Giorno: 1 novembre 2011

Napolitano: «Decisioni governo non prorogabili»

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, considera «ormai improrogabile l’assunzione di decisioni efficaci nell’ambito della lettera di impegni indirizzata dal governo alle autorità europee». E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale «dinanzi all’ulteriore aggravarsi della posizione italiana nei mercati finanziari, e alla luce dei molteplici contatti stabiliti nel corso della giornata». La nota del Quirinale informa che il Presidente del Consiglio ha confermato al Presidente della Repubblica «il proprio intendimento di procedere in tal senso». «Dal canto loro, diversi rappresentanti dei gruppi di opposizione – continua il comunicato – gli hanno manifestato la disponibilità a prendersi le responsabilità necessarie in rapporto all’aggravarsi della crisi. Nell’attuale, così critico momento il paese può contare su un ampio arco di forze sociali e politiche consapevoli della necessità di una nuova prospettiva di larga condivisione delle scelte che l’Europa, l’opinione internazionale e gli operatori economici e finanziari si attendono con urgenza dall’Italia». «Il Capo dello Stato – conclude il comunicato – ritiene suo dovere verificare le condizioni per il concretizzarsi di tale prospettiva». Oggi Il presidente del …

"Ma il vero scontro avverrà all'Onu", di Lucia Annunziata

Mettiamoci d’accordo. Se i palestinesi si armano, tutti gridano che la violenza è un ostacolo alla pace. Se i palestinesi provano a forzare la via diplomatica, come hanno fatto ieri, tutti gridano che queste iniziative «unilaterali» sono un ostacolo alla pace. Ci piacerebbe allora sapere – in particolare da Israele, Stati Uniti, e Italia – esattamente cosa dovrebbero fare i palestinesi, a parte svanire quietamente tra le nuvole, come in «Miracolo a Milano». Ieri la Palestina è stata ammessa all’Unesco. Vecchia storia – ogni anno i palestinesi regolarmente chiedono di essere ammessi -, nuovo risultato: 107 contro 14, con 52 astenuti. L’approvazione è arrivata, grazie soprattutto al consenso del nuovo fronte che guida lo sviluppo mondiale, i Paesi Brics, Brasile, India, i Paesi africani, arabi, la Cina, la Russia e qualche Paese europeo rilevante come la Francia e il Belgio. Contro hanno votato Usa, Israele, Germania, Canada, Australia, Olanda. L’Europa si è divisa, come si vede, esprimendo anche una buona parte di prudenti che si sono astenuti, fra cui Italia e Inghilterra, Polonia, Portogallo, Ucraina, …

"Sfiducia e incertezza: il dramma italiano e il peso del Quirinale", di Stefano Folli

Al termine di una giornata drammatica ci si domandava ieri sera cosa deve ancora accadere nei prossimi giorni e settimane. Il presidente della Repubblica non si limita più a suggerire coesione. Le sue parole sono ormai un grido d’allarme rispetto a una minaccia urgente. Una minaccia di fronte alla quale rischiamo di essere impotenti, cioè «inadeguati», prigionieri di «debolezze strutturali» di cui paghiamo il prezzo al mercato dei titoli di Stato. Volano gli spread e con loro i tassi d’interesse: un nodo scorsoio che annienta ogni speranza di contenere il debito e liberare qualche risorsa per dare respiro all’economia reale. Ancora Napolitano: «Si avverte acuto il bisogno di più cultura delle istituzioni, di più senso delle istituzioni, di più attenzione all’esercizio delle funzioni dello Stato e alla condizione in cui versano le sue strutture portanti». Il termine «istituzioni» ricorre in forme insistite nelle parole del capo dello Stato. Si capisce che qui è il cuore del problema: istituzioni indebolite, non sorrette dalla necessaria forza politica e morale, come si nota anche nelle incongruenze del processo …

Bersani sente il Colle: «Pronti a responsabilità»

