Giorno: 20 agosto 2011

"Fisco, con il turismo si evade: 13,5 mld di tasse non pagate", di Marco Tedeschi

Nel turismo si evadono tasse per 13,5 miliardi, un terzo della manovra appena varata. Secondo uno studio di Cescat il “nero” ammonta al 20% del fatturato complessivo del settore stimato per il 2011 in 185 miliardi. Il turismo conosce stagioni buone e stagioni meno buone, ma non èfacile conoscere l’andamento preciso di questo settore molto vitale perché una buona parte delle sue attività vengono nascoste: ai bilanci e al fisco. Quest’anno, ad esempio, l’industria turistica genererà complessivamente un volume d’affari in «nero» di 36 miliardi di euro, che si traduce in 13,5 miliardi di euro di tasse non pagate: non si emettono scontrini né ricevute, non si dichiara l’Iva, si evadono allegramente le imposte sul reddito. Non è poco, è moltissimo: si tratta di un terzo della manovra appena varata dal governo con una gran quantità di sacrifici chiesti, ancora una volta, a chi le tasse già le paga. SCONTRINI SCONOSCIUTI Gli evasori si nascondono sotto gli ombrelloni degli stabilimenti balneari, nel chiuso delle pensioni e dei bed&breakfast, per non parlare di bar e ristoranti. …

Nuove regole per salvare la politica", di Federico Geremicca

L’interrogativo non è nuovissimo, ma resta – irrisolto – al centro di accesissime dispute politiche, economiche e non di rado perfino filosofiche: in società complesse e globalizzate, il potere vero – cioè la capacità di dettare regole e perfino comportamenti collettivi e individuali – appartiene alla sfera della politica o a quella dell’economia? Le vicende delle ultime settimane, con l’annaspare impotente dei governi di tutto il mondo di fronte alle scorribande della finanza più o meno speculativa, paiono contenere una risposta in sé: nell’assetto attuale, è la politica – ormai – a dover rincorrere in maniera sempre più evidente l’economia alla ricerca di un qualche accordo. Governanti e classi dirigenti illuminate prenderebbero atto di tale evidenza per tentare – finalmente – di concordare nuove regole comuni e salvare, come si dice, quel che è ancor possibile salvare. In queste pesanti settimane, invece, si è spesso sentita ripetere – e non è questione solo italiana – una tesi per metà consolatoria e per metà frutto di calcoli politici, certo legittimi ma poco producenti. La tesi, nella …

"Roma, una consulenza da 4 milioni per risolvere i problemi di bilancio", di Luciana Cimino

Il commissario straordinario nominato per ripianare il debito del Campidoglio cerca consulenze esterne dal valore milionario. Mentre la manovra avrà come effetto il taglio dei servizi sociali nella Capitale. Doveva ripianare il debito della Capitale ma per farlo chiede, e ottiene, milioni di euro di consulenze. Si tratta del commissario straordinario nominato dal Governo per sanare il debito pregresso del Campidoglio, Massimino Varazzani. Il compito, sebbene assegnatogli da diversi mesi, gli deve essere sembrato troppo gravoso e così ha pubblicato tre giorni fa sul sito della Regione Lazio un bando (con scadenza 11 ottobre) dove si offre una consulenza a società esterne per l’affidamento del «servizio di assistenza tecnico contabile, anche nella gestione dei rapporti con gli uffici di Roma capitale, con l’obiettivo di acquisire ed organizzare tutte le informazioni necessarie e propedeutiche alle attività di pagamento, transazione e rendicontazione di competenza della gestione commissariale». Durata della consulenza due anni, eventualmente rinnovabili, a decorrere dal 1° dicembre 2011. Costo: 2.194.200 euro, che potrebbero arrivare a 4.388.400 euro nel caso di una proroga. Tutto questo mentre …

"Due milioni a rischio mobilità. Via al valzer degli statali", di Raffaello Masci

Ve lo diciamo in burocratese, abbiate pazienza: «I dipendenti delle amministrazioni pubbliche, esclusi i magistrati, su richiesta del datore di lavoro, sono tenuti ad effettuare la prestazione in luogo di lavoro e sede diversi, sulla base di motivate esigenze, tecniche e organizzative» (articolo 1 della manovra all’attenzione del Senato, comma 29). Se avete capito qualcosa, avete capito bene: d’ora in avanti i dipendenti pubblici potranno essere trasferiti dove servono (sia pur in ambito regionale) sennò, tanti saluti. La norma non si applica solo ad alcune categorie che hanno già una regolamentazione della mobilità in atto (scuola, forze dell’ordine, università). Sintesi: su 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici, 2 milioni e 100 mila debbono stare sul chi vive. La cosa, peraltro, avviene nel momento in cui quasi duemila comuni e 30 province (nulla è più incerto di questi numeri fluttuanti) chiudono baracca e lasciano «in mobilità» circa 25-30 mila dipendenti. Dunque c’è da attendersi un inedito giro di valzer? Per avere la risposta ci siamo rivolti al segretario della Cgil Funzione pubblica, Michele Gentile, non …

