presunta ingerenza della Chiesa. Diciamoci la verità, in questo paese c’è una cultura di sinistra asfissiante che ci ha rotto, altro che ingerenza della Chiesa! E adesso voglio parlare. E’ la sinistra a voler considerare i suoi argomenti come delle cosa da accettare a priori, in quanto qualcuno avrebbe stabilito che sono gli unici argomenti laici. Ma io sono contraria all’aborto (per esempio) in quanto ho argomenti laici su questo: il valore della vita umana, la responsabilità verso l’altro, l’amore materno, tutti valori che non hanno bisogno di un fondamento legato a considerazioni religiose. Non dico mica che sono contraria all’aborto “perché Dio non vuole”! Io non faccio riferimento a valori trascendenti in ambito politico. Ho argomenti laici io contro l’aborto, e questo vale anche per altri temi etici. Non c’entra niente la religione e non c’entra niente la Chiesa, e la mia opinione di cittadina non è un’opinione di serie B. Ma qualcuno avrebbe stabilito che le mie idee non abbiano diritto a una rappresentanza politica in quanto non sono altro che un’ingerenza della Chiesa, e dunque un qualcosa di illegittimo in uno Stato laico. Tutte panzane! Non me la si dà a bere! Stato laico non vuol dire questo, non vuol dire che io debba stare con la bocca tappata o che le mie idee non debbano essere rappresentate in sede politica.
    Franceschini dice che “la Chiesa non può dire a un parlamentare come deve votare: è una scelta che appartiene all’autonomia del politico”, ma che vuol dire? Che ne sa lui se la Chiesa dice questo o quello a un parlamentare? La Chiesa si esprime sui temi etici nell’ambito di un dibattito pubblico e si rivolge alla collettività, e se ci sono dei politici che ne accolgono il messaggio e lo rappresentano, questo non è affatto vietato, anzi è una cosa pienamente legittima. Ed è anche una cosa giusta se come politici sono espressione di un elettorato cattolico. Poi le decisioni si prendono sulla base del sistema rappresentativo-parlamentare, ma intanto il dibattito è libero. Viviamo in una società a più voci grazie al cielo, ma molte persone sembrerebbero esserne indegne, e avrebbero meritato di nascere in paesi come il Sudan o la Corea del Nord. Che vuol dire “autonomia del politico”? Il politico è forse autonomo rispetto al suo contesto elettorale? E’ forse autonomo dalle istanze che vengono espresse dal dibattito pubblico? E la Chiesa non è fonte di istanze al pari di altre realtà che appartengono al mondo sociale? E’ forse una realtà aliena che ci siamo ritrovati da un giorno all’altro, manco fosse scesa da Marte? No, la Chiesa è una realtà radicata nella nostra società, di cui esprime istanze importanti, e valori etici e civili che non possono essere messi a tacere da chi invece rappresenta una visione ideologica astratta e minoritaria. Io credo che oggi il laicismo sia una delle peggiori ideologie in circolazione, un’ideologia d’odio verso la religione cattolica, che istiga all’odio verso la religione cattolica. E’ in atto una massiccia campagna d’odio anticattolico, verso la quale molte persone stanno dimostrando di non avere gli anticorpi culturali e morali per reagire. Inutile che i cattolici di sinistra fingano di non sapere che tutto questo abbia una chiara matrice politica a sinistra. La verità è che noi cattolici non dobbiamo mai più votare a sinistra. Ci siamo cascati fin troppo nel dar fiducia a questa gente, che proviene da quel PCI che ha sostenuto i regimi più criminali della storia, in cui i cristiani erano perseguitati e massacrati. E oggi i loro eredi non hanno più neanche il coraggio di definirsi comunisti perchè se ne vergognano, ma conservano comunque la stessa radice d’odio. Sono gli stessi di sempre, anche se hanno cambiato nome. E se oggi fosse ancora in piedi il Blocco sovietico starebbero ancora schierati da quella parte, e allora altro che Partito”Democratico”! Ma fatemi il piacere! Morto Ceausescu abbasso Caeusescu, ma finche è ancora vivo il Ceausescu dei Caraibi, quel certo Fidel Castro a Cuba, allora guai a parlar male di lui, che altrimenti si rischia di perdere tutta quella parte di elettorato che ha ancora il suo poster affisso nella propria stanzetta. Poco importa se stiamo parlando di un regime del PARTITO UNICO che ha abolito da più di 50 anni ogni diritto civile e politico, chi se ne frega, il Leader Maximo non si tocca, e pazienza se si milita in un partito che si chiama Partito Democratico, quasi a voler significare che vi vengano rappresentati i democratici per eccellenza. Che democratici? Grazie al cielo la DC vinse le elezioni del 1948, altrimenti qui saremmo diventati come la Jugoslavia. E negli anni successivi in Italia si è costruita la democrazia grazie a noi cattolici, mica grazie a quelli che aspettavano “Baffone!” Ma ora gli eredi di quelli che aspettavano “Baffone” sono saliti in cattedra a darci lezioni di democrazia. E quale democrazia? Quella del pensiero unico, quella dell’ideologia di Stato, la falsa democrazia. Ma noi cittadini liberi e autenticamente democratici non ci piegheremo mai, potete sbraitare quanto vi pare, che tanto siete solo una minoranza, e sempre più una minoranza continuerete a diventare.
    Io ho parlato, io esprimo il mio pensiero e nessuno mi tappa la bocca.

    Carmen, 22 anni, Salerno

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