Giorno: 9 febbraio 2010

Steton, il Pd chiede un incontro al governo. L’on. Ghizzoni: “Attivare tutti i possibili ammortizzatori sociali”

«I licenziamenti alla Steton di Carpi sono solo gli ultimi di uno stillicidio che da mesi colpisce le imprese modenesi. In questo caso a pagare il prezzo della crisi è un’azienda metalmeccanica – dopo Omga e Sicar, solo per limitarci alle imprese storiche del distretto carpigiano – ma i colpi della recessione non risparmiano alcun settore, a partire dall’edilizia. E anche il tessile, nonostante le ristrutturazioni del comparto dovute alle reiterate e cicliche crisi, non è esente da vertenze. Purtroppo, ancora una volta, sono i fatti a smentire l’irresponsabile ottimismo di chi, nel governo, continua a sottovalutare gli effetti di una crisi che ha spinto i disoccupati a superare la soglia dei due milioni e i cui deleteri effetti sulla produzione non si sono già esauriti anzi, stando almeno alle analisi più attendibili, si annunciano ancora più negativi proprio per nell’anno in corso. La responsabilità del Governo è di non aver approntato e di non approntare le necessarie contromisure: non bastano le enunciazioni, sebbene assai condivisibili come quelle di Sacconi in difesa dei posti di …

"La cultura in pericolo: Aiuto! Caravaggio scompare", di Marco Carminati

Che cosa ci resta oggi di Caravaggio? Due cose soltanto: le opere e i documenti d’archivio. Le tele del Merisi ci parlano dell’incommensurabile artista che le realizzò, i documenti ci restituiscono la testimonianza vivace dell’uomo Caravaggio, calato nel tormento del suo tempo. I dipinti del Maestro si trovano oggi – giustamente – al sommo della considerazione pubblica: vengono ammirati da folle estasiate nelle chiese di Roma e nei musei di mezzo mondo, e tra poco una selezione di esse sarà protagonista di una grande mostra alle Scuderie del Quirinale, a partire dal 20 febbraio. L’alta reputazione delle opere di Caravaggio la si può misurare anche dai numerosi e accurati restauri cui sono amorevolmente sottoposte: due anni fa, ad esempio, venne splendidamente restaurata la Caduta di San Paolo Odescalchi, in questi giorni è in via di conclusione il recupero dell’Adorazione dei Pastori del Museo Regionale di Messina. Nessuno – giustamente – pensa di lesinare fondi e risorse quando c’è di mezzo la salvaguardia di un’opera di Caravaggio. Ciò che è invece sorprendente è che a nessuno …

Batterli si può, anzi si deve (Newsletter n° 1 – febbraio 2010)

La crisi c’è, eccome se c’è. Lo sanno i lavoratori, le famiglie, gli imprenditori. La politica deve assumersi le proprie responsabilità. Purtroppo il Governo italiano rimane quello che ha fatto meno per affrontare una crisi che ha prodotto oltre un miliardo di ore di cassa integrazione in quindici mesi, e che ha spinto i senza lavoro a superare la drammatica soglia dei due milioni. La disoccupazione crescente sta colpendo sempre più pesantemente anche i nostri distretti e le piccole e medie imprese locali. Voltare lo sguardo dall’altra parte e fingere che la crisi non ci sia, rifugiandosi in uno sterile ottimismo di maniera come fa il Presidente del Consiglio, non aiuta ad affrontarla e a ridurne la portata. Purtroppo, come dimostra il recente varo del “legittimo impedimento a comparire in udienza” (Bersani intervenendo in Aula ha spiegato magistralmente cosa rappresenti l’approvazione di questa norma, pertanto vi rinvio alle sue parole), viviamo le contraddizioni di un Paese nel quale le forze di maggioranza si preoccupano di fare gli interessi di uno solo, e non si dedicano …

