Giorno: 2 aprile 2012

Disoccupazione record: a febbraio 9,3%, tra i giovani il 31,9% non lavora

Secondo l’Istat è il tasso più alto da gennaio 2004. A febbraio gli occupati sono 22.918mila, in diminuzione dello 0,1% (-29 mila unità) rispetto a gennaio: il calo riguarda la sola componente femminile. Il tasso di disoccupazione a febbraio è al 9,3%, in rialzo di 0,2 punti percentuali su gennaio e di 1,2 punti su base annua. Si tratta del tasso più alto da gennaio 2004 (inizio serie storiche mensili). Mentre, guardando alle serie trimestrali, è il dato iù alto dal IV trimestre 2000. Sempre a febbraio. su base annua, il numero di disoccupati aumenta del 16,6%, ovvero di 335 mila unità. Lo stato dell’occupazione rilevato dall’Istat non lascia spazio all’ottimismo. Giovani. In crescita anche il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni). A febbraio è al 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio e di 4,1 punti su base annua. Anche in questo caso si tratta del tasso più alto da gennaio 2004. Nel quarto trimestre del 2011, il tasso di disoccupazione dei 15-24enni è salito al 32,6% dal 29,8% dello stesso …

"Il Paese dei meno uguali. Dieci ricchi hanno quanto 3 milioni", di Massimo D'Antoni

Se nelle fasi di crescita può essere normale una certa tolleranza riguardo al sistema attraverso il quale i vantaggi sono distribuiti tra i diversi gruppi sociali, tale tolleranza sembra scomparire in una fase come quella corrente, in cui si tratta di dividersi costi e sacrifici. Così si spiega la reazione giustamente scandalizzata rispetto ai dati fiscali pubblicati qualche giorno fa. E così forse si spiega anche l’attenzione che, dall’inizio della crisi, sta ricevendo il tema della diseguaglianza, relegato per decenni alle discussioni accademiche. Nei decenni più recenti la crescita ha concentrato i suoi benefici sul 10% (o l’1% quando non addirittura lo 0,1%) più ricco della popolazione delle economie avanzate. Il fenomeno si è manifestato prima e in misura più netta nei Paesi anglosassoni, successivamente (dagli anni novanta) nel nostro Paese, per toccare nell’ultimo decennio anche i Paesi tradizionalmente più egualitari del centro e nord Europa. E se ancora gli economisti discutono se tali crescenti diseguaglianze debbano essere considerate una causa della crisi, vi sono pochi dubbi che esse siano quanto meno il sintomo di …

"Ammettere i propri errori: solo così si ottiene la fiducia", di Agnes Heller

Chi ha ruoli istituzionali alle volte fa ricorso alla manipolazione e alla retorica ma deve poi saperlo riconoscere Esistono valori che devono essere condivisi come la libertà di parola e la possibilità di intervenire nel dibattito pubblico. Cos´è che caratterizza il concetto politico moderno di verità? La verità politica moderna è confutabile e può essere smentita. Se per la scienza determinate teorie e affermazioni non sono né vere né false, in quanto non sono recepite come affermazioni scientifiche (ad esempio la previsione del giorno del giudizio nel 2220, o l´avvistamento di angeli nell´oceano Pacifico), lo stesso criterio va applicato alla politica. Possiamo sognare ad esempio un mondo senza mercati, o magari senza stati; ma idee del genere non sono politiche, e quindi politicamente non sono né giuste né sbagliate. La verità di un´idea politica può essere rivendicata quando tiene conto della verità dei fatti. Certo, la verità dei fatti è sempre interpretata, e le diverse interpretazioni possono essere contrastanti, ma esiste un centro, un nocciolo duro al quale tutte devono fare riferimento. (…) E´ necessario …

«Evasione, tanto clamore ma così non cambia nulla. Lo Stato esce perdente», di Bianca Di Giovanni

