Giorno: 16 Febbraio 2010

E la Gelmini promette una road map

Il faccia a faccia decisivo, ancora una volta, sarà con l’Economia. E, intanto che i suoi vertici se la vedono con via XX Settembre nel tentativo di capire se ci sono margini finanziari per riscrivere la stretta sui bilanci delle scuole, la Gelmini si è impegnata a fare un monitoraggio delle situazioni di maggiore crisi. Con l’obiettivo di riscrivere la circolare sui bilanci 2010. In particolare sulle spese per le supplenze e per gli appalti delle pulizie e sull’inserimento dei residui attivi nell’aggregato Z. Quei crediti che gli istituti vantano nei confronti del ministero, e che sono rimasti non spesi sui conti interni. E che rischiavano di essere definitivamente portati nelle casse dello stato. L’impegno ad ammorbidire la manovra è stato assunto la scorsa settimana in un vertice fiume tra viale Trastevere e i sindacati della scuola. Tutte le sigle sono in pressing per la situazione disastrosa dei conti delle istituzioni scolastiche. Per oggi, Cgil, Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anp, si attendono le prime risposte. Quello che appare certo è lo slittamento al 28 …

"L'export crolla e azzera 40 anni di made in Italy", di Felicia Masocco

Esportazioni, indietro di quarant’anni. I dati sul commercio estero diffusi ieri dall’Istat sono pesanti, racchiusa in due cifre c’è tutta la sofferenza del made in Italy, quella locomotiva che non tira più, tenuta ferma dalla crisi internazionale e dall’assenza di politica industriale. Il 2009 ha chiuso con un calo delle esportazioni pari al 20,7% sul 2008, bisogna tornare al 1970 per trovare un livello simile . Ancora più indietro non si può, prima di allora infatti le serie storiche non esistevano. Il dato non è isolato ma viaggia con quello, ugualmente negativo, delle importazioni che l’anno passato ha chiuso a -22%, il più basso mai registrato. Da un lato questo riporta in equilibrio la bilancia commerciale, anzi c’è una riduzione del deficit pari al 36% (da 11,5 miliardi a 4,1); dall’altro parla di un paese la cui economia non gode di buona salute. Dal tessile, bandiera del made in Italy (a -17,7%) ai mobili (-21,4%) all’auto nessun settore (-34,4%) è stato al riparo dal crollo dell’export: fanno eccezione gli articoli farmaceutici e quelli di erboristeria …