Mese: Aprile 2011

"Il governo aspetta il voto con il fiato sospeso", di Marcello Sorgi

Il voto di oggi a Montecitorio sulla richiesta di conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale tra la Camera e i giudici di Milano ha un valore politico pari a quello del 14 dicembre sulle mozioni di sfiducia, in cui Berlusconi si giocò tutto e alla fine prevalse grazie a tre deputati che all’ultimo momento passarono dall’opposizione alla maggioranza. Ma in un certo senso è anche più difficile, dato che il premier deve conquistare 316 voti e che la votazione si svolgerà a scrutinio segreto. Ci sono insomma tutte le condizioni, nel segreto dell’urna, per far cadere il governo e aprire la crisi che fu evitata in extremis alla fine dell’anno scorso. Da allora ad oggi Berlusconi ha pian piano allargato la sua maggioranza, grazie alla crisi del Fli e al consolidamento del gruppo dei «Responsabili», uno dei quali, Saverio Romano, transfuga insieme a quattro colleghi siciliani dall’Udc di Casini, è anche diventato ministro dell’Agricoltura. Il Cavaliere ha solo iniziato il rimpasto, annunciato da tempo, che nei suoi piani dovrebbe servire a rafforzare la nuova …

"Il teatro del ricatto", di Giuseppe D'Avanzo

Si è sempre detto che le ossessioni berlusconiane si connotano per qualcosa di simile alla «coazione a ripetere»: il coatto ripete i suoi gesti «convinto di agire in una situazione nuova o ha addirittura dimenticato i precedenti». Può essere una chiave per presentare la giornata parlamentare di oggi (la Camera approva il conflitto di attribuzione contro la procura di Milano) e la vigilia del prologo tecnico del “processo Ruby” (Berlusconi è imputato di concussione e sfruttamento della prostituzione minorile). Il capo del governo, si dirà, sempre muove il suo potere, abusandone, per grattarsi le rogne di un´avventura imprenditoriale contrassegnata dalla corruzione. In sei anni si è affatturato due leggi immunitarie e, in cinque, due decine di leggi ad personam. Qual è allora la novità se ora, di nuovo, Camere ubbidienti si preparano a ridurre ancora la prescrizione per liberarlo di tre processi milanesi? Che cosa c´è di nuovo se il Parlamento chiede alla Corte costituzionale di cancellare la competenza dei giudici di Milano per salvarlo da un dibattimento che lo screditerebbe agli occhi del mondo, …

"Nuova stretta sulle intercettazioni. A Milano i pm chiedono il processo a Berlusconi per Mediatrade", di Celestina Dominelli

Nuova stretta del Pdl sulle intercettazioni: mai più nelle carte processuali. La maggioranza si prepara a una settimana cruciale per le sorti di Silvio Berlusconi. Si comincia domani in aula, alla Camera, con due appuntamenti clou (guarda l’agenda dei lavori): il voto sul conflitto d’attribuzione e l’esame del ddl sul processo breve. E, a tal proposito, dentro il Pdl serpeggia la tentazione di un’altra prova di forza: chiedere di nuovo l’inversione dell’ordine del giorno dei lavori dell’assemblea per affrontare la prescrizione breve prima della legge sui piccoli comuni e della Comunitaria. Intanto dalla sesta commissione del Csm, l’organo di autogoverno della magistratura, arriva una netta bocciatura dell’emendamento Pini alla Comunitaria, che estende la responsabilità civile dei magistrati. Csm: responsabilità civile lede indipendenza toghe Nel documento approvato a larga maggioranza, con il voto contrario del laico del Pdl, Niccolò Zanon, la Commissione fa notare come l’emendamento Pini, che amplia la responsabilità delle toghe anche ai casi di «manifesta violazione del diritto», introduce un’innovazione che non ha riscontri nel resto d’Europa. Innovazione che peraltro, a detta dei …

