Giorno: 5 novembre 2011

"In nome del popolo italiano", di Pier Luigi Bersani

Grazie a voi, Democratiche e Democratici, Amici e Compagni, Cittadine e Cittadini che siete qui con noi. Voglio dire prima di ogni altra cosa lo sgomento per la drammatica alluvione che ha investito la Liguria e prima ancora la Liguria e la Toscana e che ci lascia in ansia anche in queste ore. Tante vittime, tante famiglie nel dramma; Genova, e tanti meravigliosi paesi, cari agli italiani e a tutto il mondo, terribilmente devastati. Cittadini che vedono le loro case e i loro beni invasi, travolti dall’acqua. Una tragedia. Noi ci stringiamo attorno alle famiglie delle vittime e alle popolazioni colpite. Noi ci saremo, in ogni sede utile, e per tutto il tempo necessario perché vengano le risposte dell’emergenza e del soccorso, del ripristino e della ricostruzione. Cominciamo oggi stesso da San Giovanni lanciando una grande sottoscrizione per un aiuto concreto. Da questa piazza un abbraccio commosso ai cittadini colpiti della Liguria e della Toscana. Siamo tanti in questa piazza ferita dalle violenze di poche settimane fa e che oggi riportiamo alla sua storia migliore. …

"Alzare la testa", di Claudio Sardo

ll discredito del governo Berlusconi umilia l’Italia e colpisce lasocietà, le imprese, i risparmi. Il commissariamento dell’esecutivo si fa ogni giorno più stringente, come dimostrano le decisioni prese ieri a Cannes. Il premier è stato prima piegato dall’Europa e dagli Usa e obbligato a sottoporre il piano di risanamento alla verifica del Fmi, poi è stato costretto a dire che era una sua libera scelta. Siamo sprofondati nel punto più basso. E si ha timore nel dirlo perché, se Berlusconi dovesse ancora resistere nel bunker,potremmo precipitare ulteriormente. L’Italia oggi è in pericolo. Un pericolo erio, grave, incombente. Le successive manovre votate dal Parlamento sono state tutte travolte dai mercati, annullandone gli effetti. Cambiare il premier e restituire al Paese una guida autorevole e una solidità politica è ormai l’emergenza. Non può finire nel baratro, in default, uno dei Paesi fondatori dell’Unione europea. Siamo una nazione carica di storia, di creatività e ingegno, di aziende con grandi potenzialità, di lavoro di qualità, di reti di solidarietà umana, di famiglie capaci di sopportare tante disfunzioni del welfare. …

Emergenza maltempo, i conti correnti del Pd per gli alluvionati

Ecco i conti correnti attivati dal Pd per contribuire alla sottoscrizione a favore delle popolazioni colpite dai nubifragi in Liguria e Toscana. LIGURIA – codice IBAN IT14Q0617510700000003111580 intestato a Partito democratico coordinamento della Spezia con causale: contributo popolazione colpita da alluvione. TOSCANA – codice IBAN IT82U0611024500000082067680, intestato a Partito democratico di Massa Carrara con causale: donazioni alluvionati Lunigiana.

Il Fmi mette l’Italia sotto tutela «Ora non è un Paese credibile», di Bianca Di Giovanni

Sorvegliata speciale. Così esce l’Italia dal G20. Non sono solo Sarkozy-Merkel ad esprimere preoccupazione. È ora il Fondo monetario: «L’Italia non è unn Paese credibile». Gli osservatori del Fmi da domani a Roma. «Silvio, non hai capito che il problema sei tu? Se non ti dimetti, lunedì i mercati ci distruggono». La “frasetta” (che in serata i suoi addetti stampa hanno tentato di smentire) sussurrata da Giulio Tremonti all’orecchio di Berlusconi subito dopo la conferenza stampa del G20 filtra da ambienti vicini all’esecutivo e mette il sigillo al crollo della credibilità del nostro governo, unico vero leitmotiv del summit francese. Tutti, proprio tutti, qui a Cannes hanno citato preoccupati le catastrofiche conseguenze della crisi di fiducia dei mercati nei confronti dell’Italia. Crisi confermata anche dopo le decisioni drastiche prese ieri: «Una valutazione e una sorveglianza dettagliate della commissione europea (sulle politiche italiane, ndr) e la verifica pubblica della realizzazione delle politiche su base trimestrale da parte dell’Fmi», recita il comunicato finale del vertice. Una doppia camicia di forza imposta a Berlusconi dopo un lungo negoziato, …

