Giorno: 2 novembre 2011

"L’Europa non sarà più la stessa", di Matteo Tacconi

Come uscire dalla crisi e come dare nuove energie al processo di integrazione aggredito dagli egoismi nazionali. Parlano Perissich e Graglia. Il 14 settembre Jacek Rostowski, ministro delle finanze della Polonia, lo stato che detiene la presidenza di turno dell’Ue, si presenta all’Europarlamento e pronuncia un discorso, all’interno del quale c’è un passaggio che lascia impietriti. Questo: «Dobbiamo salvare l’Europa a tutti i costi. La possibilità di una guerra nei prossimi dieci anni è uno scenario che dobbiamo contemplare». Da Rostowski alla cancelliera tedesca Angela Merkel. Intervenendo il 27 ottobre al Bundestag per spiegare ai parlamentari la necessità di approvare le misure emergenziali contro la crisi, frau Angela afferma: «Non diamo per garantiti altri cinquant’anni di pace e prosperità. Se crolla l’euro, crolla l’Europa (…) Nessuno di noi può prevedere le conseguenze in caso di fallimento». E giù a scrivere, la stampa, che la Merkel evoca scenari apocalittici. Fa senz’altro effetto, visto che l’Europa che conosciamo nasce dopo la Seconda guerra mondiale proprio per scongiurare bagni di sangue e conciliare i due grandi belligeranti del …

Bersani: «Siamo pronti al governo d’emergenza ma i tempi sono stretti», di Simone Collini

Bersani assicura a Napolitano la disponibilità del suo partito a sostenere un governo di transizione. D’accordo anche Di Pietro. Casini, Fini e Rutelli chiedono a Berlusconi di riferire in Aula prima del G20. «È una delle più drammatiche giornate che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria». Pier Luigi Bersani non aspetta neanche la chiusura della Borsa di Milano. Il quadro gli sembra chiaro fin dalle prime ore della mattina, quando chiama Giorgio Napolitano. Il leader del Pd esprime la sua preoccupazione al Capo dello Stato e gli assicura che anche contro i propri interessi (gli ultimi sondaggi danno il Pd al 28% e il centrosinistra avanti di 10 punti) il suo partito è disponibile a sostenere un governo di emergenza guidato da una personalità che abbia credibilità in Italia e all’estero, purché «il cambio politico» arrivi in tempi rapidi: per Bersani sarebbe necessario che già al G20 di domani l’Italia si presenti in modo diverso. Un ragionamento analogo a quello fatto con il Presidente della Repubblica da Pier Ferdinando Casini, al netto di …

"La lettera-imbroglio seppellisce Berlusconi", di Francesco Lo Sardo

Un vertice a cui si presenterà un Cavaliere azzoppato: la sua maggioranza sul punto di cedere.Berlusconi è con le spalle al muro. Chissà se il consiglio dei ministri c’è o non c’è: ma per dirsi cosa, poi? E figurarsi se può essere l’ufficio di presidenza del Pdl o un vertice con Bossi a far individuare una qualche via d’uscita. la presunta road map del governo non ha vie d’uscita, perché una vera road map non è mai esistita. Sono incartati. E adesso, molto semplicemente, non sanno – o meglio, non sa Berlusconi – che cosa fare. Quello di presentarsi a mani vuote al G20 sarebbe l’ultimo dei suoi problemi, non è la faccia di bronzo che difetta al Cavaliere: ma la tempesta che travolge i titoli di stato italiano per colpa del governo ora cambia tutto. L’effetto narcotico della lettera all’Ue del 26 ottobre è svanito e il governo è paralizzato: le tensioni con Tremonti, il caos nella maggioranza, la conclamata incompetenza dei vertici politici dei dicasteri più delicati hanno portato allo stallo: anche sul …

"Concorso dirigenti scolastici, Pd in pressing sulla Gelmini", da Tuttoscuola.com

