Giorno: 23 Novembre 2011

Sottosegretari, Meloni: "Indiscrezioni su Università e Ricerca prive di fondamento"

“È naturale che in queste ore sulla stampa si avanzino le illazioni più varie circa i profili dei sottosegretari che il governo si accinge a nominare. Ritengo però corretto, per un dovere di trasparenza, precisare che, con riferimento al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le indiscrezioni comparse negli ultimi giorni sui principali quotidiani nazionali, che alludono a presunti sostegni o supporti a candidature da parte dal Pd, non corrispondono in alcun modo al vero. La nostra preoccupazione adesso è rivolta piuttosto all’avvio del confronto politico e parlamentare, in modo che nell’attuazione della legge 240/2010 siano individuati tutti i possibili spazi di interventi migliorativi nei decreti delegati, compresi quelli già approvati dal precedente governo, tra cui quello sul dritto allo studio”. Così Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca del Partito Democratico. www.partitodemocratico.it

"La scuola ha voglia di cambiare", di Roberto Carnero*

Da insegnante, sto svolgendo in questo periodo un’attività un po’ speciale. Mi è stato chiesto di partecipare come relatore, in diverse città, ad alcune giornate di aggiornamento dei docenti di materie umanistiche nella scuola superiore. È un progetto ambizioso, che tocca 35 capoluoghi di provincia. Si intitola La forza delle idee ed è organizzato da Pearson Italia (uno dei gruppi più presenti nell’editoria scolastica, con marchi storici come Paravia e Bruno Mondadori) con il supporto del Ministero dell’Istruzione. Così nelle ultime settimane, da Udine a Latina, da Alessandria a Foggia, da Firenze a Palermo, mi è stato offerto uno sguardo privilegiato sugli insegnanti italiani (a ogni giornata ne partecipano circa un centinaio). Agli incontri, una cosa colpisce al primo sguardo: l’età media piuttosto alta dei professori (anzi, più che altro delle professoresse: su 100, gli uomini sono sempre meno di 10). Docenti per lo più quarantenni e cinquantenni. Mancano del tutto i trentenni e i ventenni. L’ultimo concorso ordinario è stato bandito 11 anni fa. Poi è stata la volta delle Sis (i corsi post …

"I bambini del futuro", di Giuseppe Calieti

Chiedo ai miei alunni di otto anni se considerano il loro compagno di classe Hassan e gli altri alunni di origine straniera presenti in classe – nati in Italia ma con i genitori di origine straniera – dei bambini italiani o stranieri. Tutti rispondono che sono italiani. Tranne due, che specificano: «Per me Hassan, per esempio, è italo-marocchino». Ecco risolto il problema della cittadinanza per i bambini. Con semplicità, lucidità, fermezza. Forse perché i bambini vengono dal futuro, come ha scritto il poeta Andrea Zanzotto. Ascoltando le loro parole, noi adulti abbiamo la possibilità di parlare con chi sarà adulto domani. Di vedere come sarà domani il nostro mondo, quando noi saremo vecchi o non ci saremo più. L’intervento deciso di Giorgio Napolitano riapre con forza un tema centrale per l’Italia. Negare la cittadinanza italiana ai bambini che nascono nelle nostre città è sicuramente «un’autentica follia, un’assurdità». Nessuno più dei docenti italiani sa quanto sia vera e appassionata questa aspirazione. Un’altra mia alunna di qualche anno fa, Vera, undici anni disse in classe con semplicità: …

"Gli interessi personali e quelli del Paese", di Sergio Rizzo

La prima imprevedibile emergenza di Mario Monti si chiama Finmeccanica. I fatti che stanno emergendo in queste ore ci offrono un quadro sconcertante nel quale le aziende pubbliche sono state utilizzate alla stregua di un bancomat da politici, faccendieri e affaristi senza scrupoli, grazie alla complicità di amministratori che definire spregiudicati sarebbe assai riduttivo. Prova ulteriore che l’epoca di Tangentopoli non si è mai chiusa e che il cancro della corruzione continua a corrodere le fondamenta morali del Paese, i conti pubblici e la nostra credibilità internazionale. Le grandi imprese italiane con un ruolo e un peso sullo scenario mondiale si contano sulle dita di una mano. Finmeccanica è una di queste. Azionisti del gruppo ancora controllato al 30% dal Tesoro sono alcune fra le principali istituzioni finanziarie planetarie, i fondi d’investimento inglesi e americani, alcuni governi. Il suo capo storico Fabiano Fabiani ne rivendicava già quindici anni fa il primato fra le imprese manifatturiere nazionali. Ma oggi la Finmeccanica è anche qualcosa di più: per l’industria italiana rappresenta un patrimonio tecnologico unico. Guai a …