L’ex ministro delle Finanze: «Gli italiani la giustificano, i blitz suscitano indignazione temporanea, poi niente. Ma fare qualcosa costa consenso Nel concreto questo governo non è molto diverso da quello precedente». Dopo gli ultimi «clamorosi» (come sempre) blitz dei finanzieri, dopo le ultime grida di indignazione sulle dichiarazioni dei redditi, dopo gli ennesimi appelli alla condanna sociale dell’evasione, nell’ex ministro Vincenzo Visco comincia a farsi strada un dubbio inquietante. «Nella psicologia degli italiani alla fine l’evasione è introiettata, giustificabile e magari giustificata, tanto che c’è bisogno di grandi manifestazioni di indignazione, con tutti che si stracciano le vesti, per poi convincersi che alla fine nulla cambia, che il problema è irrisolvibile». È quasi un gioco speculare, quello descritto dall’ex ministro, in cui più si alza la voce, più sotto sotto si giustifica. Perché per Visco indignarsi serve a poco: semmai bisogna analizzare il fenomeno in profondità fornire dati scientifici, organizzare una macchina complessa. Ma la lotta a un fenomeno di massa come quello italiano richiede anche una forte determinazione politica, perché combattere l’evasione costa molto …

"I professori dell'autoriforma", di Sergio Luzzatto

Ci sono le cose ridicole, e ci sono le cose serie. Nella top list delle cose ridicole che abbiamo potuto leggere di recente a proposito della scuola italiana, sta la notizia secondo cui la Divina Commedia di Dante andrebbe espurgata perché contiene «stereotipi, luoghi comuni, frasi razziste, islamofobiche e antisemite». Ma allora – è stato sarcasticamente notato su queste colonne – perché non espurgare anche Boccaccio, o Shakespeare? Come a dire: i rischi del politically correct quando vuole farsi Nuova Inquisizione. Poi ci sono le cose serie. E fra queste c’è il problema – grande come una casa – non di quello che andrebbe tolto dall’insegnamento della nostra scuola, ma di quello che andrebbe aggiunto. In altre parole, c’è il problema dei “buchi” di una didattica che fatica ad aggiornarsi sia nelle forme, sia nei contenuti. E c’è il problema – grande come una città – degli insegnanti che vanno sempre più perdendo il contatto con gli studenti. Docenti giovani o meno giovani, simpatici o antipatici, volenterosi o sfaticati, colti o ignoranti, che ai ragazzi …

"Così una donna minuta e gentile si è fatta mito per salvare un popolo", di Paolo Giordano

C’è questo ragazzino che conosco, ha tredici anni e tutti i vizi e le virtù della sua età. I vizi riguardano, in particolare, una scorza che lo rende impassibile, quasi abulico nei confronti del mondo esterno; la sua virtù più spiccata è la schiettezza fulminante, sfrontata con cui è in grado di farti sentire di un altro pianeta già defunto. La settimana scorsa l’ho invitato al cinema, volevo che vedesse il nuovo film di Luc Besson, «The Lady», dedicato alla leader della resistenza birmana Aung San Suu Kyi. Io l’avevo visto appena qualche giorno prima e n’ero uscito sottosopra, fortemente ispirato da una forma astratta di eroismo, che in altre circostanze e in fasi precedenti della mia vita avrei liquidato come troppo zuccherosa. Mi sembrava che l’attualità della storia, la mancanza quasi totale di ombre dell’Orchidea d’Acciaio e l’impostazione un po’ didascalica del film potessero essere di altrettanta ispirazione per un adolescente. Lui era scettico, non vedeva ragione d’impiegare tante forze, se ci tenevo tanto che ne sapesse qualcosa gli bastava consultare Wikipedia. «Non è …

Mediazione di Bersani sull'articolo 18. "Cambiamolo insieme prima di maggio", di Claudio Tito

“Io vedo la possibilità di un punto di caduta condiviso in Parlamento e lo scenario di un incaponimento del governo non lo prendo nemmeno in considerazione”. Sa che il dossier lavoro sta diventando il segno distintivo di questa legislatura. Ma soprattutto, per Pierluigi Bersani, è l’occasione affinché il governo Monti e questa “strana maggioranza” “non mandino all’aria una riforma rilevante”. “Una buona riforma – aggiunge Bersani – se si corregge qualche aspetto”. Il segretario dei Democratici vuole aprire tutti possibili spiragli per evitare che il disegno di legge vada a impantanarsi nei corridoi di Montecitorio e Palazzo Madama. È sicuro che “un’intesa sia vicina”, basta ricorrere a un “pò di senso di equilibrio”. Ed è pronto a mettere sul tavolo della trattativa alcune delle richieste del Pdl sulla “flessibilità in entrata”: “soprattutto se si tratta di alleggerire un certo carico burocratico”. Seduto sul divano della sua casa a Piacenza, più che dettare le condizioni segnala la mediazione possibile per un accordo. “E per approvare il testo in tempi rapidi. Almeno in un ramo del Parlamento …