Giorno: 7 novembre 2011

"La stabilità secondo Gelmini: tagli alla scuola ieri, oggi e domani", di Manuela Ghizzoni

La deputata e capogrupo PD in Commissione Cultura e Istruzione Manuela Ghizzoni denuncia l’arrivo nella manovra finanziaria di altri tagli per l’istruzione pubblica. “Dei provvedimenti contenuti nella Legge di stabilità (come si chiama ora la vecchia finanziaria) e nel Bilancio dello Stato per il prossimo anno, in discussione al Senato, si parla troppo poco. Il dibattito pubblico è focalizzato sui significati economici e politici dell’altalena cui sono sottoposti i mercati finanziari e, conseguentemente, sul maxiemendamento presentato da Berlusconi al G20 di Cannes, ma che nessuno ha potuto leggere in forma ufficiale. In questo modo è stato accantonato l’interesse per la Legge di stabilità e per il Bilancio: ed è un vero peccato, dato che in essi sono previsti altri tagli per la scuola. Basta una cifra per spiegare di cosa stiamo parlando: per il prossimo anno il Bilancio prevede per il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca una competenza complessiva di 51.520.441.175 euro, vale a dire una riduzione di 1.835.578.102 euro rispetto al bilancio assestato di quest’anno. A danno di quali programmi si abbattano questi …

Carpi (MO) – Stazione FS – Presidio degli utenti

Stazione di Modena: per Carpi-Suzzara-Mantova… … non si cambia mai!!! L’intero comparto del trasporto pubblico rischia di soccombere sotto i tagli del 75% delle risorse approvati dal governo. Stentano a decollare i progetti previsti da anni sulla linea ferroviaria Modena-Carpi-Mantova: il cadenzamento dei treni almeno fino a Carpi, il miglioramento dei tempi di percorrenza sull’intera linea, la possibilità coincidenze sistematiche a Modena con la soppressione di arrivi e partenze dal binario 5, il raddoppio dei binari da Modena a Soliera. Dagli utenti un grido che si ripete da anni: Cittadini e utenti della Modena-Carpi-Mantova sono contrari a nuovi aumenti tariffari o ulteriori tagli dei servizi, con il rischio di avviare il trasporto pubblico al suo declino. Sollecitano invece un rapido completamento delle opere in programma e chiedono alle Amministrazioni Comunali e Provinciali interessate e alla stessa Regione Emilia-Romagna di intervenire immediatamente nei confronti delle imprese ferroviarie RFI, Trenitalia e FER per porre rimedio già dal prossimo orario di dicembre 2011 ad alcune ormai insopportabili criticità: · sostituzione immediata dei treni più obsoleti con materiale rotabile …

"I rischi dell'agonia prolungata", di Marcello Sorgi

I cittadini che – sentendo da giorni suonare le campane a morto per il governo e vedendo allungarsi la fila dei dissidenti che chiedono a Berlusconi di farsi da parte – si aspettavano legittimamente la crisi per domani, in occasione della prima votazione parlamentare alla Camera, resteranno delusi a sapere che anche stavolta la caduta del Cavaliere potrebbe essere rinviata: se ne riparlerà, probabilmente, a metà mese. La ragione di questo inatteso allungamento dei tempi di un’agonia che diventa giorno dopo giorno più tragica è presto detta: un po’ per senso di responsabilità e un po’ per furbizia, le opposizioni, che sembravano pronte a presentare un’ennesima mozione di sfiducia contro il governo (l’ultima, appena il 14 ottobre, non era stata approvata per soli due voti), avrebbero deciso di schierarsi nel voto di domani con un’astensione. Il senso di responsabilità sta nel fatto che trattandosi di rivotare il rendiconto dello Stato, che non era riuscito a passare un mese fa, troppo forte sarebbe il rischio che una nuova bocciatura si traducesse in un incoraggiamento alla speculazione …

"Opposizioni al premier: dimissioni o sfiducia. Pronta la mozione"

Le opposizioni al premier: o ti dimetti o sfiducia. Nel Pd si valuta se presentare già stasera la mozione. Bersani chiude a un governo Schifani o Letta. «Renzi? Discutiamo pure, ma dell’Italia, non di destini personali». Il Pd ha pronta la mozione di sfiducia al premier, ma calerà la carta solo al momento opportuno. Domani la Camera dovrà infatti votare il rendiconto dello Stato, dopo la bocciatura di tre settimane fa. E per l’opposizione sarà questo il primo passaggio in cui dimostrare che il governo non ha più la maggioranza. I deputati di Pd, Udc e Idv stanno infatti ragionando sull’ipotesi di astenersi, per consentire l’approvazione di questo fondamentale provvedimento ma al tempo stesso far vedere che i loro voti, insieme a quelli dei malpancisti del Pdl, costituiscono una maggioranza alternativa. Potrebbe bastare perché il Quirinale si impegni in un ulteriore accertamento sulla capacità di tenuta dell’asse Pdl-Lega-Responsabili, ma potrebbe non essere ancora sufficiente a far compiere a Berlusconi il necessario passo indietro per lavorare poi al governo di transizione auspicato da Pd e Udc …