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“Lo scudo e l’utilizzatore finale”, di Massimo Giannini

Era prevedibile. Il “turbo Fleres” ha messo le ali allo scudo fiscale. È bastato l’emendamento dell’apposito “peone” di turno (ora tocca all’eroico Salvo Fleres, come due legislature fa toccò agli ineffabili Carrara e Cirielli, Cirami e Pittelli, Anedda e Nitto Palma) e l’ennesima “legge vergogna” è già un successo.
L’estensione dei benefici del rientro dei capitali dall’estero al falso in bilancio e ad altri reati di natura tributaria ha fatto letteralmente esplodere, in pochissimi giorni, le richieste di consulenza a banche e società fiduciarie. Tutti si affrettano alla grande abbuffata. A questo punto, gli obiettivi fissati dal Tesoro diventano possibili. Un flusso di ritorno pari a 100 miliardi di euro. Un gettito per l’erario pari a circa 5 miliardi di euro. Un bel gruzzolo per gli intermediari finanziari, in termini di spese e di commissioni. Un “tesoretto” insperato per imprenditori e professionisti, riciclatori ed evasori. Alla faccia degli italiani onesti, si consuma un altro colpo di spugna. “Amnistia mascherata”, l’hanno definita alcuni magistrati. Si sbagliano. Qui di mascherato non c’è proprio niente.

In un Paese già poco incline al rispetto dell’etica pubblica e della morale privata, il centrodestra diffonde scientificamente la cultura dell’impunità. E se ne rende conto, tanto è vero che mentre apre le braccia a migliaia di esportatori di capitali, fa la faccia feroce con un manipolo di “vip” che non hanno saldato fino in fondo i loro conti col Fisco. Pura propaganda.

Quello che conta è il segnale politico: con lo Stato, in Italia, puoi sempre scendere a patti. Anche se non hai mai fatto il tuo dovere. Paghi l’obolo, e amici come prima. Non subirai più accertamenti. E così via, fino al prossimo condono tombale. Ma ora la domanda è un’altra. Chi beneficerà dello scudo? Berlusconi e la sua famiglia accederanno alla preziosa e generosa “copertura”? Sarebbe un altro, formidabile caso di conflitto di interessi. Come accadde già ai tempi del precedente condono varato dall’allora Cdl nella legislatura 2001-2006: il Cavaliere, alla conferenza stampa di fine anno 2002, giurò che Mediaset non avrebbe mai usato la sanatoria appena varata. Poi si scoprì l’esatto contrario: l’azienda beneficiò del condono sia nel 2003 che nel 2004. E se anche oggi si scoprisse che il premier (oltre che di qualche ben nota prestazione sessuale) è anche “utilizzatore finale” dello scudo fiscale? Purtroppo non lo scopriremo mai. Il “turbo Fleres”, ovviamente, garantisce l’anonimato.
La Repubblica 28.09.09

1 Commento

  1. Alberto dice

    Voglio segnalare questo articolo che viene dal mondo del noprofit perchè, a proposito dell’informazione, questa è talmente serva e soprattutto superficiale che nulla si sa delle organizzazioni di volontariato e delle organizzazioni miste che rappresentano comunque in Italia un importante pezzo di società

    Italia: Banca Etica e Etica Sgr non accetteranno capitali rientrati con lo scudo fiscale

    (Unimondo.org)

    Banca Popolare Etica e la la società di risparmio gestito del gruppo, Etica Sgr, non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo “scudo fiscale” e di conseguenza non predisporrà alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro. Lo riporta una nota diffusa nei giorni scorsi dalla banca.

    “I principi della finanza etica che ispirano per intero la nostra attività prevedono la piena tracciabilità e la provenienza lecita del denaro che raccogliamo – ha spiegato Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro Dna e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro”.

    Mentre la maggior parte degli istituti di credito stanno mettendo in campo “task forces” di esperti e strumenti finanziari ad hoc per intercettare il ghiotto boccone dei capitali occultati e ora in via di rientro, Banca Etica opera una scelta di sobrietà e responsabilità che va anche nella direzione dell’educazione finanziaria e della responsabilizzazione dei cittadini.

    “Sebbene per tutti gli istituti di credito la raccolta di risparmio sia essenziale e strategica, soprattutto in questo periodo di crisi, l’intermediazione di denaro proveniente da attività illecite snatura e umilia l’impegno per la legalità che noi, insieme ad altri istituti bancari, associazioni e cittadini scegliamo quotidianamente” – sottolinea Fabio Salviato, presidente di Banca Etica e di Etica Sgr. “La normativa proposta tra l’altro potrebbe esonerare gli intermediari finanziari anche dall’obbligo di segnalare eventuali operazioni in odore di riciclaggio. Non è certo in questo modo che il settore bancario recupera la fiducia dei cittadini. Il bisogno del Governo di fare cassa non giustifica un condono iniquo verso i risparmiatori che hanno sempre rispettato le regole e profondamente diseducativo. In Italia l’evasione fiscale è una piaga da combattere con il rigore e non con le sanatorie a basso costo”.

    Secondo Victor Uckmar, professore emerito di Scienze delle finanze di Genova, “la normativa in materia di scudo fiscale dell’Italia è molto più simile a quella dell’Argentina che non ai provvedimenti adottati da Usa, Germania e Gran Bretagna per facilitare il rientro dei capitali. Per Uckmar – intervenuto nel corso di un incontro sullo scudo fiscale ter che ha visto la partecipazione anche del sottosegretario italiano all’economia, Luigi Casero – lo scudo fiscale italiano si inserisce “in una corrente internazionale anche se con molte differenze perché in Usa, Gran Bretagna e Germania per rimpatriare ricchezza dall’estero sono state ridotte le sanzioni ma con piena applicazione dei tributi. Noi in questo – ha aggiunto commentando il provvedimento italiano – siamo pari solo all’Argentina”.

    Il Procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco durante un intervento tenuto al Festival del diritto di Piacenza sul tema del condono tributario per i soldi all’estero che sta per essere varato dal Governo ha evidenziato che “A colpire non è tanto che si tratti di un’amnistia mascherata quanto il fatto che non si devono fare nemmeno le segnalazioni di operazioni sospette. Copriamo i reati compiuti per portare i soldi all’estero. E diciamo agli intermediari di ignorare il profumo di mafia e terrorismo di questi soldi”. “Da noi – ha aggiunto Greco – c’è grande allarme sociale sulla criminalità di strada, ma si giustifica quella che muove solo soldi. I cittadini non si rendono conto ad esempio che pagano ogni giorno una tassa salata a Tangentopoli, gli anni in cui l’Italia ha accumulato il suo enorme debito. E chi paga le tasse, più di quante dovrebbe, non capisce che apre il portafoglio anche per chi i soldi li nasconde e li porta oltrefrontiera”.

    Sono 99 gli emendamenti al decreto legge correttivo al pacchetto di misure anti-crisi, che contiene le misure sullo scudo fiscale, presentati per l’esame dell’Aula della Camera. Secondo il calendario si dovrebbe iniziare a votare oggi ed è molto probabile che il Governo decida di porre di fiducia sul testo per non incappare in opposizioni . Il provvedimento, infatti, scade il 3 ottobre. [GB]

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