Giorno: 10 agosto 2011

"Equità ed efficacia: un'altra manovra è possibile", di Pier Paolo Barretta*

La facile rincorsa del governo alle modifiche costituzionali (addirittura due: gli articoli 41 e 81) sembra più dettata da un disperato tentativo di tappare la falla della diga con un dito, che da un vero disegno organico e un’idea di Stato. Tanto più quando, come nel caso dell’art. 41, la proposta di modifica entra ed esce dai cassetti a seconda del clima politico ed è riassunta in una formula (“tutto ciò che non è proibito è libero”) talmente ovvia da destare sospetti – o conferme – sul suo vero significato. E ciò vale anche per l’articolo 81. Una buona Costituzione (e la nostra lo è) non può essere scritta solo sull’onda dell’emergenza. Due falsi obiettivi, dunque, per distrarre dall’impatto che avrà sulle famiglie e i cittadini l’anticipo della manovra. L’anticipo del pareggio di bilancio al 2013 non stupisce, dopo la incauta decisione di Tremonti di collocarlo dopo le elezioni. I mercati vanno criticati e regolati, ma nemmeno provocati! Ed è ciò che, invece, è avvenuto con l’altra “furbata” di Tremonti, quando ha coperto, con i …

"P3, ecco tutti i guai del Pdl subdola rete di regali e favori", di Claudia Fusani

Non è una geometrica potenza di immediata percezione. Una di quella associazioni a delinquere di cui capisci subito forza e spessore. La P3 è subdola ed è questa la sua forza: riesce ad insinuarsi ovunque grazie all’invito al convegno in località di lusso, a cene e colazioni, regali di Natale e altri favori. Ovunque purché serva. L’obiettivo è sempre lo stesso: aumentare le rete di potere, assumere informazioni, condizionare decisioni a favore del gruppo. L’arricchimento è uno degli obiettivi ma non il più importante. Anzi, prevale su tutto il potere di controllo. Le sessantamila pagine depositate dall’aggiunto Capaldo e dal sostituto Sabelli ai difensori dei venti indagati raccontano questo lento ma progressivo insinuarsi nei meccanismi della vita pubblica per condizionarli, dalla nomina di un amministratore locale in Sardegna per garantirsi gli appalti per l’eolico, a quella di un magistrato in un ufficio che poi potrà tornare sempre utile; dall’inserimento dei candidati nelle liste fino a veri e propri condizionamenti nel funzionamento e nelle decisioni della giustizia ai massimi livelli, dalla Corte di Cassazione a quella …

Nel 2010 oltre 427 mila giovani hanno perso il posto di lavoro

Quasi il 20 % dei disoccupati sotto i 35 anni lavorava nel 2009 e circa il 60 % non ha più un’occupazione da oltre un anno. Nord e Centro in recupero, Sud senza alcun segno di ripresa. Mercato del lavoro ancora bloccato per i giovani nel nostro paese nel 2010. Quasi il 20 per cento dei disoccupati nel 2010 lavorava nel 2009, e circa il 60 per cento è disoccupato da più di un anno. E’ quanto emerge da una indagine di Datagiovani che sottolinea come le regioni del sud hanno reagito meglio alle dinamiche di involuzione, creando più posti di lavoro rispetto alla media nazionale e con una minore probabilità di perderli nel corso di un anno. Ma l’indice di evoluzione globale mostra come le regioni del Centro e parte del Nord, dopo un 2009 pessimo, stiano recuperando parte del terreno perso, mentre il sud non dà segni di ripresa. Il centro di ricerche mette il luce come quasi 2 giovani disoccupati su 10 lavoravano nel 2009. Si tratta di poco meno di 210mila …

Financial Times: «Italia, il problema è il premier»

Financial Times e Wall Street Journal, espressione della finanza internazionale, puntano lo sguardo sull’Italia. Con scarsa fiducia, a dire poco, nel nostro premier. «È difficile dire se gli italiani stiano perdendo la loro fiducia in Silvio Berlusconi più di quanto i mercati finanziari ne stiano perdendo nell’Italia», attacca l’editoriale di oggi del Financial Times. Che incalza: «Ma ciò di cui l’Italia soffre in misura maggiore non è tanto un enorme debito, quanto piuttosto un super deficit di leadership politica». Il quotiiano britannico continua elencando i mali dell’Italia – a cominciare dal 48esimo posto nell’indice di competitività del Wef fino alla disastrosa situazione del mercato del lavoro, passando per il caos del sistema giudiziario e, soprattutto, per la corruzione e le infiltrazioni criminali nella vita pubblica – e sottolinea l’urgente necessità di avviare delle riforme strutturali senza differire. «L’ultima chance per il 74enne Berlusconi di mettere avanti gli interessi della nazione a quelli suoi personali, del suo impero finanziario, dei suoi guai giudiziari». Ma il Ft nutre «ragioni particolari per dubitare che Berlusconi sia all’altezza del …