"C'è uno stato in Europa che vuole sterilizzare i Rom", di Adriano Sofri

La notizia, come si è diffusa ieri, è agghiacciante: il governo slovacco, dice, progetta una campagna di sterilizzazione gratuita per le donne rom. Non è esattamente così, eppure le ragioni di allarme e di scandalo ci sono tutte. C´è, da qualche tempo, un progetto del ministro del lavoro in cui sono ventilate misure riguardanti “le comunità più povere e socialmente più isolate” del paese. Ma è stato fin troppo facile riconoscere dietro questa espressione disinfettata e benevola le comunità rom, i cui bambini hanno una mortalità doppia rispetto agli altri, la cui aspettativa di vita è di dieci anni inferiore, il cui tenore di vita è cinque volte più povero di quello medio. E poiché la campagna governativa andrebbe dall´informazione sulla contraccezione all´offerta della sterilizzazione gratuita, è stato altrettanto facile leggervi l´intenzione di sterilizzare le donne delle comunità rom. Le campagne di sterilizzazione sono state e sono ancora molto diffuse nel mondo, e possono riguardare anche gli uomini: definite “volontarie”, sollecitano a loro modo la disponibilità delle persone con premi all´altezza della loro miseria, una …

"Il Pdl senza guida né rotta nella tempesta del decreto", di Francesco Lo Sardo

Degenera l’ammutinamento anti-Tremonti. Caos e aria di condono fiscale. «Pronti alla virata… Scudoooo», parte l’urlo nel cuore della notte. Chissà da dove arriva il missile dello scudo-bis da inserire nel decreto, chissà chi l’ha lanciato. Ma tanto basta a tirare giù dalle brande marinai e ufficiali, a far squillare i telefonini, a scatenare la confusione a bordo. Falso allarme, preciseranno ore dopo pezzi di governo. Non Berlusconi e Tremonti che s’abbandonano ad amenità o tacciono. «Pronti alla virata… Pensioniiii», parte un altro urlo al mattino: roba più seria questa, si punta dritto alla collisione con la Lega. Brunetta torna alla carica sulla riforma previdenziale, a partire dalle pensioni d’anzianità, spaccando il cosiddetto fronte ex socialista nel Pdl (Sacconi e Tremonti frenano) che proprio “fronte” non è perché s’è già frantumato sull’aumento dell’Iva (Cicchitto d’accordo, i suoi ex compagni no) piuttosto che sul pagamento del tfr a fine mese (l’ex socialista Tremonti ci ragiona o finge di farlo per riguadagnare punti con Bossi ma l’ex psi Cazzola già punta i piedi). Nessuno è al comando della …

"Esiste un solo modo per uscire dalle crisi: investire in ricerca", di Roberto Vacca

La Commissione europea classifica i 27 Paesi dell’Unione in base all’innovazione espressa da un indice (fra 0 e 1), funzione di 24 indicatori (lauree, investimenti in ricerca, brevetti, % di imprese innovative). La media europea è 0,53. La Svezia è a 0,75. L’Italia a 0,42, occupando il sedicesimo posto su 27, dopo Portogallo ed Estonia. Da noi gli investimenti pubblici in ricerca sono 0,58 % del Pil (0,77 della media europea) e quelli privati 0,65%del Pil (0,52 della media). Non sono scarsi solo gli investimenti, ma la cultura. Solo il 19% degli italiani completa l’educazione terziaria. La media europea è 32 %, Francia 43 %, Irlanda 49 per cento. Siamo nell’era dell’informazione, ma la misura del successo di un Paese in base alla diffusione di Pc, cellulari e altri gadget è piuttosto rozza. Attualmente cresce il divario fra alta tecnologia e cultura media. I supercomputer si usano per scopi banali. I decisori pubblici e privati non investono in ricerca e sviluppo, né creano scuole di eccellenza. I mass media propagandano tecnologia per scopi insulsi. Una …