Giorno: 1 aprile 2012

"Trasporti costosi & Internet lento. Perché l'estero non investe in Italia", di Sergio Rizzo

Racconta Rodrigo Bianchi che da due anni non riesce a mettere un mattone dell’asilo nido per le mamme impiegate nella fabbrica di Pomezia della Jonhson&Johnson medical, azienda di cui è presidente e che ne sopporterebbe interamente la spesa. Il motivo? «Esplorazioni archeologiche, problematiche amministrative… Vai a sapere…». Fa presente Nando Volpicelli, amministratore delegato di Schneider electric industrie Italia come le nostre infrastrutture siano in una condizione tale che il costo di trasporto per unità di prodotto dallo stabilimento di Rieti della multinazionale transalpina è «di due euro più caro rispetto al Sud della Francia». Aggiunge il suo collega della Procter & Gamble Italia, Sami Kahale, che da noi costa di più anche la pubblicità per il lancio di una novità: mediamente del 30% rispetto alla Gran Bretagna. E il presidente della Ericsson telecomunicazioni Italia, Cesare Avenia, conclude che «il problema dell’Italia non è tanto l’articolo 18 quanto la certezza del diritto, se si considera che ci sono imprese obbligate a reintegrare dopo cause durate anche sette anni dei dipendenti in posti di lavoro che non …

"Le scuole migliori? Quelle normali", di Flavia Amabile

Quali sono le scuole migliori in Italia dal punto di vista di chi vuole proseguire gli studi? La Fondazione Agnelli è arrivata al terzo anno della sua indagine per il Piemonte, al secondo anno per l’Emilia Romagna ma per la prima volta allarga l’analisi anche alle scuole lombarde e calabresi su richiesta dell’Ufficio scolastico della Lombardia e della Regione Calabria. Il risultato è una fotografia piuttosto nitida. Le migliori sono in provincia. Sono istituti pubblici, possono essere licei dove è più probabile che si creino effetti positivi per le capacità individuali, ma anche tecnici, sfatando la pessima fama di questi istituti secondari. Nessun particolare blasone, sono scuole frequentate in genere da persone non particolarmente benestanti o legate alla cultura. Da questo tipo di scuole che potrebbero trovarsi ovunque in Italia arrivano i ragazzi che hanno ottenuto i migliori risultati durante il primo anno di università. E quindi la Fondazione le ha scovate e messe in classifica per dare alle famiglie un’informazione in più al momento della difficile scelta delle superiori e alle scuole per poter …

"Ecco l'esito di un gioco a somma zero", di Mario Piemontese

È proprio vero che il prossimo anno non ci saranno tagli agli organici del personale docente? Ecco l’esito di un gioco a somma zero. Squadre Nord: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Umbria, Veneto. Sud: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia. Vincenti Il Nord ha vinto 1.338 posti. Emilia Romagna (+392), Friuli Venezia Giulia (+60), Lazio (+15), Liguria (+35), Lombardia (+218), Marche (+0), Piemonte (+182), Toscana (+226), Umbria (+37), Veneto (+173). Perdenti Il Sud ha perso 1.338 posti. Abruzzo (-26), Basilicata (-112), Calabria (-277), Campania (-214), Molise (-39), Puglia (-289), Sardegna (-32), Sicilia (-349). Nord Il Nord ha avuto un incremento lordo di 1.577 posti. 85 posti della secondaria di I grado e 154 della secondaria di II grado, in tutto 239, sono passati all’interno dello stesso ordine e grado di scuola da Regioni del Nord che hanno perso posti a Regioni sempre del Nord che hanno vinto posti. Secondaria di I grado: Marche (-36) e Veneto (-49). Secondaria di II grado: Lazio (-120), Marche (-8) e Umbria …

"In nome della madre una storia esemplare", di Sebastiano Vassalli

Quella di Denise, la figlia di Lea Garofalo uccisa e sciolta nell’acido vicino a Milano nel 2009, è una storia esemplare. Non solo è un dramma personale e familiare, ma è anche il nostro dramma. Una storia terribile, quella di Lea Garofalo uccisa e sciolta nell’acido vicino a Milano nell’autunno del 2009. Una storia che mescola vicende personali e legami di ‘ndrangheta in un groviglio così intricato da non essere quasi raccontabile: siamo di fronte ad una di quelle vicende a cui si riferiva Louis-Ferdinand Céline quando diceva che, in letteratura, non darebbero un risultato realistico ma grottesco. Ne verrebbe fuori un pasticcio, una caricatura. Più raccontabile, invece, e a suo modo esemplare, è la storia della figlia di Lea, Denise: che ora ha diciannove anni (ne aveva diciassette all’epoca dei fatti), ed è stata la testimone chiave di un processo che ha condannato all’ergastolo sei imputati. Il padre della ragazza, due suoi zii e altri tre mafiosi. Il dramma di Denise è innanzitutto un dramma personale e familiare: figlia di un padre-mostro e nipote …

