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"La scure del governo su scuola e università", di Roberto Ciccarelli

Per carità, non chiamateli tagli alla scuola e all’università, sono solo «minori spese» per 4,5 miliardi di euro nel 2012, 4,5 miliardi per il 2013 e per altri 4,5 miliardi nel 2014. Sono le cifre stampate nella tabella contenuta nel Documento di economia e finanza (Def) che è stato presentato dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti l’altro ieri a Bruxelles. Li possono osservare tutti su internet, mentre il vicesegretario Pd Enrico Letta li sventola in faccia al ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini nel corso di Ballarò andato in onda martedì su Raitre.
Uno scoop clamoroso che ha fatto sorridere un Letta beffardo e pugnace, mentre la Gelmini saltava come un grillo dalla sua poltrona. «Non sono tagli, Tremonti me lo avrebbe detto! Lei Letta, vuole creare inutilmente del panico». Abituata a mettere la polvere sotto il tappeto e a recitare a soggetto, grazie al suggerimento di un occhialuto collaboratore seduto dietro di lei, il ministro Gelmini si è affrettata a dire che queste cifre sono «cifre computate rispetto al 2008». Abbiamo verificato sul sito del ministero dell’Economia dov’è possibile consultare il Def.
E in effetti è vero, la cifra di 13,5 miliardi per il prossimo triennio somma i tagli della legge 133 del 2008. Ma c’è un punto da chiarire. Rispetto alle cifre conosciute, a decorrere dal 2012 c’è uno scarto di almeno 600 milioni all’anno. E non è chiaro dove il governo prenderà queste risorse, ma di sicuro sta pensando ad un’altra operazione ragionieristica che farà crollare il sistema dell’istruzione pubblica a favore di quello privato tanto caro al Presidente del consiglio Berlusconi.
Nella scena madre di Ballarò non è stata purtroppo menzionata la notizia più devastante. Abbiamo appreso che nel prossimo trentennio il governo ha deciso che la ricchezza prodotta verrà progressivamente spostata dall’istruzione pubblica a settori di spesa non ancora precisati. La quota attuale del Pil impegnata nella scuola e nell’università è del 4,2 per cento, calerà al 3,7 per cento nel 2015 per raggiungere il 3,2 entro il 2030.
Siamo certi che a questo punto persone ben informate, e competenti, si sono già messe al lavoro per quantificare la cifra. Quello che ad oggi possiamo dire è che i «risparmi» (cioè i tagli) previsti sono senz’altro più alti di quello che si legge nel Def. Nell’immediato il contenimento della spesa provocherà la progressiva riduzione degli stipendi degli insegnanti e dei ricercatori che sono già oggi i più bassi d’Europa. Il Def conferma inoltre che gli scatti stipendiali congelati da Tremonti nella manovra estiva del 2010 non verranno restituiti nel 2013 e che per il personale della scuola non è previsto alcun rinnovo del contratto.
Ma non è finita qui. Nel testo si continua ad affermare una falsità. Si parla ancora di un reintegro di 800 milioni del Fondo ordinario di finanziamento delle università (Ffo), quando invece è universalmente noto che si tratta solo di un parziale reintegro di un taglio di 1,3 miliardi previsto sin dal 2008.
Sempre nella memorabile scena il ministro Gelmini si è soffermata sull’immissione in ruolo di 30 mila docenti precari prevista per il prossimo anno «in accordo con i sindacati», cioè con Cisl e Uil. Una tesi contestata da Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil, che apostrofa il metodo seguito dalla Gelmini come quello che si segue «al Bar degli amici». «Questo numero – sostiene – non garantisce alcuna aggiuntività rispetto ai posti disponibili che sono oltre il doppio ed è insufficiente per garantire stabilità ai precari». «Se il Ministro non è in grado di interpretare da sola le tabelle del Def – ha rincarato la dose la responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi – se li faccia spiegare con esattezza da Tremonti». «Quello che è certo – afferma Alessandro Ferretti, fisico a Torino e esponente della Rete 29 aprile – è che per 3 anni non si investirà un euro nella ricerca come nella scuola. I costi però continueranno ad aumentare e l’unico modo per sostenere l’istruzione pubblica in questo paese sarà quello di diminuire il numero degli studenti, delle sedi e dei servizi».

