Giorno: 14 novembre 2011

"Monti, un italiano su due si fida. E i consensi crescono ogni giorno", di Tiziana Testa

Secondo l’Istituto Piepoli il futuro governo avrebbe un gradimento ancora più alto, pari al 58 per cento. E il “partito delle urne” è precipitato dopo la nomina a senatore a vita di Monti, un italiano su due si fida E i consensi crescono ogni giorno. Mario Monti ha la fiducia del 50 per cento degli italiani. Un dato cresciuto costantemente negli ultimi giorni. E, per il suo futuro governo, il gradimento è ancora più alto: 58 per cento. A fornire il barometro dell’umore nazionale, rispetto al nuovo esecutivo, è l’Istituto Piepoli con un sondaggio eseguito l’11 novembre su un campione rappresentativo di 500 uomini e donne, dai 18 anni in su. Gradimento alto, in un Paese disilluso. “Un dato molto alto”, spiega Roberto Baldassari, vicepresidente dell’Istituto. “Bisogna infatti considerare il livello generale di sfiducia che incombe sul nostro Paese. E poi Monti è un tecnico, tra l’altro non molto conosciuto dalla grande maggioranza della popolazione. In più c’è un 23 per cento di italiani che semplicemente non ha ancora ancora un’opinione. Dato che sicuramente si …

Confermato il treno per Auschwitz nel 2012

Parte il prossimo 18 novembre con una giornata seminariale il Corso di formazione legato alla ottava edizione del progetto Un treno per Auschwitz, l’iniziativa della Fondazione ex Campo di Fossoli che ormai ha assunto valenza nazionale e che vede partire ogni 25 gennaio l’ormai tradizionale viaggio a cui partecipano circa 700 persone: di questi buona parte sono studenti e insegnanti delle scuole medie superiori modenesi, ma non mancheranno anche nel 2012 scrittori e musicisti (Carlo Lucarelli, Paolo Nori, Carlo Boccadoro), studiosi, giornalisti e amministratori locali disposti a compiere un viaggio nella memoria e per la memoria. L’edizione 2012 del Treno ha rischiato però di essere svolta in pullman. Il Treno inteso come convoglio rischiava infatti di non esser più disponibile, visto che Trenitalia aveva deciso di non mettere a disposizione locomotiva a vagoni per trasportare da Carpi in Polonia i ragazzi a gennaio. Quando già si era previsto l’utilizzo di diversi pullman e prevista una sosta in Austria per la notte proprio questa mattina è giunta in extremis la conferma che il viaggio si farà …

"Beni culturali, cambiare ora", di Vittorio Emiliani

Tutti riconoscono che la più grande ricchezza del nostro Paese è quella che si sostanzia in oltre 3.500 musei, in quasi 100.000 fra chiese e cappelle, in 40.000 torri e castelli, in 20.000 centri storici di cui almeno mille strepitosi (italici, etruschi, greci, romani), ecc. e in paesaggi tanto belli e diversi, “fatti a mano” (una «seconda natura», scrisse Goethe) che, malgrado una demenziale cementificazione, affascinano ancora tanti turisti. Tutti lo riconoscono, però questo Ministero che una volta saggiamente ricomprendeva anche i beni ambientali -, già cenerentola dei Ministeri, coi tagli feroci del governo Berlusconi-Tremonti vede ridotte al lumicino le risorse finanziarie e quelle umane e tecniche: gli archeologi di ruolo sono 341, al pari degli storici dell’arte e degli architetti. Perché si arresti questa suicida spoliazione e il dilagare dell’ignoranza nelle scuole di ogni grado ribadita dal ministro Gelmini («ex» per sempre speriamo), un gruppo di associazioni e di persone che si battono per la salvezza di tanto patrimonio hanno rivolto un appello al presidente Napolitano sempre tanto sensibile ai problemi della cultura. Si …

