Mese: Aprile 2011

"Il governo che non c'è", di Tito Boeri

Un´isola che c´è, Lampedusa, ci ha convinto che non può esistere un governo che non c´è. Quella offerta nelle ultime settimane è una dimostrazione di totale, frustante, impotenza nel gestire un problema certamente complesso ma non più grave di quello in passato fronteggiato da altri paesi dell´Unione Europea. Quei paesi della Ue che hanno una lunga tradizione nel gestire flussi massicci di rifugiati politici e immigrati clandestini. Non si può dire che i massicci sbarchi dal Nord-Africa di queste settimane non fossero prevedibili. Era stato lo stesso ministro Maroni a preannunciare due mesi fa un «esodo biblico di 80.000 tunisini», ben maggiore di quello sin qui registrato. Da allora nulla è stato fatto per fronteggiare questa emergenza, per garantire un primo soccorso adeguato alle persone sbarcate a Lampedusa e per definire una qualche strategia, da concordare con tutti gli attori coinvolti. Il coordinamento proprio non c´è stato, neanche all´interno dell´esecutivo. Per non parlare di quello fra governo e Regioni. Abbiamo assistito a quattro tipi di reazioni all´interno della maggioranza. La prima è l´urlo. Il “föra …

"Il Pd in piazza per la giustizia", di Goffredo De Marchis

Il Pd chiude la porta alla riforma della giustizia del governo. Il segretario Bersani accusa il ministro della Giustizia, Alfano, di essere «servile, saremo contro le sue norme in piazza e nel Parlamento». Per Bersani è necessario andare alle urne. Domani a Roma tre manifestazioni contro il pacchetto giustizia.«Alfano è arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi». Dunque si scordi il confronto, il «fumoso» dialogo. «Quando annunciò la sua epocale riforma della giustizia – ricorda Pier Luigi Bersani – dissi che entro 15 giorni saremmo tornati alle leggi ad personam. Da martedì voteremo una prescrizione costruita su misura del premier e sul fatto che Ruby è la nipote di Mubarak. Più chiaro di così». È allarmante anche l´appello alla piazza del ministro della Giustizia? «Mi allarma innanzitutto l´immagine di Alfano come emerge dall´intervista a Repubblica. Un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo è un´affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: …

"Sparisce l'interrogazione. I ragazzi non parlano più", di Fabio Luppino

Gli effetti della riforma Gelmini. Meno ore e più studenti per classe, non c’è più tempo per le verifiche orali. I danni inferti ad una generazione. Non so come fare. Ho meno ore, non riesco a sentirli più. Ormai per il voto orale devo fare dei compiti scritti. L’anno scorso ne avevo 22, quest’anno 28. L’anno scorso avevo quattro ore di latino, quest’anno tre. Ma sono preoccupato: ogni volta che li chiamo sono sorpresi, non riescono ad esprimersi. È colpa mia? Non lo so, i miei colleghi mi raccontano le stesse cose». Uno sfogo, uno dei tanti. Della riforma Gelmini nelle superiori si è parlato in teoria. I conti con la realtà si cominciano a fare, ora, nelle scuole: sono devastanti. La generazione del monosillabo delle parole mozze, delle sigle per darsi affetto, così come si vanno forgiando invasi da facebook, a scuola trasferisce per intero l’incertezza lessicale. E non c’è tempo per rimediare. Il pittoresco Lorenzo creato da Corrado Guzzanti – che non riusciva nemmeno ad arrivarci al monosillabo, ma un rumore contorto usciva …

"Un Paese che sprofonda nel degrado questa è l´ora della mobilitazione", di Gustavo Zagrebelsky

