Mese: Aprile 2011

"L'Italia vista da Berselli", di Filippo Ceccarelli

Nei suoi ultimi testi la fantasia reclamava indipendenza e libertà il diritto di svolazzare sopra i luoghi comuni. Colpisce l´estrema varietà dei generi che poi riescono a fondersi grazie alla scrittura Un volume che raccoglie tutti i libri dell´intellettuale scomparso un anno fa. Il paese raccontato nei suoi vizi e virtù. Quante volte viene da chiedersi cosa avrebbe scritto di Scilipoti, del bunga bunga e della guerra in Libia. Come pure sul nucleare: centrali sì o centrali no? E che mai ci avrebbe regalato su Lampedusa, Saviano, la rivoluzione araba e Mara Carfagna? Perché la cronaca incalza, com´è nella natura del giornalismo: ma più spesso di quanto s´immagini il punto interrogativo, quella piccola spina che si fa sentire fra cronaca, commenti, cultura e sport, quel mite pungiglione che vivifica la più varia umanità, è come l´avrebbe decifrata, questa cronaca, Edmondo Berselli, che se n´è andato ormai da un anno, ma sembra assai di più, tanto più mancando il suo sguardo e le sue parole. E a questi dubbi per così dire capitali e professionali, succede …

"Deriva pericolosa", di Michele Ainis

Una roba così non era mai successa. Il capo dello Stato che convoca i capigruppo al Quirinale, li mette in riga come scolaretti, gli chiede conto dei fatti e dei misfatti. D’altronde non era mai successo nemmeno il finimondo andato in scena negli ultimi due giorni. Il ministro della Difesa che manda a quel paese il presidente della Camera, quello della Giustizia che giustizia la sua tessera scagliandola contro i banchi dell’Italia dei Valori, quello degli Esteri che lascia la Libia al suo destino per votare un’inversione dell’ordine del giorno in Parlamento. Dall’altro lato della barricata, fra i generali del centrosinistra, contumelie e strepiti, toni roboanti, decibel impazziti. E intanto, nelle valli che circondano il Palazzo, folle rumoreggianti dell’opposizione, lanci di monetine, improperi contro il politico che osa esibire il suo faccione. Diciamolo: la nostra democrazia parlamentare non è mai stata così fragile. Ed è un bel guaio, nel mese in cui cadono i 150 anni della storia nazionale. Perché uno Stato unito ha bisogno di istituzioni stabili, credibili, forti di un popolo che le …

"Precari Ispra, dal tetto al nulla Pronti a protestare ancora", di Luciana Cimino

Strano destino quello dell’Ispra. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ente vigilato dal Ministero dell’Ambiente, ha sempre più compiti e emergenze da seguire ma ha sempre meno soldi per assumere personale e per svolgere le sue preziose attività di ricerca e controllo. Eppure che la sua funzione sia importante lo dimostrano le vicende degli ultimi mesi: è l’Ispra a gestire la parte italiana dell’emergenza nucleare causata dal terremoto in Giappone, ad aver seguito l’emergenza per lo sversamento di idrocarburi nel nord Sardegna, la vicenda navi dei veleni in Calabria, il monitoraggio della biodiversità nel Canale di Sicilia, tutti gli interventi legati al dissesto idrogeologico del territorio. O meglio sono anche e soprattutto i precari dell’Ispra. 200 persone circa, eccellenze della nostra ricerca, che tra il 2009 e l’anno scorso hanno passato per protesta due mesi sul terrazzo della sede di via Casalotti, a Roma, per difendere il loro lavoro (erano tutti in scadenza) e la dignità della ricerca scientifica. «La protesta sul tetto ha ottenuto visibilità mediatica e politica e allora il …