Profumo: "Basta con i vecchi compiti a casa", di Marina Cavallieri

Lezioni interattive, lavoro di squadra, più internet in classe e meno a casa. Insomma, bisogna cambiare i compiti. La formula esatta ancora non esiste ma più che una riforma è necessaria una rivoluzione, qualcosa che nasca nelle aule prima che nei ministeri. Non solo in Francia ma anche in Italia si discute del rito scolastico più inossidabile, i compiti, odiato dagli studenti, sopportato dai genitori, imposto come un dogma dai professori. Ma sempre immutato. Nella scuola ci sono stati negli anni alcuni cambiamenti, molti slittamenti, qualche rivoluzione mancata, ma i compiti sono sempre rimasti, emblema del dovere, senza che nessuno osasse toccarli. Ora, dice il ministro dell´Istruzione, è venuto il momento. «Oggi i ragazzi ricevono molti stimoli anche dall´ambiente extrascolastico, e quindi deve cambiare la struttura dei compiti e delle lezioni», ha chiarito Francesco Profumo durante una visita a due istituti di Ancona. «Se oggi si dà una versione di greco o latino, mi racconta mia moglie che è insegnante, quasi sempre la traduzione si trova su internet. C´è anche un sito specializzato, basta inserire …

"Riparare l'errore", d Claudio Sardo

L ’emergenza economica dunque non è finita. Sarebbe gradita qualche autocritica da parte di chi ha posto lo scalpo dell’articolo 18 in cima all’agenda politica. Anche da parte del governo che, pur di lanciare un segnale ai «mercati» (segnale non pervenuto), ha sacrificato una ragionevole intesa che avrebbe rafforzato, quella sì, l’immagine del Paese. Speriamo almeno che si ripari presto al danno. Anche perché la coesione sociale resta la migliore garanzia di efficacia per le misure innovative sul mercato del lavoro, che ora il Parlamento deve vagliare e migliorare. I più recenti interventi di Mario Monti sembrano messaggi di pace rivolti almeno alla sua maggioranza. Meglio un premier che recupera la sobrietà rispetto ad uno che accende polemiche. Ma la prova decisiva sarà nei fatti. Il testo della riforma ancora non è stato presentato in Parlamento (ritardo non proprio lodevole, che rinverdisce la pratica di precedenti governi). Sarebbe una sorpresa positiva se Monti riconoscesse l’errore e, da subito, conformasse al modello tedesco la modifica dell’articolo 18. Si temono invece ulteriori pasticci, con correzioni parziali che …

Il confine di Mario "Spread sotto 340", di Carmelo Lopapa

L´allarme viaggia sotto traccia, non deve contagiare gli investitori, soprattutto stranieri. Non deve preoccupare gli italiani, alle prese con sacrifici e tasse. Ma la preoccupazione accompagna gli ultimi giorni del viaggio orientale di Monti. E condizionerà il calendario al rientro in Italia. «Dobbiamo impedire in tutti i modi che lo spread superi di nuovo stabilmente quota 340 o la natura del nostro debito pubblico potrebbe trascinarci nel gorgo della Spagna», raccomandazione e timore che il Professore confida in queste ore solo ai più stretti collaboratori. L´imprevista impennata del differenziale coi titoli tedeschi oltre quella soglia-sicurezza, dopo settimane di quiete, la chiusura venerdì appena in calo – a 332 sui Bund – costituiscono un campanello d´allarme che a Palazzo Chigi e in via XX Settembre non stanno affatto sottovalutando. La situazione è stata sotto monitoraggio costante anche da parte del viceministro dell´Economia Vittorio Grilli, rientrato ieri sera dall´Ecofin di Copenaghen. Anche perché la settimana è stata segnata da forti tensioni sui listini e «i mercati sono ancora troppo fragili», ripete il numero due di Monti al …