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Una manovra sbagliata. Le proposte del PD per la crescita e l'equità

La Segreteria PD boccia la manovra e propone di puntare su 4 obiettivi: investimenti sull’economia verde, l’università e la ricerca, una riforma fiscale, l’allentamento del Patto di Stabilità, il riavvio delle liberalizzazioni.
La segreteria del Pd ha esaminato nella sua riunione di oggi la manovra del governo esprimendo un giudizio fortemente negativo. Si tratta infatti di una manovra che non serve a migliorare gli obiettivi del triennio 2010-2012 quindi non ha a che vedere con la crisi greca e che invece è resa necessaria da due anni di errori e di scelte politiche di carattere elettorale. Nasce da qui lo sforamento degli obiettivi di spesa per acquisti di beni e servizi delle amministrazioni centrali di 5 miliardi e un allargamento dell’evasione di almeno 7 miliardi. Contemporaneamente le scelte del governo non sono state capaci di sostenere lo sviluppo. Sono questi i conti non in ordine che l’Europa ci chiede di riportare in ordine.
La manovra è frutto di impostazione sbagliata di politica economica che continua a separare risanamento e crescita. Siamo di fronte ad una manovra che non ha alcun elemento di equità fatta di taglio indiscriminati e priva di riforme strutturali, per di più di una manovra fortemente centralista proprio mentre si parla in maniera propagandistica di federalismo. I tagli a Regioni Province e Comuni colpiranno studenti, lavoratori, piccole imprese e pensionati. I pochi passi in avanti, apprezzabili e apprezzati dal Pd, riguardano la lotta all’evasione che però sconta due anni di abbandono delle misure più efficaci introdotte dal governo di centrosinistra e che viene contraddetta dal nuovo condono sugli immobili non accatastati.
Per sostenere la crescita e promuovere la sostenibilità dei conti pubblici il PD intende concentrare le sue proposte su quattro obiettivi:
1. investimenti per l’economia verde, il risparmio e l’efficienza energetica sostegno alla scuola, all’università e alla ricerca.
2. Primo modulo di riforma fiscale per spostare il carico dai redditi da lavoro e impresa ai redditi da capitale.
3. Allentamento del patto di stabilità interno per comuni Province e Regioni per far ripartire gli investimenti nelle infrastrutture e aprire migliaia di piccoli cantieri.
4. Riavvio delle liberalizzazioni nel settore dei servizi.

A copertura delle riforme per la crescita e l’equità il Pd indica il rafforzamento della lotta all’evasione coinvolgendo anche i capitali scudati, una politica industriale per la riorganizzazione della pubblica amministrazione, interventi incisivi nella riorganizzazione delle autonomie territoriali.

4 Commenti

  1. Elio Matteo Palumbo dice

    Per il Signor Andrea
    Stimato Signore
    La ringrazio innanzitutto per il cortese commento ma ho voluto semplicemente permettermi di consigliare quanto, a mio modesto avviso, si aspettano molti che votano o simpatizzano per il PD (e che notano la diversa impostazione di Idv), perché altro è dire o scrivere altro è fare in parallelo una vera e propria contromanovra che dimostri, chiaramente e possibilmente espressa anche in tv, specificatamente quanto si intende proporre e non solo per provvedimenti strutturali.
    Elio Matteo Palumbo

  2. Andrea dice

    X Palumbo:

    E’ bizzarro che lei chiede conto al Pd di manifestare le proprie proposte sotto una notizia che parla proprio delle proposte alternative del PD alla manovra.
    Non lasciamoci fuorviare da chi fa finta di rilanciare rispetto alla manovra (mi riferisco all’IDV) con una serie di interventi tutti dilazionati e cmq che non vanno immediatamente ad incidere sulla vita del paese ma lo fanno fra un anno. Facciamo nostre le proposte del PD (facili, incisive ed eque), raccontiamole ai nostri amici, sosteniamole con chi è sospettoso e sfodera la solita litania “siete tutti uguali” e trasmettiamo il messaggio che una alternativa c’è ed è solo la nostra

  3. HO maturato una impressione negativa dalle ultime vicende, viste anche direttamente in Italia. Il paese, economicamente reggera’ e non andra’ in bancarotta come la Grecia. Ma l’universita’, la ricerca e la cultura non reggeranno questi ed i successivi tagli che Tremonti, Lega e governo sono decisi a portare avanti – perche’ considerano queste ‘cose’ inutili fonti di sprechi (e non danno consenso, anzi!). Per loro e’ meglio dalee in mano il piu’ possibile a Chiesa e privati. E nell’opposizione, anche se il PD ha enunciato la ricerca e l’universita’ come loro priorita’, si fomentano polemiche contro quella che rimane forse l’unica proposta pratica che il PD ha ripreso da noi esuli ed i ragazzi dell’APRI – il prepensionamento. Tipica involuzione della sinistra – pronta a dilaniarsi invece che difendere la cultura ed il sistema che la genera dagli attacchi di quelli che la cultura l’odiano (anche perche’ un minimo di cultura pregiudica in genere di vitare per loro!). Quindi, l’Italia diventera’ come la Grecia nella cultura e nel sistema univeristario = praticametne inesistente a livello internazionale! E voi che fate? Almeno che voi parlamentari faccaite delle proposte verametne forti – partendo dalla richiesta di 1 miliardo di euro alla CHIESA Cattolica, che non paga tasse ma potrebbe, almeno per una volta, sovvenzionare la ricerca e l’educazione superiore degli Italiani!

  4. Elio Matteo Palumbo dice

    Ma perché il PD così come ha un governo ombra non presenta una manovra ombra; lo ha fatto Di Pietro! In un commento ad un articolo de l’Espresso proponevo sacrifici per “coloro che evadono le tasse: siamo a 120 miliardi ogni anno (ben 10 volte la nuova manovra annuale), cosa si aspetta ancora per provvedere ad eliminare tale falcidia? Colpire gli ingenti patrimoni e le rendite; coloro che hanno redditi milionari, quale che sia la fonte. Poi, i parlamentari che hanno un compenso doppio di quello medio fra tutti gli altri colleghi europei; altro che 10 per cento in meno, almeno il 25 per cento. E via per loro i tanti benefits e nessuna pensione dopo qualche anno di carica. Ridurre notevolmente: le retribuzioni dei grossi (non grandi!) burocrati, tutte le spese inutili nei ministeri, gli enti inutili anche non centrali”. E, allora, dimenticavo di aggiungere il recupero relativamente a canoni Rai impagati, oltre ai compensi milionari soprattutto a conduttori: ad esempio, a Vespa che percepisce (chissà in base a quali meriti) tanti soldi, e per tante trasmissioni settimanali, quanto ne basterebbe una sola, a mio avviso, a voler giudicare anche dagli argomenti molto banali a volte trattati (taglio code dei cani e via non dicendo). Non aggiungo commenti per quanto da Voi ancora proposto per stimolare la crescita.
    E – mi sia consentito di approfittare dell’occasione – ma perché non proporre (tentare almeno) di far votare, soltanto da coloro che effettivamente pagano il canone Rai, per la nomina dei consiglieri, dei direttori di rete, dei tg ecc.? Se a pagarlo – come penso – sono in maggioranza coloro che ora sono all’opposizione qualcosa si potrebbe ottenere.
    Grazie per l’ospitalità.
    Elio Matteo Palumbo

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