"Giolitti il riformista senza casa", di Luigi La Spina

Morto a 95 anni. Tra Pci e Psi una sfida politica e intellettuale. È morto a Roma nella notte tra domenica e lunedì Antonio Giolitti. Nipote dello statista Giovanni Giolitti, è stato membro dell’Assemblea Costituente nel 1946 e più volte ministro dal 1963 al 1974. Fra tre giorni avrebbe compiuto 95 anni. Il riconoscimento più alto e più significativo gli arrivò quasi alla fine della vita. Quattro anni fa, Giorgio Napolitano, appena eletto al Quirinale, come primo atto della sua presidenza, volle recarsi in visita da lui, nella sua casa romana, vicino al Ghetto. Così, il nuovo capo dello Stato riconobbe solennemente che nel 1957, dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria, Antonio Giolitti ebbe ragione a lasciare il Pci per protesta e lui ebbe torto, quando difese l’intervento dei carri armati a Budapest. Un tributo davvero meritato a una delle figure più illustri del riformismo socialista italiano, nipote del riformista liberale più importante della prima metà del secolo scorso, Giovanni Giolitti. C’è una pagina, quasi alla fine del suo bellissimo libro di memorie, Lettere a Marta, edito …

Verso le elezioni regionali: i Democratici chiudono la lista con la socialista Luciana Serri

Si chiama Luciana Serri ed è presidente della comunità montana, oltre a ricoprire il ruolo di sindaco di Montecreto. Classe 1960, dovrebbe essere lei il sesto nome che va a completare la rosa dei cinque nomi che il Pd di Modena proporrà come candidati alla prossime elezioni regionali. Si chiude così il terzetto di donne, e si rispettano le quote rosa (50 per cento di donne come percentuale obbligatoria) che il segretario provinciale Davide Baruffi ha voluto fin dall’inizio. Questa quindi la scheda completa dei candidati proposti dal Partito Democratico modenese. Matteo Richetti, consigliere regionale uscente, 35 anni, sposato con tre figli, sassolese di nascita e residente a Spezzano di Fiorano; Franco Bertoli, 50 anni, sposato con quattro figli, dopo essere stato una stella della pallavolo italiana, ricopre la carica di Presidente del Coni Modena dal 2005; Palma Costi, 52 anni, sposata con tre figlie, abita a Camposanto ed è attualmente assessore provinciale alle Politiche per l’economia locale, innovazione, semplificazione amministrativa e risorse umane; Giulia Morini, 22 anni, modenese, consigliera comunale e segretaria del circolo …

"Acqua, la rete colabrodo e la privatizzazione fantasma", di Sergio Rizzo

Sprechi e giungla di tariffe. Ma nelle società domina il pubblico. Il 30% non arriva ai rubinetti, per un valore di quasi 2,5 miliardi: in Germania meno del 7%. Sprechi e giungla di tariffe. Ma nelle società domina il pubblico. Niente accomuna oggi trasversalmente la sinistra e la destra come l’acqua. Se il «religiosissimo » (autodefinizione) governatore della Puglia Nichi Vendola azzarda un paragone blasfemo, dicendo che «privatizzare l’acqua è una bestemmia in chiesa», una liberista come Emma Bonino non esita a liquidare così la faccenda: «Mancano le condizioni ». Mentre la Lega, che per lealtà ha dovuto ingoiare il boccone amaro, votando la legge che potrebbe trasferire in mani private la gestione delle risorse idriche, comincia a intuire quanto rischia di rivelarsi indigesto. E anche molti amministratori locali del Pdl storcono il naso. Il paradosso è che niente, come l’acqua, divide gli italiani. Basta dare un’occhiata al Blue Book del centro di ricerca Proacqua per rendersi conto di come l’unità «idrica» del Paese non si sia mai realizzata. A Milano si pagano tariffe pari …

"L´obbligo di chiarire quella leggenda nera", di Giuseppe D'Avanzo

I morti non si possono smentire e i vivi hanno difficoltà a difendersi dalle parole di morti. È una condizione che crea inestricabili ambiguità. Si ascoltano con disagio le rivelazioni di Massimo Ciancimino. Le ragioni sono due. La prima può avere come titolo: il morto che parla. Perché a parlare con la voce di Massimo, il figlio, è Vito Ciancimino, il padre, il mafioso corleonese, il confidente di uno Stato debole e compromesso, il consigliere politico di Bernardo Provenzano. Anche se Massimo Ciancimino mostra di tanto in tanto una lettera o un pizzino, sono soprattutto i ricordi delle sue conversazioni con il padre la fonte delle accuse contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell´Utri. Ricordiamole perché, se fondate, quelle accuse sono catastrofiche per la nostra democrazia (un uomo, che si è fatto imprenditore con il denaro della mafia e politico con la sua protezione, governa il Paese). Se menzognere e maligne, indicano che contro il capo del governo è in atto un´aggressione ricattatoria che fa leva su alcune oscurità della sua avventura umana e professionale. La …