"Ora spaliamo il fango e l'incultura", di Giuseppe Conte

Si piangono vite umane, prima di tutto. E una grande bellezza deturpata. Si accerteranno responsabilità e colpe. Si ripenserà, io spero, il rapporto che deve avere l’uomo con il territorio che lo circonda, con il Pianeta che lo ospita. Niente forse oggi è più importante di questo. Spalare via, con il fango, tutte le incrostazioni di avidità, di menefreghismo, di incultura. E riprendere a sperare in una Liguria all’altezza delle pagine dei poeti e degli scrittori che negli anni l’hanno cantata e amata. È incredibile la violenza istantanea con cui l’acqua e il fango cancellano la vita: dove scendono e rotolano loro, tutto si azzera. La loro potenza ha qualcosa di ineluttabile. Una moltitudine di auto rovina, carambola, precipita impazzita: si sentono voci umane che dai poggioli dei piani alti delle case si lasciano andare a esclamazioni di stupore terrorizzato e impotente, e persino a qualche: «basta!» come se l’acqua, il fango, la pioggia avessero orecchie e cuore come noi, e potessero ascoltarci. Tutta la Liguria, la sua immagine, la sua essenza, è stata colpita. …

«Via il governo e l’Italia ce la fa» Dalla piazza la sfida di Bersani, di Simone Collini

Oggi a San Giovanni la manifestazione del Pd: «Noi pilastro imprescindibile dell’alternativa». Ci sarà anche il segretario della Cgil Camusso. Al via una sottoscrizione per le zone alluvionate. «Con il cambiamento l’Italia ce la farà». Dal palco di San Giovanni oggi Pier Luigi Bersani lancerà parole «di fiducia», illustrando le proposte del suo partito per uscire dalla crisi e puntando a dimostrare non solo che un’alternativa al berlusconismo può già esserci, ma che il Pd ne è un «imprescindibile pilastro». Il leader dei Democratici sa che la prossima settimana si giocherà in Parlamento una partita decisiva, perché sembrano essersi create le condizioni per la caduta del governo ma anche perché a seconda di come si aprirà la crisi si capirà che direzione prenderà il dopo Berlusconi. E Bersani, che con Dario Franceschini sta valutando se presentare una mozione di sfiducia sia la mossa più conveniente per raggiungere l’obiettivo («certo, in un Paese normale non accadrebbe che in una situazione di crisi così grave si debba stare attaccati al voto di una o due persone»), sta …

"Il Ministro Bossi e la libertà di stampa", di Giovanni Valentini

Già condannato a otto mesi di reclusione con una sentenza passata in giudicato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, e quindi tecnicamente pregiudicato, il ministro delle Riforme Umberto Bossi, leader della lega Nord, è stato successivamente condannato anche per vilipendio della bandiera italiana. Una volta, il 26 luglio 1997, con la raffinatezza che notoriamente gli è abituale, disse tra virgolette: “Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”. Un´altra volta, il 14 settembre di quello stesso anno, invitò pubblicamente una signora che aveva esposto la bandiera su un balcone a “metterla nel cesso”. Nel primo caso, fu condannato a un anno e quattro mesi di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, ma poi la Cassazione lo condannò in via definitiva. Nel secondo caso, la Camera dei deputati non ha concesso l´autorizzazione a procedere nei confronti di Bossi; la Corte costituzionale ha annullato la delibera di insindacabilità parlamentare; poi la pena detentiva originariamente prevista per il reato d´opinione è stata derubricata in una pena pecuniaria e …