"Le vere radici della coesione italiana", di Giorgio Napolitano

Il ciclo delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità non può considerarsi ancora esaurito: lo dicono notizie e annunci che continuano ad affluire. Ma un bilancio sostanziale è certamente possibile, e vorrei sottolinearne alcuni aspetti. Innanzitutto l’eccezionale diffusione e varietà di iniziative, e il carattere spontaneo che molte di esse hanno presentato: non sollecitate e coordinate dall’alto, da nessun luogo “centrale”, presidenza della Repubblica o Governo. Si è davvero trattato di un gran fiume di soggetti. Tutti si sono messi in movimento, in special modo al livello locale, fin nei Comuni più piccoli – istituzioni, associazioni di ogni genere, gruppi e persone. È stato un gran fervore di richiami di antiche memorie, anche famigliari, e di impegni di studio, di discussione, di comunicazione. Quel che si è mosso, poi, nelle scuole è stato straordinario: quanti insegnanti, per loro conto, e quanti studenti, a ogni livello del sistema d’istruzione, si sono messi d’impegno e hanno dato in tutte le forme il loro contributo! E anche in termini quantitativi che cosa è stata la partecipazione dei cittadini anche …

"Ragioneria dello Stato, i tagli più pesanti sono a carico della scuola", da Tuttoscuola

Il resoconto, contenuto nel conto annuale 2008-2009-2010, rivela che l’anno scorso in generale la consistenza del personale a tempo indeterminato si è contratta di circa 44.800 unità e, considerando anche il tempo determinato della scuola, la flessione si è accentuata notevolmente arrivando a sfiorare le 58.700 unità. Nell’era del risparmio e dei tagli al pubblico impiego, la parte della ‘cenerentola’ spetta alla scuola. Lo confermano i dati ufficiali della Ragioneria dello Stato. Il resoconto, contenuto nel conto annuale 2008-2009-2010, rivela che l’anno scorso in generale la consistenza del personale a tempo indeterminato si è contratta di circa 44.800 unità e, considerando anche il tempo determinato della scuola, la flessione si è accentuata notevolmente arrivando a sfiorare le 58.700 unità. In particolare, sul fronte del personale a tempo indeterminato, le tabelle rivelano che al 31 dicembre 2010 nella scuola era in servizio il 7,7% in meno del personale e nelle università il -7,4%. Solo le forze armate registrano una crescita del personale in servizio permanente effettivo (+1.200 unità); i soli altri comparti ad aumentare sono l’Afam …

"I vantaggi di una risorsa trascurata", di Irene Tinagli

Nel momento in cui molti sono in tensione, aspettando di vedere se e quanto le prossime manovre toccheranno stipendi, case o pensioni, il Presidente Napolitano ci stimola ad alzare lo sguardo. Ci invita, finalmente, a pensare anche agli «altri». Alle minoranze religiose, culturali, e, in particolare, a tutti quei bambini nati in Italia da stranieri che l’Italia si ostina a non voler considerare suoi cittadini. E così facendo Napolitano ci fa riflettere su cosa significa essere comunità inclusiva, che accoglie, che cresce senza discriminazioni e senza chiusure. Una riflessione importante non solo per il suo lato profondamente umano e valoriale, ma anche per il suo aspetto sociale ed economico. Da sempre chiusura e protezionismo, tanto nelle società quanto in economia, portano isolamento e regressione. L’apertura non solo porta al proprio interno nuove energie, nuove idee e più dinamismo, ma proietta all’esterno l’immagine di una comunità forte, attrattiva, che non teme il confronto e le influenze esterne, ma che le integra e si alimenta di esse. E’ stata questa, per esempio, la grandissima forza degli Stati …