"Il processo non è breve", di Gabriella Monteleone

Troppi pasticci del Pdl, e il blitz sull’ennesima legge ad personam fallisce: ecco il film della giornata a Montecitorio. Si doveva chiudere ieri sera, ora di processo breve se ne riparlerà la prossima settimana, ma non si sa quando. Non si può escludere un’altra clamorosa forzatura della maggioranza. Si vedrà. Intanto l’inversione dell’ordine dei lavori di mercoledì è già fallita su tutti i fronti, complice quello che la rude saggezza di Bossi chiama «l’errore strategico» di La Russa con il suo «vaffa» a Fini che ne ha fatto slittare l’esame. Senza l’accordo in capigruppo infatti, si è tornati al calendario precedente: martedì si voterà prima sul conflitto di attribuzione per il caso Ruby, poi su altri tre provvedimenti solo dopo arriverà il processo breve. Per due giorni l’esame “forzato” di quel testo ha messo in fibrillazione parlamento e istituzioni, scatenando insulti, lanci di giornali, gesti plateali di stizza di ministri – costretti pure a “correre” da palazzo Chigi per votare – mentre fuori da Montecitorio continua la protesta dell’opposizione e del Popolo viola contro l’ennesima …

La disabile pd insultata dalla Lega "Mi sono sentita violentata", di Giovanna Vitale

Ileana Argentin: “Gridavano: non fate parlare quell´handicappata del cazzo”. “Erano anni che non mi succedeva, un insulto tanto più offensivo perché detto alla Camera”. “Avevo chiesto al mio operatore di applaudire poiché io sono paralizzata”. È ancora scossa, Ileana Argentin. «Erano anni che non mi sentivo dare dell´handicappata», sospira la deputata del Pd. «Un insulto tanto più offensivo perché pronunciato in un luogo sacro come il Parlamento». Ci racconta com´è andata? «Eravamo in aula, la maggioranza era in forte fibrillazione perché non era riuscita a far passare il processo verbale e Fini aveva sospeso la seduta. Quando l´ha riaperta, è stata data la parola ai vari capigruppo. Durante l´intervento di Italo Bocchino ho chiesto al mio operatore di applaudire perché stava dicendo cose che condividevo». Poteva farlo? «Naturalmente. Francesco è un ragazzo di 24 anni che mi accompagna sempre: oltre a votare per me, svolge tutte quelle mansioni che mi sono precluse perché sono paralizzata, muovo a stento la mano sinistra e basta. Faccio persino fatica a sostenere la testa». E a quel punto cosa …

"Tutti contro il piano tendopoli di Maroni", di Vincenzo Ricciarelli

La tregua è durata meno di ventiquattro ore. Dopo aver siglato l’accordo con il Viminale sul piano di accoglienza dei profughi, gli enti locali sono di nuovo sul piede di guerra con il ministro Maroni che ieri, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri straordinario, ha spiegato che il piano messo a punto per accogliere i migranti sbarcati a Lampedusa prevede una «disponibilità di diecimila posti, in tutte le regioni italiane ad eccezione dell’Abruzzo». Il piano, che prevede anche la realizzazione di alcune tendopoli, verrà illustrato questa mattina alle Regioni e agli enti locali in una riunione al Viminale ma anche se manca ancora l’ufficialità sui siti individuati per l’accoglienza dei migranti partiti da Lampedusa governatori sono già sul piede di guerra. Proteste che non sembrano interessare troppo Roberto Maroni «Atteggiamenti di rifiuto – ha spiegato il ministro – non possono essere giustificati: è un’emergenza grave che richiede il concorso di tutte le regioni». La lista, si diceva, è ancora top secret ma secondo indiscrezioni oltre alla tendopoli di Manduria prevederebbe siti in allestimento …

"Nomine, Lega pigliatutto", di Raffaella Cascioli

Il governo alle prese con il rebus della scelta dei vertici delle aziende pubbliche. Ma quali posti nel governo in vista di un imminente rimpasto! La Lega bada al sodo e ha intenzione di occupare il maggior numero di poltrone disponibili nelle aziende pubbliche. Un’occasione che il Carroccio attende da tempo e che non vuole lasciarsi sfuggire. È per questo che ai suoi il senatur ha impartito ordini precisi: l’occupazione delle società a partecipazione pubblica viene prima di tutto e sopra a tutti. Il che tradotto in lumbard significa che ciascuno può essere sacrificato in vista di quella che appare fin d’ora un’invasione dei gangli vitali del sistema in un momento in cui la fibrillazione e a tratti l’isterismo di molti esponenti di governo fanno addensare molte nubi sulla durata dell’esecutivo. Archiviato il federalismo con il via libera definitivo del consiglio dei ministri al quinto decreto sulla fiscalità di regioni e province, il Carroccio punta a vincere una partita che invano prova a giocare da almeno un decennio. Quella delle nomine appunto il cui nodo, …