Emergenza giustizia, parlamentari del Pd ricevuti in Tribunale

Hanno consegnato una lettera aperta nella quale riaffermano l’impegno “a favore di una riforma vera della giustizia che risponda alle esigenze dei cittadini, non di un solo uomo”. Una delegazione del Pd ha incontrato oggi il Presidente del Tribunale Eleonora De Marco e il Procuratore della Repubblica di Modena Vito Zincani. Il sen. Giuliano Barbolini, l’on. Manuela Ghizzoni e l’on. Giulio Santagata, accompagnati dal segretario provinciale del Pd Davide Baruffi, hanno consegnato al presidente De Marco e al Procuratore Zincani il testo di una lettera aperta nella quale i parlamentari modenesi riaffermano il loro impegno “a favore di una riforma vera della giustizia che risponda alle esigenze dei cittadini e non di un solo uomo”. L’iniziativa fa seguito all’interrogazione, presentata dai deputati modenesi del Pd al ministro della Giustizia Alfano, sulla preoccupante situazione del Tribunale di Modena. Le carenze più gravi – sottolineano i parlamentari – riguardano il personale amministrativo: rispetto al previsto organico di 119 unità nel 2005, si è passati a 112 nel 2007, con un’ulteriore riduzione fino a 105 unità nel 2010. …

"Lega di lotta non di governo", di Ernesto Galli della Loggia

La crisi della leadership berlusconiana a stento riesce a mascherare un’altra crisi che sta esplodendo in questi giorni: la crisi della Lega. È la crisi che è raffigurata come meglio non si potrebbe dalla foto di quella rete del campo profughi di Manduria, semiabbattuta e superata d’un balzo da centinaia di tunisini poi dispersisi nei dintorni . Con l’incisività perentoria delle immagini essa mostra l’impotenza di un ministro leghista dell’Interno, Maroni, che, molto bravo ad arrestare mafiosi e camorristi, non sa invece che pesci pigliare proprio sul tema forse più caro alla propaganda e all’ideologia del suo partito: quello dell’immigrazione. Bossi ha un bel dire agli immigrati «fuori dalle palle» . Il suo ministro non è capace neppure di trattenerli dietro una rete: non dico neppure, naturalmente, di respingerli in mare lasciandoli al loro destino, così come invece, ascoltando le grida di Bossi, qualche ingenuo e feroce leghista forse si è immaginato che potesse accadere. Ma evidentemente un conto sono i comizi a Pontida, un altro conto fare seguire alle parole i fatti. La verità …

Franceschini: «Contro le leggi ad personam serve un grande patto tra le opposizioni», di Corrado Castigione

Un grande patto tra le opposizioni per contrastare «un governo incapace» e le leggi ad personam, senza troppe dietrologie sulle alleanze future e quello che verrà dopo: il capogruppo alla Camera del Pd Dario Franceschini rilancia la proposta alla vigilia di un momento caldo sul fronte della giustizia. Conflitto d`attribuzione per la vicendaRuby, prescrizione breve e responsabilità civile per le toghe: sarà una settimana intensa. Il Pd come si prepara ad affrontarla? «Sarà un`altra settimana di schiaffi agli italiani. Non è possibile che di fronte a problemi così gravi come quello della Libia e dell`immigrazione il Parlamento debba essere costretto a confrontarsi su tutt`altro. Tutti temi che interessano solo Berlusconi. È un punto che è diventato insopportabile». E perciò la tentazione dell`Aventino può prendere corpo? «Niente affatto, questa tentazione non mi sfiora neppure. Ce n`è già stato uno nella storia d`Italia e sappiamo com`è finita. Piuttosto continueremo a dare battaglia su tutto, perché certe porcherie non si realizzino. I risultati poi arrivano sempre. È per questo che gli elettori ci hanno votato. Fin quando sarò …

"Sciupone l'Africano", di Umberto De Giovannangeli

Sciupone l’Africano» prova a conquistare la Tunisia. Silvio Berlusconi «sbarca» oggi a Tunisi con cento milioni di euro di «crediti di aiuto», una dozzina tra motovedette e fuoristrada come «cadeau» promessi e la riproposizione di un must pubblicitario di cui il Cavaliere si è giovato per nove volte in nove anni: il «piano Marshall» , adattato a iniziative internazionali e a progetti per casa nostra (dalla Somalia all’Abruzzo, dalla Palestina al Sud d’Italia, dalla Sardegna al Maghreb…). Con due comuni denominatori: per lo più si tratta di impegni millantati e mai mantenuti, e in alcuni casi sono soldi delapidati, finiti nelle tasche di dittatori sanguinari ovvero di famelici corrotti e corruttori stranieri e autoctoni. Con la Tunisia, «Sciupone l’Africano» prova a riprodurre lo «schema libico», contenendosi, però, nella cifra elargita, anche perché i nuovi governanti tunisini non sono affidabili, per il Cavaliere e il suo entourage, come lo era l’«amico Ben Ali», il despota costretto a fuggire dalla insurrezione popolare. Cento milioni di euro non sono una mancia, anche se le autorità di Tunisi si …