"Industria, più utili ma meno occupati", di Sergio Bocconi

Le imprese italiane recuperano fatturato e utili. Ma perdono occupazione e sono sempre più «estere», contribuendo così meno in fondo alla «ricchezza della nazione». Il rapporto 2011 dell’Ufficio studi di Mediobanca sui «Dati cumulativi di 2.030 società» conferma che rispetto al 2007, cioè agli ultimi bilanci prima della crisi avviata dalla finanza Usa e ricaduta sull’economia, l’azienda Italia ha riguadagnato buona parte del terreno perduto. E ha in pratica ricoperto l’«ultimo miglio» mancante nella prima metà di quest’anno. Il totale delle società industriali comprese nell’analisi (che viene realizzata da Mediobanca dal 1962) ha visto nel 2010 una ripresa del fatturato dell’8,2%, con una crescita dell’export del 12,6%. Rispetto al 2007 i ricavi aggregati accusano dunque una perdita limitata al 3,9%, che tuttavia è ricoperta dall’andamento del primo semestre 2011, che ha registrato un aumento del fatturato dell’11% per l’industria energetica e del 14% per quella manifatturiera. Però la fotografia va osservata completa e con attenzione. Perché anzitutto l’Italia è a due velocità se si considera la proprietà: le imprese private rispetto al 2007 hanno fatturato …

Ciampi: "A rischio il modello economico dell'Occidente", di Antonella Rampino

L’ex presidente della Repubblica e padre fondatore dell’euro: “C’è un difetto di capacità governativa. Occorre un ministro europeo dell’Economia” «Ho visto che ancora oggi il buon Trichet ha fatto un intervento, molto duro, contro i governi che non fanno quel che devono». La voce del presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi è dolce e colloquiale, ma suona nitida la preoccupazione. Che si allenta solo quando, al telefono dalla consueta vacanza nelle Alpi attorno a Siusi, dice «anche Juncker è nelle montagne italiane, lo scrivono adesso le agenzie di stampa». Non sfugge nulla, al Presidente emerito della Repubblica italiana, della tempesta finanziaria senza precedenti che scuote le due sponde dell’Atlantico. E che rischia di mettere a repentaglio l’euro di cui, con Helmut Kohl, Ciampi è il padre. Presidente, lei è stato il primo a parlare, anni fa, della «zoppia grave e preoccupante» dell’Europa, ad avvertire che era pericolosa quella mancanza di coordinamento nella politica economica e di sviluppo. Adesso quella zoppia è diventata epocale, e zoppicano anche gli Stati Uniti, il motore dell’economia occidentale… «E’ vero, sono …

Bersani: «Pensano di far pagare alla povera gente Se la vedranno con noi», di Maria Zegarelli

La linea del Pd: Tremonti chiarisca i contenuti della lettera inviata all’Italia dalla Bce e quali misure vuole adottare. Ma saranno barricate se l’intenzione è quella di tartassare ancora una volta le fasce più deboli. Su chi si abbatterà la manovra a cui sta lavorando il ministro Giulio Tremonti? Chi pagherà stavolta? Il tamtam è andato avanti per tutto il giorno: pensioni, welfare, articolo 18, lavoro dipendente, ticket… Niente di certo. «Apprendo di anticipazioni sconcertanti di misuren che il governo si appresterebbe a varare. Se pensano di far pagare la manovra alla povera gente, dovranno vedersela con noi», commenta verso sera il segretario Pd Pier Luigi Bersani. Apprende indirettamente perché, altra singolarità tutta italiana, c’è un premier «che chiede collaborazione ma non fa neanche una telefonata al leader del maggiore partito di opposizione per metterlo al corrente delle misure che intende intraprendere per affrontare una crisi così grave» annota con i suoi il segretario che anche ieri ha ribadito la preoccupazionen per gli effetti che potrebbe avere sul Paese una manovra iniqua che si scaricherebbe …