Sul concorso per i dirigenti scolastici, l’opposizione continua ad incalzare il governo. Con un’interrogazione a firma Manuela Ghizzoni-Giovanni Bachelet, il Partito Democratico chiede al ministro Gelmini quali iniziative intenda adottare affinché le future prove scritte: – si svolgano contestualmente in tutte le sedi regionali e con le medesime tracce; – si svolgano solo dopo che la giustizia amministrativa si sia espressa sugli eventuali ricorsi, a garanzia dell’uguaglianza di trattamento degli eventuali ricorrenti al di là dei territori nei quali hanno effettuato le prove,e, quindi, a garanzia della piena regolarità delle prove – non prevedano svolgimenti assimilabili all’espressione di opinione, come purtroppo riscontrato nelle risposte a diversi quiz della preselezione anche dopo la cancellazione delle 975 domande di cui sopra; Insomma, il Pd rinnova la bocciatura del test di pre-selezione del 12 ottobre scorso. Ed elenca diversi motivi: – l’esclusione di candidati; segnatamente i laureati ISEF, riammessi al concorso dal giudice amministrativo; – le fughe di notizie, su cui sta indagando anche la polizia postale, circa i quiz su cui si sarebbe svolta la prova preselettiva; …

""Interventi immediati o dimissioni" l´ultimatum di banche e imprese", di Roberto Mania

Montezemolo: si volti pagina. Prodi e Amato: serve credibilità. Il governo dovrà dimettersi se non riuscirà ad approvare entro domani, per la riunione del G20 a Cannes, i provvedimenti chiesti dal Consiglio europeo. È la presa di posizione di tutte le associazioni imprenditoriali (Confindustria, Rete Imprese Italia, Abi, Alleanza delle cooperative e Ania). Una sorta di aut aut al governo Berlusconi, ma anche un allarme serissimo dalla frontiera del lavoro e della produzione, al termine di una giornata drammatica per la Borsa e i titoli di Stato italiani. Un appello analogo sarà pubblicato oggi sul Sole 24 Ore a firma di Giuliano Amato, Romano Prodi, e degli economisti Alberto Quadrio Curzio e Paolo Savona: «Il momento è drammatico ed esige l´adozione di provvedimenti immediati e quantitivamente adeguati a fronteggiare l´emergenza. Ogni ritardo può avere conseguenze irreversibili». Siamo, dunque, a un passo dal baratro. «L´attuale condizione – è scritto nella nota delle imprese – è insostenibile per l´Italia e per gli italiani. Non possiamo continuare ad assistere alla corsa degli spread e al crollo dei valori …

"L'Europa non deve cedere allo scoramento. Serve il colpo di reni", di Carlo Azeglio Ciampi

I Paesi europei, uno per uno, e l’Europa tutta hanno mezzi, intelligenze, forze per superare l’attuale temperie finanziaria che tanto preoccupa gli Stati, Italia in testa. Guai a farsi prendere dallo scoramento. La storia di questo continente glorioso dimostra quale sia il cammino straordinario che i suoi cittadini hanno saputo compiere attraversando tragedie immani, ma anche momenti di irripetibile sintesi politica e di eccezionale generosità culturale. Guai a dimenticare chi siamo. Anche l’Italia, anche noi, abbiamo lo spirito, la tenacia, le risorse che servono per recuperare quella fiducia che oggi appare incrinata, quella credibilità che oggi sembra scomparsa. Sta in noi; sta in noi, come europei, sta in noi come italiani ritrovare il senso dell’unificazione di un continente. La missione di una sola moneta per nazioni che nel Novecento erano nemiche in armi e ora si ritrovano sotto l’unico mantello dell’Euro, moneta forse “visionaria”, ma proprio per questo più forte perchè fondata sulla storia di popoli antichi e sul futuro di un continente destinato, si spera il più presto possibile, a guarire l’attuale zoppìa politica. …

"Tutto in mano a Draghi", di Gianni Del Vecchio

Il primo novembre 2011 rischia di passare alla storia come la data in cui Berlusconi e il suo governo perdono definitivamente la presa sulle leve della politica e dell’economia italiana. Due fatti hanno stretto il presidente del consiglio in un’ideale manovra a tenaglia, costringendolo a un’ultima riunione della disperazione, convocata in fretta e in furia nella tarda serata di ieri. Stiamo parlando della nota del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, con cui si aprono di fatto delle consultazioni per un eventuale esecutivo di responsabilità nazionale sostenuto anche dalle opposizioni, ma soprattutto dell’insediamento di Mario Draghi a capo della Bce. Con l’avvento dell’ex governatore della Banca d’Italia a Francoforte e il contestuale sfondamento della soglia psicologica 450 dello spread fra titoli di stato italiani e tedeschi, ora più che mai la sorte dell’Italia e di Berlusconi è appesa alla volontà e alla capacità di Draghi di convincere il consiglio direttivo a continuare nell’acquisto dei nostri bond. Sembra ormai evidente come il nostro paese non possa fare a meno della “droga” europea per evitare che la speculazione …