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«In manovra taglio alle tredicesime di poliziotti, magistrati e insegnanti»,

Dietroifront sui contributi delle pensioni «superiori ai 40 anni», resta comunque la stretta su età

Marcia indietro sui contributi mentre si fa strada l’ipotesi di tagliare le tredicesime di magistrati e forze di polizia, ma anche di ricercatori, insegnanti, professori universitari, diplomatici e prefetti. La norma che agganciava anche il requisito contributivo all’adeguamento Istat sull’aspettativa di vita viene invece soppressa da un emendamento dello stesso presentatore: il relatore, Antonio Azzollini corregge quello che il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, definisce un refuso («Non è stato un refuso ma una retromarcia», sostiene la Cgil).

Resta comunque la stretta sull’età che viene nuovamente fissata al 2015: l’aggiornamento triennale legato alle speranze di vita partirà dal primo gennaio 2015 e non più dal 2016 come era scritto nel precedente emendamento. Insomma «non c’è problema – dice Sacconi – tutto è stato risolto e il testo è ripulito». In serata intanto arriva un nuovo emendamento del relatore a copertura di una nuova norma che prevede di escludere promozioni, straordinari e arretrati dai tagli della pubblica amministrazione. Potrebbero arrivare quindi riduzioni delle tredicesime di una serie di categorie tra cui i poliziotti, i magistrati, i ricercatori e professori universitari, i diplomatici e i prefetti. Novità anche sul fronte farmaci con possibili tagli all’intero settore, comprese quindi le aziende, così come chiedevano i farmacisti. Superato intanto il “refuso” la commissione ha continuato a lavorare ma l’ok finale slitta a lunedì prossimo.

«Una maggioranza politicamente in difficoltà – commenta Paolo Giaretta del Pd – è costretta a rinviare la conclusione dei lavori». Tra le altre novità della giornata quelle relative alla scuola: di fatto per il momento non cambia nulla poi si prevede che attraverso un decreto di natura non regolamentare del ministero dell’Istruzione di concerto con quello dell’Economia e sentite le organizzazioni sindacali, il 30% dei risparmi previsti nella manovra triennale 2008 dal settore scuola e reinvestiti nel comparto verranno “accantonati” nonostante il congelamento triennale 2011-2013 previsto nella manovra e potranno essere anche destinati a scatti di anzianità e progressioni del corpo docente. Novità positiva secondo la Uil. Altre novità si annunciano sul fronte sicurezza: potrebbe essere infatti ripristinata la cosiddetta “mini-naja” per i giovani. Inoltre ci sarebbero anche ritocchi ai limiti del trattamento accessorio e sugli scatti delle forze di sicurezza. Mentre la norma sui certificati verdi, che molti senatori avevano chiesto di cancellate, resta e finanzierà, per due terzi, l’università e la ricerca.

Per quanto riguarda il dibattito sulla manovra da segnalare oggi l’ulteriore presa di posizione del leader degli industriali, Emma Marcegaglia, che torna a chiedere una proroga della Tremonti-ter. Mentre il presidente del Senato, Renato Schifani, dopo un incontro con i Governatori assicura: «per quanto è nel mio ruolo, garantirò un ampio dibattito assicurando ampi spazi di confronto». Ma al momento – dice il realatore – non ci sono novità in vista sui tagli alle Regioni e i governatori continuano ad aspettare una convocazione del premier, Silvio Berlusconi. I senatori Pd lanciano intanto un allarme sui parchi nazionali: con i tagli previsti dalla manovra – sostengono – la metà di quelli italiani dovrà chiudere. Ma il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Alì, rassicura: «il governo è al lavoro per risolvere la problematica».

da www.lastampa.it

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«La manovra anticipa l’adeguamento delle pensioni alle aspettative di vita», di Claudio Tucci

La manovra spinge l’acceleratore sull’adeguamento dei requisiti per andare in pensione alle aspettative di vita. L’adeguamento dei requisiti anagrafici di pensionamento alle aspettative di vita scatterà nel 2015, come già previsto dalla manovra estiva dello scorso anno, ma la seconda revisione avverrà già dopo un anno, e cioè il 1° gennaio 2016, derogando alla regola generale della revisione triennale.

Cancellato, invece, lo stop al requisito dei 40 di contributi per le pensioni. Sono queste le due novità principali previste dal nuovo emendamento sulle pensioni del relatore, Antonio Azzollini (Pdl), che modifica la sua stessa proposta, dopo il dietrofront chiesto ieri dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi.

Dall’adeguamento triennale dei requisiti di pensionamento all’aspettativa di vita – si legge nella nuova relazione tecnica dell’emendamento – deriveranno risparmi, tra il 2016 e il 2020, pari a circa 4,6 miliardi. Praticamente, 3,2 miliardi in meno rispetto alle stime contenute nella precedente versione dell’emendamento. In calo anche la platea degli “interessati” alle nuove norme: ora, stimati, dal 2011 al 2020, in circa 250-270mila unità, a fronte delle circa 400mila di ieri.

