Giorno: 19 novembre 2011

Conferenza nazionale PD per le politiche educative 0-6 anni: perché con l'educazione si può cambiare il futuro

Alla conferenza nazionale Pd sullo 0-6 anni arriva Francesco De Bartolomeis, il più grande pedagogista italiano della seconda metà del Novecento. Ci saranno alcuni fra i più importanti ideatori dell’educazione dell’infanzia alla Conferenza nazionale del PD sulle politiche educative 0-6 anni, che si aprirà domenica mattina a Torino con l’intervento del sindaco Piero Fassino e la relazione della responsabile Scuola della segreteria nazionale PD Francesca Puglisi, per proseguire con la tavola rotonda coordinata dal presidente Forum Istruzione del PD Giovanni Bachelet e cocludersi con l’intervento di Anna Serafini, presidente del Forum Infanzia e Adolescenza del PD. Con i suoi 93 anni, arriverà al Lingotto Francesco De Bartolomeis, riconosciuto come il più grande pedagogista italiano della seconda metà del Novecento: sui suoi testi hanno studiato generazioni di studenti e fu lui che nei primissimi anni Sessanta, professore all’Università di Torino, aprì la strada con le sue riflessioni ai fondamentali “Orientamenti per la scuola materna statale” del 1969. De Bartolomeis continua a essere ancora oggi un punto di riferimento per le politiche per l’infanzia. Ci sarà anche …

"Un'Italia diversa alla prova", di Stefano Folli

Non sarà una maggioranza politica. Non sarà nemmeno una maggioranza strutturata da un patto preliminare. Ma non c’è dubbio che 556 voti alla Camera per il governo Monti rappresentano un segnale chiaro e netto. La convergenza inedita fra Pdl, Pd, terzo polo e persino IdV costituisce una forma di unità nazionale ‘soft’, il massimo che ci si poteva attendere nell’Italia esausta in cui viviamo. Siamo fuori dalla tradizione? Senza dubbio sì, ma forse non c’era altra strada per approdare a un livello superiore di coscienza pubblica. E poi, quale tradizione abbiamo abbandonato? La cosiddetta Seconda Repubblica è stata quasi soltanto rissa e confusione. Oggi non è la democrazia a essere sospesa, visto che il governo ha avuto il crisma parlamentare. E gli stessi dirigenti del partito berlusconiano, Alfano e Cicchitto, hanno fatto due discorsi aperti e costruttivi, ben compresi e apprezzati dal premier. A essere bloccata ‘pro tempore’ è una forma di competizione politica tanto esasperata quanto insipiente. Quindi la tregua incarnata dall’esecutivo Monti si traduce in un’opportunità offerta ai partiti perché riflettano su se …

Bersani: sì senza paletti «Ma le nostre idee restano in campo», di Maria Zegarelli

Il segretario Pd: «Vi sosterremo lealmente», ma il Pd lo farà difendendo «con orgoglio» le proprie idee. Come la patrimoniale e la legge sulla cittadinanza. Insorge la Lega, applausi da Pd-Idv Terzo Polo. L’Aula semivuota ma sempre chiassosa durante le dichiarazioni di voto si ripopola quando è il turno di Pier Luigi Bersani e Angelino Alfano, i segretari dei due partiti maggiori. Saranno i loro discorsi lo snodo politico di questa giornata di fiducia bulgara senza precedenti ad un governo che non conosce precedenti nella sua formulazione. Il segretario Pd parla a Monti, al suo elettorato, alla Lega e al Pdl: questa non è una grande coalizione, ci sono partiti distanti e differenti che appoggiano questo governo restando distanti e differenti. Sfida leghisti (che sperano dall’opposizione di risalire la china dei sondaggi) e piedillini sul terreno del confronto parlamentare in questa inedita stagione politica. Conferma il sostegno leale, «senza paletti» a Monti e senza rinunciare «alle nostre idee». NESSUNA TIMIDEZZA Il Pd gioca una partita delicatissima in uno scenario in continua evoluzione e Bersani chiarisce …

Il razzismo raccontato dalla seconda generazione «Insultati e discriminati», di Mariagrazia Gerina