Il segretario del Pd Bersani, secondo quanto si apprende, ha avuto un colloquio telefonino con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha espresso forte preoccupazione per la situazione di queste ore sulla crisi economica. Nel corso della telefonata, secondo quanto si apprende, il leader dei democratici ha dato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Italia. «È una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria», è l’analisi del leader democratico. Giro di contatti anche con i big del Pd, a partire dai capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario Enrico Letta e il presidente dell’Assemblea del partito Rosy Bindi con i quali Bersani ha deciso di vedersi domani per una riunione urgente del Pd sull’evolversi della crisi finanziaria. Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, segue l’evoluzione dei mercati finanziari tenendosi in stretto contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Non vi …

"Addio decreto sviluppo Berlusconi punta tutto sulla legge di stabilità" , di Federica Fantozzi

Al telefono Merkel e Sarkozy ripetono: fare presto. Il governo vuole il maxiemendamento in aula al Senato il 16. Il premier irritato dagli appelli di Montezemolo e Monti. Nel giorno dell’ennesimadisfatta delle Borse, il panico nel governor aggiunge il livello di guardia. Il lunedì nero di Piazza Affari&co spaventa: se i mercati non credono all’esecutivo né alle istituzioni europee che garantiscono per lui, la strada si fa davvero in salita. Per tutti. Berlusconi lo ha capito. Glielo hanno fatto capire: ieri c’è stato un giro di telefonate a tutto campo, con Draghi, con Bruxelles. Ha parlato con Merkel e Sarkozy con cui aveva avuto colloqui bilaterali: «Dobbiamo fare fronte comune, non per amore ma per necessità. È una crisi globale che riguarda tutti». I ministri al lavoro sulle misure economiche hanno insistito: «Silvio, a Cannes ti aspettano con le baionette puntate». Bisogna fare in fretta – è stato il refrain della giornata – Bisogna arrivare al G20 con le misure in tasca. Facile a dirsi. Le acque sono agitate anche dentro la maggioranza. La lettera …

"L´altra realtà vista dal Tg1", di Curzio Maltese

«Ho l´ambizione di ridurre la distanza che spesso divide la realtà virtuale che emerge dai media, a volte autoreferenziale, dalla vita reale coi problemi di tutti i giorni che voi, noi, tutti affrontiamo». «Una distanza per cui oggi i giornali hanno sempre più difficoltà a leggere la realtà e i cittadini non riescono più a leggere i giornali. Come si è visto durante l´ultima campagna elettorale (…) i media si sono occupati di gossip e non di argomenti concreti». Con questa lezione di giornalismo, Augusto Minzolini si era presentato il 9 giugno 2009 agli spettatori del Tg1. Un bel salto in alto per uno che in vent´anni di professione era stimato dai colleghi soprattutto per una specialità del giornalismo, il pettegolezzo sulla vita privata dei politici, sì, proprio l´orrido gossip che il Minzolini dell´epoca rivendicava come suprema missione dei giornali. La poltrona del Tg1 era arrivata in fondo a una serie di estasiati articoli pubblicati su La Stampa sui miracoli compiuti da Silvio Berlusconi a L´Aquila e dintorni, al cui confronto i mitici cinegiornali dell´Istituto …

Bersani alla sfida della piazza «Italia in pericolo, ora la svolta», di Simone Collini

Bersani invita ad andare a San Giovanni «tutti coloro che hanno a cuore il futuro del Paese». La giornata di sabato come anticipazione della campagna elettorale. Il leader Pd: «Italia in pericolo, serve un colpo di reni». «Care italiane, cari italiani». E poi ci sarebbe anche un’altra sorta di missiva, che potrebbe cominciare con un «caro governo». Pier Luigi Bersani, rientrato da Napoli nella sua Piacenza e in attesa che riprendano i lavori parlamentari a Roma, ieri si è messo a scrivere. Il primo testo, un appello a partecipare alla manifestazione di sabato a San Giovanni, l’ha postato su Facebook. Il secondo, un allarme sui rischi che corre l’Italia se non ci sarà «un colpo di reni» che preveda «riforme vere» e una «novità politica», l’ha mandato alle agenzie di stampa dopo che sono stati diffusi i dati Istat sulla disoccupazione giovanile e i tassi dei titoli italiani. Berlusconi e soci intendono rimanere inchiodati alla poltrona? Bersani è convinto che la richiesta di dimissioni che arriverà dalla manifestazione di sabato sarà tale da non poter …