La nuova relazione tecnica evidenzia inoltrecome il combinato disposto dell’intervento sulle finestre mobilì delle pensioni previsto dalla misura originaria e dell’emendamento Azzollini comporti complessivamente una riduzione dell’incidenza della spesa pensionistica sul Pil di circa 0,2 punti percentuali nel 2013, che sale fino allo 0,5% nel 2030 (prima, era stimata in 0,7 per cento), si attesta allo 0,4% fino al 2040, per poi decrescere fino ad annullarsi intorno al 2050.

Resta, invece, in manovra la norma che prevede l’abolizione dell’obbligo del Gestore servizi elettrici (Gse) di riacquisto dei certificati verdi in eccesso. Lo prevede un altro emendamento presentato sempre dal relatore Azzollini. I risparmi, circa 500-600 milioni annui, saranno destinati per due terzi all’università e alla ricerca e per un terzo alla riduzione della bolletta per i consumatori. I criteri e le modalità per la quantificazione dei risparmi e per la riduzione della componente tariffaria A3 saranno stabiliti con decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia, sentita l’Autorità per l’energia elettrica e il gas.

Nel frattempo, la commissione Bilancio del Senato ha terminato i lavori per questa settimana. Sono stati esaminati tutti gli emendamenti e circa l’80% degli accantonamenti riguardano emendamenti del relatore. I lavori della commissione riprenderanno lunedì alle ore 14 e non è esclusa una no-stop notturna per chiudere in tempo per l’approdo in aula previsto martedì pomeriggio, 6 luglio. Ma, secondo quanto riferiscono fonti della maggioranza, il via libera potrebbe arrivare anche nelle prime ore di martedì.

Azzollini ha annunciato che lunedì presenterà altri 2-3 emendamenti, che riguardano forze armate e sanità. Al momento, non è all’ordine del giorno nessuna proposta di proroga della Trementi-ter, scaduta a fine giugno. Per quanto riguarda, invece, i tagli ai magistrati, per i quali il ministro dell’Economia, aveva annunciato un emendamento, il relatore ha spiegato che «è un tema sul tavolo». «Ci sono anche altri temi», ha aggiunto, ricordando, comunque, che per eventuali altri modifiche «c’è sempre anche l’aula».

In serata è trapelata la notizia di possibili tagli per le tredicesime di magistrati, Forze armate, Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, professori e ricercatori universitari, personale di carriera prefettizia, personale diplomatico e di carriera dirigenziale penitenziaria. Lo prevederebbe proprio un emendamento di Azzollini, presentato venerdì sera in commissione Bilancio del Senato. La novità viene introdotta a copertura di una nuova norma che prevede di escludere promozioni, straordinari e arretrati dai tagli della pubblica amministrazione previsti in manovra. Questo, si legge nell’emendamento, «al fine di assicurare un risparmio di spesa non inferiore ai risparmi» già previsti dal blocco triennale per il comparto pubblico.

da www.ilsole24ore.it

4 Commenti

  1. ORNELLA 51 dice

    @ grasfi

    Vede , lei, parla in questo modo, perchè non conosce il mondo della scuola, soprattutto di oggi. Non sa quanta e quanta fatica si fa con i bambini che, non per colpa loro, sono molto vivaci e spesso problematici.
    Poi non sa quanto, a volte, i genitori sappiano creare problemi agli insegnanti e ai loro stessi figli.
    Io penso che, almeno lei, sia un genitore esemplare!
    Le assicuro che gli insegnanti arrivano alla fine dell’anno scolastico stremati, soprattutto se hanno già una certa età e che non godono dei privilegi che lei annovera.
    Con ciò, non volevo assolutamente essere scortese, ma darle alcuni ragguagli sulla scuola di oggi, percui non me ne voglia.
    Cordiali saluti

  2. MOLLY dice

    Vergogna!!! Sempre con gli insegnanti ce l’avete!!!! Ma lasciateli in pace!!! Hanno già dato fino all’osso!!!Loro non hanno 14 mensilitò…bensì 13!!! Vogliamo togliere anche questo??? E poi…questa gente ignorante non capisce che se si ferma lo STATALE….PRIMA O POI…chiuderà anche il PRIVATO….sarà solo una questione di TEMPO!!!! I figli che non vanno a scuola ve li tenete a casa!!!! Fate lavorare per una buona volta le bene amate CASALINGHE….fategli fare da baby sitter ai loro figli cosi non si ANNOIANO …tutto il giorno a prendere caffè al bar!!!!

  3. gabriella dice

    Prima di scrivere cialtronerie informati.gli insegnanti come tutti i dipendenti pubblici e privati hanno 32 giorni di ferie.forse non sai che a differenza degli altri dipendenti hanno 1 mensilità in mano!!!!

  4. grasfi dice

    per gli insegnanti che lavorano otto mesi all’anno sarebbe necessario tagliare anche gli stipendi. guardate le maestre scuole e asili già chiusi e i genitori non sanno a chi lasciare i propri figli almeno tre mesi e più di vacanze e gli danno 13 mensiltà………………..

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