Sentinelle dell’integrazione, i giovani immigrati raccontano un razzismo all’italiana, che si manifesta a scuola come sul lavoro, al Nord come al Sud. Oggi in tutta Italia la raccolta firme per la legge di cittadinanza. «Appena ti avvicini sui mezzi ti guardano male, forse pensano che vuoi rubargli qualche cosa», racconta Luana, 21 anni, brasiliana di Milano. «Ad una fermata un vecchietto mi ha chiamata: “straniera di merda”», le fa eco Sonia, 21 anni anche lei, egiziana di Messina: «Però mi dà fastidio fino a un certo punto». «I bambini italiani a volte dicono che noi stranieri puzziamo», riferisce, dall’alto dei suoi 15 anni M., messinese venuto dalla Cina. Ragazzi di seconda generazione si raccontano. E le loro storie di discriminazione quotidiana, raccolte dall’indagine Arci-Unar Spunti di Vista, diventano uno specchio del paese che «non ha ancora pienamente accettato il suo ruolo di terra di immigrazione». E allora discrimina. Un razzismo all’italiana, che si manifesta a scuola come al lavoro. Sul treno, come alla fermata dell’autobus. Al Nord, come al Sud. Il luogo dove più di …

"Un equo canone per la tv pubblica" di Giovanni Valentini

Sarà pure un “robot”, il nuovo presidente del Consiglio, come l´ha immediatamente battezzato Maurizio Crozza a “Ballarò” con la prontezza della satira fulminante. Perché il Professore parla e si muove – appunto – con il distacco, la freddezza e anche la monotonia di un automa. Ma in realtà – come si può leggere su Wikipedia, la libera enciclopedia della Rete che ha appena lanciato un´altra sottoscrizione per la propria sopravvivenza – il termine deriva dalla parola ceca “robota” che significa letteralmente “lavoro pesante” e al momento, in Italia e in Europa, forse non c´è persona che debba compiere un lavoro più pesante di quello a cui è chiamato Mario Monti. Sono bastati pochi giorni per registrare (finalmente) un cambio di stile e di clima. Nel linguaggio, nella comunicazione, negli atti e nei comportamenti. Sembra già di vivere in un Paese diverso, più normale, più composto e civile. Si ha quasi l´impressione di respirare un´aria più leggera e più salubre. Ora spetta in primo luogo al sistema politico avviare e alimentare, se sarà all´altezza del compito, …

"La legge di stabilità 2012: una difficile gestione per la scuola e l’università", di Osvaldo Roman

La legge di stabilità, approvata come precondizione per l’uscita di scena di Berlusconi e della sua squadra di ministri, e le conseguenti modifiche che questa apporta nel bilancio del MIUR per il 2012, comportano per la scuola e l’università oltre un miliardo di tagli nella struttura della spesa in questi fondamentali settori. L’ultima riduzione della spesa per l’istruzione assomma a 1,07 miliardi rispetto all’assestamento 2011. Il ministro uscente ha tentato con i suoi collaboratori di nascondere, soprattutto in questi ultimi mesi, che i provvedimenti governativi, partendo dal DL 78/2010 passando per il DL 70 del maggio 2011 per finire ai decreti D.L.98/11 e D.L. 138/11 dei mesi di luglio e agosto di questo anno, comportassero una riduzione di risorse per l’istruzione aggiuntiva rispetto a quella prevista, per gli organici, dall’art 64 del D.L.112/08. In realtà con il Decreto 78, con il blocco della contrattazione e il congelamento degli stipendi, si è inciso radicalmente sulla dinamica delle retribuzioni e in particolare, solo con la soppressione delle anzianità di carriera per gli anni 2010-2011-2012, si sono ridotte …

"Tasse troppo alte, studenti risarciti", di Lorenzo Salvia

Ne ha viste di cose l’università di Pavia nei suoi 650 anni di onorato servizio, dalla fondatore Carlo IV al rettore Alessandro Volta, dal professor Ugo Foscolo al Nobel Carlo Rubbia. Ma anche la sentenza di ieri, nel suo piccolo, potrebbe diventare storica. L’ateneo è stato condannato dal Tar della Lombardia a risarcire i propri studenti per aver alzato le tasse d’iscrizione al di sopra dei limiti di legge. Una decisione che adesso potrebbe innescare un effetto a catena. E svuotare le casse (già messe male) di buona parte delle università italiane. Dice la legge che il totale dei soldi incassati dalle università con le tasse d’iscrizione non può superare il 20% dei fondi che lo stesso ateneo riceve ogni anno dallo Stato. Una regola fissata proprio per calmierare i contributi studenteschi, che però nel 2009-2010 molti rettori hanno finito per aggirare. Secondo il Tar lombardo, l’università di Pavia ha sforato dell’1,33% chiedendo ai propri studenti un milione e 700 mila euro in più del dovuto. Soldi che dovrà restituire ai ragazzi se perderà anche …