"Scatti rubati ed esuberi occultati nell’era Gelmini", di Osvaldo Roman

L’era che si è conclusa del ministro Gelmini lascia molte macerie nel nostro sistema di istruzione. Ci vorrà tempo per ricostruire e non sarà sicuramente possibile iniziare a farlo in questa fase di transizione e di emergenza che si sta aprendo. In questa fase è augurabile e sicuramente possibile che sia posto termine al metodo degli abusi e delle sopraffazioni che i nostri precedenti governanti hanno adottato incessantemente e senza alcuno scrupolo nell’attività legislativa e soprattutto nelle sua gestione amministrativa. Una legislazione spesso realizzata sul filo e oltre la correttezza costituzionale, condotta incessantemente con gli strumenti del Decreto legge e del voto di fiducia e una gestione amministrativa nella quale le norme che presiedono al suo esercizio sono state ripetutamente violate. Tutto ciò è avvenuto sulla base del principio autoritario tipico del populismo berlusconiano secondo il quale “alla maggioranza può essere consentito tutto”. Ci saranno altre occasioni per ripercorrere compiutamente il percorso e la natura di queste violazioni a partire dal piano programmatico fantasma e dai regolamenti inesistenti che hanno consentito di emanare circolari che …

"Studenti e disoccupati i ceti traditi: dal sogno all’incubo berlusconiano", di Carlo Buttaroni

Nel nuovo corso bisogna recuperare questa parte di tessuto sociale che rischia di rimanere apolide e ciò sarebbe un problema grave per la democrazia. Ma questo sarà compito dei partiti, non di Monti. L’incarico che il Presidente della Repubblica ha dato a Mario Monti non è quello di rilanciare l’Italia dal punto di vista politico e sociale, per quello ci vorrà tempo e un governo con caratteristiche diverse. Adesso l’emergenza è mettere in sicurezza il Paese e gestire uno scenario di guerra il cui campo di battaglia è rappresentato dai mercati. Nelle prossime ore i bollettini provenienti da Piazza Affari e dalle altre piazze finanziarie ci aggiorneranno sull’evolversi della situazione e vedremo come reagiranno. Nel frattempo, come in tutte le guerre, il morale fa la differenza e i primi segnali sono confortanti: giù lo spread, i tassi d’interesse sul debito alleggeriscono la morsa, cresce la fiducia nella tenuta del fronte italiano. Ma siamo solo all’inizio, dobbiamo esserne consapevoli, perché gli attacchi alle strutture economiche del nostro Paese non si esauriranno a breve. Al contrario, saranno …

"Il ventennio dell´arabesco", di Roberto Saviano

Esiste una parola che più di tutte descrive ciò che il governo Berlusconi è stato per l´Italia, ciò che lo ha davvero caratterizzato in senso politico ed economico, questa parola è immobilismo. Negli ultimi venti anni non è successo niente per il Paese. Non una delle riforme promesse nel 1994 e che avrebbero contribuito a scongiurare la crisi che ora l´Italia sta vivendo, è stata fatta. Ed è evidente che dove non sono riusciti gli elettori, dove non sono riuscite le opposizioni, dove non è riuscita la stampa, dove non sono riusciti gli intellettuali, è riuscito il mercato. Ironia della sorte, proprio Silvio Berlusconi, che si è sempre vantato di aver creato un impero dal nulla, di aver incarnato il sogno americano del self-made man, che si è sempre considerato campione di numeri e denaro, è stato sopraffatto dove si sentiva onnipotente, in quello che ha sempre detto essere il suo stesso elemento: dal mercato. È stato commissariato da un´economia che della sua gestione non poteva più fidarsi. Ennio Flaiano diceva: in Italia la linea …

"Un patto sociale: patrimoniale e nuove pensioni", di Bianca Di Giovanni

Il primo atto economico del governo Monti rischia di partire dalla stessa tassa che inaugurò quello Berlusconi: l’Ici sulla prima casa. Eliminata tre anni fa sull’onda dell’ottimismo della volontà berlusconiano, oggi è in via di riproposizione. Per il professore nonsarebbe neanche una forzatura rispetto al corso politico precedente. Giulio Tremonti infatti ha scritto nero su bianco l’ipotesi di un ripristino nella lettera inviata all’Ue che poneva 39 domande sull’attuazione degli impegni presi. «Un’eventuale reintroduzione dell’Ici porterebbe nelle casse dello Stato 3,5 miliardi di euro», si legge in quel testo. Che smaschera anche l’inganno dell’esecutivo uscente: quell’imposta, stando all’ipotesi Tremontiana, potrebbe tornare con il federalismo fiscale. Poprio quello che fino a ieri gli ormai ex ministri hanno sempre negato. Naturalmente con il nuovo governo l’imposta potrebbe subire declinazioni diverse, improntate a una maggiore progressività per tutelare i più deboli, ma che servano nuove entrate è una certezza matematica. Monti ha bisogno di trovare subito almeno 20 miliardi di euro, quelli che mancano alla manovra di Ferragosto che promette il pareggio di bilancio nel 2013. Il professore …