Navi affollate di esseri umani alla deriva,immense tendopoli circondate da filo spinato, come moderni campi di concentramento.Ogni avanzo di dignità perduta, i popoli che ci guardano allibiti, mentre discettiamo se siano clandestini, profughi o migranti, se la colpa sia della Tunisia, della Francia, dell´Europa o delle Regioni. L´assenza di pietà per esseri umani privi di tutto, corpi nelle mani di chi non li riconosce come propri simili. L´assuefazione all´orrore dei tanti morti annegati e dei bambini abbandonati a se stessi. Si può essere razzisti passivi, per indifferenza e omissione di soccorso. La parte civile del nostro Paese si aspetta – prima di distinguere tra i profughi chi ha diritto al soggiorno e chi no – un grande moto di solidarietà che accomuni le istituzioni pubbliche e il volontariato privato, laico e cattolico, fino alle famiglie disposte ad accogliere per il tempo necessario chi ha bisogno di aiuto. Avremmo bisogno di un governo degno d´essere ascoltato e creduto, immune dalle speculazioni politiche e dal vizio d´accarezzare le pulsioni più egoiste del proprio elettorato e capace d´organizzare …

"La scuola non reggerà i nuovi tagli di precari", di Dario Franceschini

Immaginate che domani mattina in una classe su sei non suoni la campanella, le lezioni non inizino e l’aula rimanga vuota. E’ quanto accadrebbe se i circa 120 mila insegnanti precari smettessero improvvisamente di lavorare. Nell’Italia dove nulla è più stabile del provvisorio, i precari contribuiscono alla stabilità della scuola. Eppure di questo straordinario patrimonio di intelligenze e di saperi, Berlusconi e la Gelmini pensano di poterne fare a meno: sono chiamati per un po’, poi vengono mandati a casa a giugno, forse saranno richiamati a settembre. Nessuna garanzia, nessun riconoscimento di carriera, zero prospettive di stabilità. Si provocano così danni rilevanti sia ai docenti, che anche dopo 20 anni di insegnamento si ritrovano eterni precari, con una qualità della vita tutta da immaginare, sia agli studenti a cui viene a mancare una delle condizioni più importanti per l’apprendimento: la continuità didattica. Eppure la situazione dei precari è centrale, se non si risolve, è impossibile mettere mano a un grande progetto riformatore che sappia investire sulla formazione degli insegnanti e l’innovazione della didattica. Volutamente questo …

«Promesse da B. L’Aquila è morta», di Sandra Amurri

Due anni dopo il sisma che ha distrutto l’Abruzzo, la zona rossa è ancora chiusa e di lavori non c’è traccia. Il premier disse: “Faremo in fretta, non siete soli” Le macerie sono ancora tutte qui dentro, in quello che resta delle case. Mura squarciate. Tetti volati via assieme alla vita. Il centro storico. Il cuore de L’Aquila si è fermato alle 3,32 del 6 aprile 2009 quando una scossa di magnitudo 6.2 della scala Richter ha sepolto 309 persone. Da allora non batte più. Quello che si ode camminando è solo silenzio. Il silenzio della morte. Un solo rumore richiama l’attenzione: lo scorrere dell’acqua. Ci guardiamo intorno alla ricerca di una fontana rimasta aperta per dare un senso a quel rumore. Lo sguardo si perde nel nulla. Solo più tardi ci spiegano che si tratta di acqua che fuoriesce dalle tubature spaccate dal terremoto e mai aggiustate. Il consumo di acqua è lo stesso di due anni fa quando in città vivevano 14 mila persone oltre agli studenti. Neppure a questo ha pensato la …

"Lampedusa, Manduria Scene del fallimento", di Livia Turco

Quello che si sta squadernando sotto i nostri occhi – come poco fa l’incredibile fuga di massa dal centro di Manduria – è il fallimento di una politica che ha pensato di governare i flussi migratori alzando i muri e considerando i paesi del mediterraneo un’area da sfruttare nelle sue risorse naturali e da utilizzare come gendarme per il controllo dell’immigrazione clandestina. Siamo stati a Lampedusa lunedì scorso. Abbiamo visto con i nostri occhi e ascoltato con le nostre orecchie. Siamo stati al porto dove è stipata una massa umana, nel centro di identificazione sovraffollato oltre misura, nel centro di accoglienza dei minori di Linosa, presso la parrocchia a salutare don Stefano e i volontari della Caritas, infine in Comune per incontrare il sindaco e i consiglieri comunali. Siamo rimasti attoniti e ci siamo vergognati per le condizioni disumane in cui versano da oltre un mese le persone immigrate. Ai cittadini di Lampedusa continuiamo ad esprimere il nostro ringraziamento per l’esempio di solidarietà che ci hanno dato e perché si sono sostituiti allo Stato che …