Giorno: 17 novembre 2011

Senato: fiducia al governo Monti, dichiarazioni di voto di Anna Finocchiaro

ll governo Monti ha ottenuto la fiducia del Senato con 281 sì, 25 voti contrari (quelli dei senatori leghisti) e nessun astenuto. I votanti erano 306. Quindici i senatori assenti. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, siamo oggi protagonisti di un evento politico e istituzionale il cui solo precedente nella storia repubblicana è il Governo Dini del 95. Governo del presidente, interamente composto da personalità non politiche e non parlamentari. MONTI Cesarino (LNP). C’è anche il Governo Badoglio. FINOCCHIARO (PD). Anche il Governo Badoglio. Quello che ha assistito alla nascita della Repubblica e della democrazia italiana (Applausi dal Gruppo PD e della senatrice Giai), con un grande gesto di responsabilità dell’allora capo del Partito Comunista, Palmiro Togliatti. Questo, tanto per ricordarcelo.(Applausi dal Gruppo PD e del senatore Peterlini). Un evento che da oltre un anno auspicavamo, alla cui produzione abbiamo da tempo lavorato nelle sedi politiche e in quelle istituzionali. Ma se oggi siamo tutti impegnati per questo fine, il primo ringraziamento va al presidente della Repubblica Napolitano, alla sua saggezza paziente, alla …

Bersani parla di svolta «Il Pd ci ha lavorato e l’ha ottenuta», di Simone Collini

Bersani soddisfatto: «Abbiamo lavorato per la svolta, e c’è stata». Bindi: «Governo sostenuto non da una coalizione ma da forze che lavorano in autonomia». Di Pietro: «L’Idv vota la fiducia ma non entra in maggioranza». Il Pd sosterrà questo governo, ben sapendo dall’inizio che non tutte le misure che varerà saranno pienamente condivisibili, ma mettendo fin d’ora in chiaro che l’attuale situazione non consente una politica “dei due tempi”. Pier Luigi Bersani scorre con soddisfazione la lista dei nuovi ministri uscita dopo due ore di colloqui tra Giorgio Napolitano e Mario Monti. Non solo perché ha incassato la «discontinuità» (assenza di Gianni Letta compresa) richiesta. O per la scelta «da dieci e lode» della «dirimente presenza femminile». Il leader del Pd dà un giudizio positivo del nuovo governo in tutti i colloqui che ha dalla mattina alla sera, con Pier Ferdinando Casini («questo è un governo ottimo», dice il leader Udc), con Antonio Di Pietro (che fa sapere che «l’Idv darà la fiducia ma non farà parte della maggioranza» e deciderà di volta in volta …

Profumo archivia la Gelmini: «Comincerò da studenti e ricercatori», di Pietro Greco

L’ex rettore del Politecnico di Torino, da pochi mesi presidente del Cnr chiarisce subito le priorità: «La scuola pubblica in Italia è molto importante». Da cosa comincerò? Dagli studenti e dai giovani ricercatori: è necessario sentire le loro ragioni e aspirazioni». Basterebbero queste parole, rispondendo ai giornalisti dopo il giuramento al Quirinale, per capire la distanza tra Maria Stella Gelmini e Francesco Profumo, da ieri alla guida del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Un’ottima scelta, per almeno tre motivi: è una persona competente ed esperta; gode del riconoscimento e del consenso sia della comunità scientifica che di quella universitaria; ha un’idea chiara del ruolo dell’istruzione («La scuola è la scuola, e la scuola pubblica in Italia è molto importante», ha detto ieri) e di quello che la scienza e l’alta educazione rappresentano nella società e nell’economia della conoscenza. Per capire che sia una persona esperta e competente basta sfogliare il suo curriculum. Nato a Savona nel 1953, si è laureato nel 1977 in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino, dove è poi diventato professore, …