Il Manifesto 21.04.11

5 Commenti

  1. Roberto A dice

    No,Marco,le certezze sono queste:il governo Prodi ha tagliato 42.000 docenze,4.000 ATA,1 miliardo 432 milioni a regime dal 2011 in avanti,4 miliardi 84 milioni tra il 2008 e il 2011,8 miliardi 378 milioni tra il 2008 e il 2014….il governo Berlusconi 67.000 docenze,42.500 ATA,2 miliardi 232 milioni netti a regime dal 2012 in avanti (3 miliardi 188 lordi,ma la norma stessa prevede che a partire dal 2010 il 30% dei risparmi sia reinvestito nella scuola),5 miliardi 619 milioni tra il 2009 e il 2012,10 miliardi 83 milioni fino al 2014…ecco quali sono le certezze…dovete finirla di fare disinformazione e dimenticarvi dei tagli fatti dal governo Prodi che sortiranno effetti ogni anno a decorrere dal 2011 in avanti…

  2. Anonimo dice

    Marco ha dimenticato il taglio cumulato del governo Prodi pari a 4 miliardi 84 milioni in 4 anni dal 2008 al 2011,se poi vogliamo aggiungerci anche gli anni fino al 2014,i miliardi diventano piu’ di 8 cumulati…cosi’ come quelli del governo Berlusconi diventano piu’ di 10 fino al 2014…e non sono 8 nei primi 4 anni,visto che la norma stessa prevede che a partire dal 2010 il 30% del risparmio derivante dalla riduzione del personale venga reinvestito nella scuola.I due governo hanno tagliato 109.000 docenze (42.000 Prodi e 67.000 Berlusconi) e 49.500 ATA (7.000 Prodi e 42.500 Berlusconi ),in tutto 158.500 posti di lavoro nella scuola…ecco le certezze…

  3. Anonimo dice

    Marco,l’unica certezza sono i tagli sia del governo Prodi (1 miliiardo 432 milioni e 49.000 posti nella scuola a regime dal 2011 in avanti per tutti gil anni a seguire) e quelli del governo Berlusconi (2 miliardi 232 milioni e 109.500 posti nella scuola a regime dal 2012 e per tutti gli anni in avanti)…in totale taglio di circa 158.000 posti (109.000 docenze e 49.500 ATA) e 3 miliardi 664 milioni tra i due governi dal 2012 in avanti alla scuola…ecco cosa è certo….e basta con questa balla degli 8 miliardi in 4 anni….in quei 4 anni il taglio è di 5 miliardi 619 milioni di euro,visto che la stessa norma prevede che ogni anno il 30% dei risparmi a partire dal 2010 venga reinvestito nella scuola,i quasi 8 miliardi sono il taglio cumulato nei 4 anni,al loro del 30% reinvestito.E basta con questo giochetto dei tagli cumulati…se per questo,il governo Prodi,allora ha tagliato 4 miliardi 84 milioni in 4 anni….e se vogliamo fare il conto di quanto è stato tagliato cumulativamente tra il 2008 e il 2014 dai due governi per le riduzioni del personale,ne esce una bella cifretta per ognuno…il governo Prodi 8 miliardi 378 tra il 2008 e il 2014,il governo Berlusconi 10 miliardi 83 milioni tra il 2009 e il 2014….

  4. Marco dice

    @roberto

    Va bene se diciamo che l’unica certezza sono i tagli di questo governo e di questo ministro di 8 miliardi sulla scuola pubblica ………quelli, converrà con me, sono REALI, inconfutabili.
    E quel numero è nella testa di tutti gli italiani a chiare lettere

  5. Roberto A dice

    mamma mia,quante inesattezze in questo articolo…

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