"Quella foto di gruppo dal fuoco al gelo", di Filippo Ceccarelli

Posto che la formazione di una classe dirigente rimane «un mistero divino», come diceva Guido Dorso per il Mezzogiorno, ci sono sempre ministri che vanno e ministri che vengono. Ma nel tempo delle visioni a distanza cambia soprattutto la loro immagine, con il che basta accendere la tv per comprendere che dal Berlusconi quater al governo Monti si registra un´escursione termica che non solo non ha precedenti, ma a livello espressivo segnala un avvicendamento perfino esagerato. Dal fuoco al gelo. Volti, sguardi, abiti, posture, acconciature, professioni, emozioni, ambizioni: mai ricambio è apparso più radicalmente antropologico. E certo non è un documento ufficiale, ma per cercare di rendere conto del chi, del come e del perché nel precedente Gabinetto venivano affidate le cariche di governo può essere istruttivo ricordare il modo nel quale l´organo super-ufficiale del berlusconismo, Il Giornale, espose il curriculum dell´ultimo ministro nominato alla fine del luglio scorso, onorevole Anna Maria Bernini: «Molto religiosa, è maniaca dei fioretti. Ha “sedotto” il Cavaliere anche grazie a un´intonazione perfetta per una voce che canta pezzi jazz, …

"Il colpo di coda della Gelmini: più tasse, meno borse di studio", di Mariagrazia Gerina

Nell’ultimo decreto l’ex ministro ha fissato al ribasso i criteri di accesso del diritto allo studio. Nel testo anche un passaggio tutto dedicato alla «valorizzazione» dei collegi universitari privati. È l’ultimo colpo di coda del “fu” governo Berlusconi, con cui gli studenti, che oggi scendono in piazza in tutta Italia, dovranno fare i conti. Alla vigilia della “dipartita” da Palazzo Chigi, Mariastella Gelmini è riuscita ad aggiungere un altro tassello alla sua riforma, facendo approvare in extremis dal consiglio dei ministri di venerdì scorso, uno dei decreti più spinosi. Quello per fissare (al ribasso) i livelli essenziali nazionali del diritto allo studio (borse, reddito minimo per accedervi, strumenti per garantirle). Dentro, c’è il temuto aumento delle tasse regionali per il diritto allo studio. Alcune novità, che contraddicono quanto concordato con le Regioni. E una aggiunta a sorpresa, che sa di ulteriore blitz: l’introduzione di un passaggio tutto dedicato alla «valorizzazione» dei collegi universitari privati. Un modo per riaprire l’accreditamento a nuove strutture. Obiettivo caro all’ex ministro. Mache finora non era stato mescolato così apertamente con …

"Otto milioni «in sofferenza»,la disoccupazione reale è al 13%", di Laura Matteucci

Sono 8 milioni, tra disoccupati, inattivi, cassintegrati, precari e part time involontari, le persone che vivono una condizione lavorativa «di sofferenza», a causa della «radicale modifica» della struttura del mercato del lavoro. Tra questi, 3,5 milioni sono i disoccupati veri e propri. Un esercito di persone con stipendi medi fra i 600 e 700 euro al mese, con tutele in via di esaurimento e già finite per molti disoccupati, inesistenti per tantissimi precari il cui numero è in costante crescita. E senza considerare il lavoro nero integrale. La disoccupazione reale, calcolando anche l’effettiva quota di scoraggiati che dichiarano però di essere disoccupati e voler lavorare, sale ad oltre il 13%. Quanto a chi un lavoro ce l’ha, la qualità dell’occupazione è bassa e fotografa un sistema produttivo arretrato e troppo basato ancora sulla competizione di costo, in totale controtendenza come qualfiche con il resto d’Europa. Lo studio curato dall’Ires Cgil «Un mercato del lavoro sempre più atipico: scenario della crisi» ripercorre gli ultimi quattro anni dell’occupazione italiana mettendo a fuoco l’impatto della crisi sul mondo …